ProgRock

DeRango : 7,28
DeEtà™ : 6814 giorni • Qui dal 13 ottobre 2007
Steven Wilson Grace For Drowning
Voto:
Recensione appassionata, continua così, con i dischi consigliati da JDV, ma anche con il sommo Steven Wilson.
Motorpsycho And Stale Storlokken The Death Defying Unicorn
Voto:
Due dischi interamente piacevolissimi, epici e poetici come son sempre stati i Motorpsycho (IMHO).
Spelljammer Vol II
Voto:
Sì, un po' di inutile revival di belle cose è sempre quello che ci vuole. Ad ascoltare dal link(praticamente l'intero EP) sembra che vogliano risuonare "Boris" dei Melvins, creando una copia diversamente peggiore dell'altra, il che è assai giusto.
Polvo Exploded Drawing
Voto:
Gruppo Superbo.
Motorpsycho feat. Ståle Størlokken The Death Defying Unicorn
Voto:
Molto meglio così, da "Little Lucid Moments" ad oggi, questo disco è la loro vetta artistica, decisamente superiore anche degli splendidi Timothy e Blissard.Tiè.
Refugee Refugee
Voto:
Bel disco sì, da notare però che l'anno di pubblicazione è il 1974, stranamente la scelta della copertina di una Band Prog è quella della foto di gruppo anzichè qualche splendido Artwork fantasioso, stessa scelta nel medesimo anno fecero i King Crimson con "Red", ulteriore conferma che questi ultimi avevano un gusto superiore in tutto e per tutto rispetto ad altri colleghi, chissà Fripp cosa ne pensava della scelta della maglia del tizio al centro.
Steve Hogarth & Richard Barbieri The Weapon But The Hand
Voto:
Un connubio perfetto la voce di Hogarth con le tastiere di Barbieri.
Anathema A Natural Disaster
Voto:
Album banale, con patetiche e ripetitive melodie, privo di originalità, emozionante a tal punto da lasciare in modo indelebile nella mente ogni singolo secondo della sua durata.Capolavoro.
L7 L7
L7 L7
1 mar 12
Voto:
QuestI non li ho ancora ascoltati, ma dovrebbero essere docili come I Babes in Toyland.
Rome Die Aesthetik Der Herrschafts-freiheit
Voto:
"Flowers From Exile" e quest'ultima ambiziosa e riuscitissima opera tripla rappresentano per me l'apice del progetto Rome, un sole che sorge e disgela tutte le montagne, facendo rifiorire tutto il paesaggio, la liberazione narrata in musica in una discografia, dal terrore marziale che gela la mente dei primi dischi si arriva a brani come "We Who Fell In Love With The Sea" ( ) dove le onde del mare contemplano le rovine dell'Europa, un tema assai caro al lussemburghese Jerome."Seeds of Liberation" non ha bisogno di presentazione.