Contemplazione

DeRango : 9,45
DeEtà™ : 6869 giorni • Qui dal 20 agosto 2007
Lee Morgan The Sidewinder
Voto:
Assolutamente si! Il disco da avere di Morgan, dovendone scegliere uno. Della serie: "quando il groove non è solo fumo!" ;-) Marco ha detto cose sante...in particolare "Search..." è il perfetto contraltare al disco recensito, un Lee Morgan "serio" e "impegnato" e perfettamente credibile dati i risultati! Da 5 anche quello per me, con Herbie Hancock in grande spolvero di fantasia e di idee armoniche accattivanti. Aggiungo alla lista "Standards" del '67, il nome dice tutto, tranne che non è una session routinaria. Una line-up da bava alla bocca: Morgan, James Spaulding, Wayne Shorter, Pepper Adams, Herbie Hancock, Ron Carter, Mickey Roker...mantiene le promesse!
Weather Report I Sing The Body Electric
Voto:
El minchia, io quella foto non la esibisco...la condivido!!!
Weather Report I Sing The Body Electric
Voto:
Sul discorso Pastorius (ma vale lo stesso per un John McLaughlin), dico la mia apertamente. E' stato un genio dello strumento. Un grande innovatore. Ma talmente clamoroso tecnicamente da creare in molti colleghi musicisti ingiustificati sensi di inferiorità. Suoni dal vivo con Jaco e ha appena fatto un assolo clamoroso? Ti senti in trappola. Devi dimostrare di essere anche tu un virtuoso, di non essere da meno. E quindi, in quel momento ci sarebbero state bene delle note lunghe, un momento lirico? Eh, no! Sei obbligato a fare le scale superveloci, a soffiare più forte, a sbattere i tamburi come martelli pneumatici, sennò perdi la faccia. Chissenefrega dell'arte, dell'interpretazione, della sensibilità musicale, voglio anch'io l'ovazione di questo pubblico esaltato. E quindi è diventato un circo, tutto incentrato sull'esibizione piuttosto che sulla condivisione musicale. Gara di braccio di ferro, gara di chi ce l'ha più lungo. E la colpa è anche di Pastorius, che non ha avuto la forza di dare il buon esempio e scoraggiare queste inutili smargiassate, essendo lui stesso il più grande degli smargiassi. La morte prematura ci ha privato di sapere cosa avrebbe fatto musicalmente in seguito, ma tanto ormai il danno era fatto, pubblico e musicisti plagiati dall'ossessione di velocità e decibel. Fenomeni da baraccone. FUSION
Weather Report I Sing The Body Electric
Voto:
Eccomi di ritorno. Telespalla: sul discorso "male necessario" condivido anch'io, capisco che serva eccome inquadrare a grandi linee la musica di cui si parla, specie se si ha un intento divulgativo e di condivisione, di comunicazione (fermo restando che l'ideale è quello che dice Antonio nel post 21), ma era necessario farne l'incipit della rece? ;-) E poi il problema è questo: se per esempio io dicessi: "l'inizio del free jazz avviene con l'omonimo album di Ornette Coleman", mi sbranerebbero per due motivi; il primo è che non siamo TUTTI d'accordo sul significato esatto (che non può esistere) del termine "free jazz" (e poi rientrano nella definizione anche i primi vagiti del genere, o solo i tratti "maturi", conclamati??). Il secondo è che, molti anni prima, c'erano stati alcuni brani di Lennie Tristano, Charles Mingus, Cecil Taylor, dello stesso Coleman ecc.. che si possono definire free jazz! Per questo secondo me si sbaglia sempre a usare le etichette come materiale, come "substrato" delle discussioni. Semmai possono essere un compendio, un arricchimento di discussione, un punto di vista critico...comunque se proprio si deve usare le etichette che almeno lo si faccia a ragion veduta, tutto qui. Pace.
