Voto:
Mi dispiace, non ci siamo. Da quanto ho capito dalla tua scheda personale, inoltre, l'hai scritta su due piedi e un'opera così credo richieda molto più tempo di un'ora scarsa per essere analizzata (ci si mette settimane per analizzare bene o male un romanzo "canonico", pensa uno di 1300 pagine! Te lo dico perché tra poco ho un esame di Letteratura Inglese, sennò non te lo direi...). Non saprei nemmeno da dove iniziare per stroncarti. Forse il punto più stroncabile è quello della schematizzazione "bene/male". Un paio d'anni fa avevo letto su un sito una cosa molto interessante al riguardo (se trovo il link, lo metto dopo). Se fai caso, non sono proprio tutti buoni buoni (espressione da prendere con le pinze): Gandalf non vuole tenere l'Anello perché è impaurito che possa soggiogarlo, che possa essere TENTATO (e la tentazione non è "buona"); Frodo, tentendo a lungo l'Anello, viene corrotto in un certo senso, la sua capacità di intelleggere la realtà viene distorta (ok, è per colpa dell'Anello); Saruman in realtà non era cattivo prima (se ti leggi qualcos'altro relativo a Tolkien e che nomini gli Istari - gli "Stregoni" che sono venuti da Valinor - ti accorgerai che Saruman era il loro capo, il più brillante. Ma è caduto nella tentazione e, usando la simbologia dei colori usata nel SDA, dal Bianco puro e innocente, è diventato Multicolore, ha scomposto il Bianco (l'innocenza) per AVERE DI PIU' (l'avidità). Non per niente sarà Gandalf poi a diventare "Il Bianco", a "prendere il posto di Saruman); Gollum era un semplice Hobbit, una delle creature più pacifiche della Terra di Mezzo: anche qui, l'avidità lo ha corrotto nello spirito e nella carne, eppure ha un ruolo chiave nella risoluzione della vicenda, se non ci fosse stato lui, l'Anello non sarebbe stato distrutto (o almeno supponiamolo). Come dice Gandalf a Frodo nelle Miniere di Moria, che diritto aveva Bilbo di uccidere Gollum/Smeagol quando ne aveva la possibilità? Non sarebbe stato saggio, perché Gollum aveva ancora qualcosa da dare per il BENE. Ultimi esempi: Melkor/Morgoth e Sauron. Melkor era un Valar, una delle "divinità" più potenti create da Iluvatar. Inizialmente non era cattivo, è con il tempo che l'avidità (sempre lei, leggasi Il Silmarillion e la vicenda dei Silmaril a riguardo) lo ha "fatto cadere nel male"; stesso discorso per Sauron (un Maiar), il suo più fedele servitore. Riguardo l'inutilità degli scritti in "lingue inventate" (mi vengono i brividi..."inutilità"...), il signor Ronald era, come hai detto, un professore di Lingua e Letteratura Anglosassone prima, Inglese poi; era un eminente filologo e la sua passione per le lingue e il linguaggio lo aveva portato, fin da ragazzino, ad inventare linguaggi strani. La Terra di Mezzo, Valinor, Numénor e tutto il mondo e la cosmogonia da lui creati lo sono stati IN FUNZIONE filologico-linguistica, lui ha creato tutto quello PER FARE DA SFONDO ALLE LINGUE, le quali HANNO una grande consistenza, se non lessicale, certamente fonetica, morfologica e sintattica (si è basato su varie lingue, sia indoeuropee che ugro-finniche). Ti posso tuttavia dare ragione che a volte la narrazione diventi noiosa (c'è un punto dove tutte le volte rallento moltissimo la lettura). Ritengo inaccettabile un'analisi così superficiale e fatta senza avere gli strumenti necessari, mi dispiace. Forse col tempo mi verranno in mente altre considerazioni, al momento ho finito. Scusate se ci sono utilizzi sbagliati della punteggiatura, ho fatto tutto di getto...e soprattutto se non ho potuto dare ulteriori spiegazioni per ribattere, ma il libro è da alcuni anni che non lo leggo e dovrei rileggerlo bene, ma quelle sono le cose che mi sono venute in mente al momento. Saluti filologici a tutti...