blechtrommel

DeRango : 10,49
DeEtà™ : 6532 giorni • Qui dal 22 luglio 2008
Chuck Palahniuk Invisible Monsters
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Dimenticavo
Chuck Palahniuk Invisible Monsters
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Lui mi piace molto, ma questo è uno dei pochi che non ho ancora letto. Forse, mi pare di capire, quello più "femminile". Fatto sta che credo sia uno degli autori più "ghignosi" degli ultimi anni, anche se, credo, ogni tanto eccede un po' troppo con questo suo desiderio di presentare situazioni inverosimili. Il mio preferito rimane Soffocare. Il più "pazzo" credo sia Rabbia (un libro del genere io non l'avevo mai letto). Quello più bello come trama Survivor.. Vabbè, la smetto:D
John McLaughlin Industrial Zen
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Lui, per quello che ho ascoltato con Davis e Mahavishnu Orchestra, mi piace molto. Tu, come al solito.
Kirlian Camera Still Air [Aria Immobile]
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Mi è piaciuta.
Lilys A Brief History of Amazing Letdowns
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Ahh, che bello essere sintetici! Bravissimo!
Agota Kristof Trilogia Della Città Di K.
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è un onore averti qui, Cimminchio. Ma non dir così, sono un bravo ragazzo io, non è come sembra. Io amo tutti. Evviva il partito dell'amore!;)
Agota Kristof Trilogia Della Città Di K.
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Guarda Za, potrebbe essere una bella interpretazione. Tieni conto però, che prima che il protagonista avesse il nome che leggiamo noi, l'autrice l'aveva chiamato Kristof. Poi ha cancellato e ha cambiato (è una cosa che ho visto sulla prima pagina del secondo libro scritta a macchina dall'autrice, cercatela se vuoi, su internet la trovi) Non credo che la cosa sia molto importante, anche perchè non si sa nemmeno dove sia ambientato il racconto. Si deduce in qualche paese dell'est, ma la Kristof non lo accenna nemmeno.
Agota Kristof Trilogia Della Città Di K.
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Grazie di nuovo a tutti! Un po' di risposte sparse: @Casamorta: no, a mio parere, con 1984 non c'entra molto. Nemmeno come tensione. 1984 è stato scritto per denunciare un certo tipo di potere che avrebbe potuto creare un certo tipo di regime, quindi c'è una partecipazione forte dell'autore in quello che dice o che profetizza e, credo, così è anche per il lettore. Nella trilogia la cosa è molto più sottile, più personale. Davvero, uno si scandalizza per le prime 100 pagine, poi subentra una sorta di abitudine al dolore, al male, all'inspiegabile..è una cosa che c'è in tutti i libri della Kristof, questo raccontare la cosa più terribile con una freddezza allucinante, senza di nient'altro che i fatti. Niente pietismi, niente lungaggini su particolari macabri o compassionevoli. I fatti. Durissimi. Al massimo, come ha già sottolineato ieri la dolce Kosmo, lo potrei avvicinare a Waiting For Godot di Beckett per una certa asciuttezza, una certa vena di follia appena visibile, per la tematica del doppio, dell'uomo dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma con Orwell ci vedo poco in comune :) Tu invece hai notato dei tratti simili? @Josi: leggilo! Vedevo su Anobii che hai già letto qualcosa della Kristof e credevo l'avessi letto, questo. Chissà perchè.
@Lucy: sei uscita dal tuo muto osservare per me! Ti ringrazio cara:) @Fedezan: Se lo leggi succede che ti piace :) @Alex: grazie biscottino! Che ti avevo promesso? Mica mi ricordo, sai. Ancora gracias a todos
Agota Kristof Trilogia Della Città Di K.
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Porcellina..
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