Weather Report I Sing The Body Electric
Voto:
Scusa il tre ma non digerisco due cose: le etichette imprecise e usate impropriamente (jazz-fusion, jazz-rock, usate come se avessero significati profondamente diversi) e inoltre il voler contestualizzare "l'inizio" di un movimento coi dischi sbagliati, posteriori di una decina d'anni ai fermenti iniziali (risaputo un cavolo!). La parola fusion (fusione) è stata coniata per indicare appunto la fusione di due generi (il jazz e il rock...è quindi in realtà un sinonimo di jazz-rock, e nasce per abbreviare la dicitura e usare una parola sola anziché due!), e l'hanno cominciata ad usare massivamente a fine anni settanta, inizio ottanta. Quando cioé il jazz-rock stava ormai diventando una merda funky e musicalmente vuota, basata solo su groove e virtuosismi anche per colpa di gente come Pastorius...indi per cui a quel punto avvenne ciò: gli amanti della musica (gli snob se volete) cominciarono a usare il termine "fusion" come dispregiativo, per differenziare che sò Stanley Clarke dai primi grandiosi dischi dei Lifetime di Tony Williams, e i bavosi del virtuosismo vacuo al contrario lo usarono fieramente, a significare che quella si che era roba tosta, mica come "In A Silent Way"! E qualche volpone tra questi bavosi aggiunse anche "jazz" davanti a "fusion", perché faceva fico, da intenditore...peccato che il tapino non conosceva nulla del jazz, e non sapeva neanche che fusion significava jazz-rock; "jazz-fusion" è privo di senso, perché diventerebbe "jazz-jazz-rock"!! Tirando le somme, ecco che i posteri oggi credono che il jazz-rock e la fusion siano due generi diversi, mentre descrivono lo stesso tipo di musica, solo che quella degli anni ottanta era una merda. Comunque Miles nel '67 aveva già inciso pezzi elettro-acustici con sonorità e ritmi comuni ai due mondi musicali in questione...
Johannes Brahms Concerto per pianoforte n° 2 Op. 83
Voto:
Una meraviglia, ma cosa dire del primo concerto? Personalmente lo amo ancora di più di questo!
Robert Schumann Sviatoslav Richter:Studi Sinfonici-Pagine Colorate-Pezzi Fantastici n.5 & 7
Voto:
Studi sinfonici, Carnaval, Papillon, Kleisleriana, Kinderszenen, Waldszenen, fantasia op.17, fantasiestucke op.12, novelletten op.21, toccata op.7, sonata n.1, l'Album per la gioventù, il concerto per piano...quanti capolavori per il pianoforte ha creato Schumann! Una fantasia libera e volubile come la sua non poteva che esprimersi al meglio nelle forme libere e aperte, nei brevi pezzi o nelle suite per pianoforte piuttosto che nella forma sonata o nella tradizione sinfonica. L'elaborazione tematica non era nelle corde di Schumann, lui era tutta poesia e immediatezza! Trasfigurato nei suoi tre alter ego: Florestano, Eusebio e Maestro Raro.
Umberto Eco Il Nome Della Rosa
Voto:
Un libro che crea un mondo ricco, suggestivo e spettrale. Scritto magnificamente. Per me 4.5
La rece non ho avuto il tempo di leggerla, spero di poter ripassare!!
Wolfgang Muthspiel & Brian Blade Friendly Travelers
Voto:
Rosenwinkel invece, mi dispiace dirlo, mi ha lasciato un sapore indelebilmente amaro in bocca quando l'ho sentito dal vivo alla Casa del Jazz un paio anni fa...la prima volta nella mia vita in cui mi sono alzato e me ne sono andato a metà concerto, e come me molti altri. Lui e i suoi sono stati davvero noiosi e annoiati in quell'occasione, c'era una bruttissima sensazione generale di imbarazzo e tensione; un brano piatto e scialbo seguiva l'altro in un lento spegnersi di entusiasmo generale, finché anche gli applausi di incoraggiamento hanno cominciato a scomparire. C'erano sei-sette paia di mani ad applaudire tiepidamente e lui ha cominciato a sudare freddo e a cercare di scherzare un po' al microfono per tirar su gli animi...il suo pessimo italiano e una parolaccia di troppo hanno addirittura peggiorato la situazione. Stavo male per lui e sono scappato da quello spettacolo angosciante...senza comprare suoi cd al negozio. Che pena, poverino! Sarà stata solo una serata no dirà qualcuno, ma....boh??
Gabriele Muccino Sette anime
Voto:
E' abbastanza ovvio mi sembra...cosa fa Amelie? Non si dedica al miglioramento della vita di chi la circonda??