fiquata

DeRango : 5,86
DeEtà™ : 6265 giorni • Qui dal 15 aprile 2009
Ethan e Joel Coen A Serious Man
Voto:
"quindi per mettersi in regola con i pagamenti per la marijuana, cosa che non mi sembra proprio amabilmente inquadrabile nella logica ebraica" :) Mi sa che io mi riferivo più ai comportamenti dei fedeli che alla religione in sé. Ora mi vengono un sacco di battute cattive e pungenti sugli ebrei e sul loro rapporto col cash però mi trattengo. Comunque sì, "sembriamo un po' coglioni nel cercare di capirci qualcosa", però è anche vero che questo è il bello. Cronenberg, pur comprendendone la bravura, non mi ispira particolarmente e non so perché. Haneke, invece, è proprio uno dei mie preferiti. Con Lynch rinuncio a qualsiasi tentativo di comprensione e mi lascio andare... lì veramente si finisce dallo psicologo se ti ci metti a cercare risposte.
Ethan e Joel Coen A Serious Man
Voto:
Tralasciando che la scena del terzo rabbino mi ha piegato dal ridere, e che quella del tipo che lo chiama dicendogli "Abraxas... Santana. Il prossimo è Cosmo's Factory" me li ha fatti amare più del dovuto, il ragazzo proprio alla fine del film restituisce i soldi. Quindi potrebbe essere una conversione, una presa di coscienza, un mandare in mona l'amerikanismo in favore dell'ebraismo, cosa che il padre fa al contrario... comunque non se ne esce, le opinioni sono tutte opinabili e quando un film suscita diverse chiavi di lettura è, secondo me, quasi sempre un buon film. Comunque, io ci vedevo bene pure una "People Are Strange", almeno di sottofondo quando i vicini non-ebrei tornano dalla caccia :)
Ethan e Joel Coen A Serious Man
Voto:
C'hai ragione, c'hai. Non lo faccio più. Basta spoilerare la trama, anche perché in sede di recensione mi sono trattenuto apposta. Il nome del tedesco te lo dico in privato. Non vorrei che arrivino questi seriosi incazzati a tagliarmi la gola nel sonno. Devo dormire tranquillo.
Ethan e Joel Coen A Serious Man
Voto:
Eh, Enea... così si comincia a parlare delle religioni :) Prendi il secondo rabbino, quando gli racconta dei denti e delle incisioni. Lui gli chiede il perché della cosa e il rabbino gli risponde che non c'è un perché, che non si possono pretendere risposte da Dio, che massimo è il contrario. Io ho inteso il finale come l'arrivo di Dio con l'uragano. Il figlio ripaga il suo debito e diventa un uomo serio, il padre, invece, mette da parte le sue regole e gli arriva la telefonata del dottore (che poi non gli dice hai un cancro o cose del genere, ma lo lascia presumere... o almeno sono io che la vedo brutta). Una specie di passaggio di testimone. Conoscendo la filmografia dei Coen dove i soldi che si spostano sono sempre il motore della vicenda e pensando a questa vicenda, che è un po' una presa per il culo a certi dogmi ebraici, riesco a vedercelo bene l'arrivo di Dio cattivo, stanco delle brutture giornaliere e che colpisce a random. E tutto va letto anche alla luce nell'inizio che io non vedo così distante dal film, anzi, è una sorta di indizio. La moglie non ha paura, il marito, uomo razionale (almeno così si definisce), sì. Lei pugnala il tipo, il presunto fantasma, e nonostante la chiazza di sangue si allarghi non batte ciglio, il marito sì. Come a dire che non si può essere autonomi nella grazia di Dio, ma avere cieca fiducia. Poi, come dici tu, bisogna sempre presumere un Dio che ci hanno insegnato e imboccato che non è detto che sia il vero Dio, sempre ammesso che ce ne sia uno. Comunque sono d'accordo con te, il vero protagonista di tutti i film dei fratelli Coen sono i fratelli Coen, che non solo giocano con i loro attori, ma si divertono ancor prima con gli spettatori... tant'è che un film pieno di cazzoni mi ha tolto qualche ora di sonno e credo pure che me l'andrò a rivedere.
Causa Sui Summer Sessions Vol. 1-3
Voto:
Si, ma tie' va con l'apostrofo, secondo me. Con l'apostrofo è più volgare. Tie'.
Causa Sui Summer Sessions Vol. 1-3
Voto:
Bentornato. Loro mai cacati, ma a questo punto.
Ethan e Joel Coen A Serious Man
Voto:
Concordo su tutto con telespalla. Un po' perché pure a me ha fatto pensare per un po', un po' perché pure io penso che la soluzione stia nella risposta del secondo rabbino che sostanzialmente gli dice di farsi meno pippe mentali e di prendere la vita per quella che è. Comunque, a giudicare dalle recensioni che ho letto sul web, mi pare che nessuno ha capito o colto il film per quello che è (e sono due), ovvero un invito a prendere le cose con più leggerezza... poi il paradosso, ed è per questo che i Coen sono sempre i miei preferiti, è che per giungere ad una conclusione ti ci devi arrovellare per un po' e la conclusione è, appunto, fatti meno pippe mentali. Oh, sfascia... fagli un buon prezzo che si rottamano :) Per me questo è a "livello Fargo": buon film, bella storia. I loro capolavori sono altri, a "livello Barton Fink/L'uomo che non c'era".
John Fante Chiedi Alla Polvere
Voto:
Sì, vabbuò, ma Arturo Bandini è così egocentrico e importante che non può meritarsi giusto 3 righe, tanto importante che lo stesso Fante lo trattava come una persona reale e relazionandosi con la moglie usava il nome Bandini per indicare il nome dell'autore. Suvvia, Bandini è così egocentrico da non riuscire ad amare realmente nessuno all'infuori di sé stesso. Anzi, lui non vuole amare, vuole solo sentirsi amato ed accettato, tanto da Camilla quanto dal suo editore, quanto dal mondo intero. Che poi per lei farebbe qualsiasi cosa è tutto da dimostrare. Sarebbe anche interessante cambiare la prospettiva, ma non con John Fante. Se ha sempre scritto in prima persona, eccetto qualche significativa eccezione, un motivo ci sarà. Hai ragione, sono uno scassacazzo, ma John Fante è John Fante ed io lo amo :)
William Faulkner L'urlo e il furore
Voto:
Ah, ho capito, Matacà. Pensa che fino a poco prima di inviarla i primi due capoversi erano attaccati, poi, siccome assomigliava al monolite di Kubrick, li ho separati. Per la serie ti poteva andare peggio :)
Courtois, Werth, Panné, Paczkowski, Bartosek, Margolin Il libro nero del comunismo
Voto:
Beh, se è una collana aspettiamo speranzosi, sempre edito da Mondadori, un "Libro nero del capitalismo".