bogusman

DeRango : 0,23
DeEtà™ : 7725 giorni • Qui dal 15 aprile 2005
The Cure The Top
Voto:
Sono fra quelli che non sono mai riusciti a capirlo 'sto disco. Premetto che dei primi Cure nell'isola deserta porterei solo Three Imaginary Boys e Pornography, perchè 17seconds mi fa un po' uggia (idiosincrasie) e Faith non mi ha mai convinto. Ma tutte le volte che inizio a ascoltare the top, mi viene voglia di infilare nel lettore the Head On The Door, quello sì un disco di pop sopraffino, di cui questo album sembra essere il quaderno di appunti un po' troppo confuso.
Pink Floyd The Piper At The Gates Of Dawn
Voto:
interessante. tu ti basi proprio sull'assunto che io contesto: che il marchio di fabbrica della chitarra di Gilmour sia la quintessenza del suono dei VERI PF. E certamente lo è stato, ma di quei pinkfloyd un po' imbolsiti che a me (e ad altri) non interessano più tanto. Però non capisco come tu faccia a dire che The Piper è opera di un gruppo fricchettone che non sarebbe andato lontano, visto che questo è uno degli album che meglio fotografa lo spirito dei tempi che aleggiava a Londra nel 1966-67... Fosse anche soltanto per il peso storico
Pink Floyd The Piper At The Gates Of Dawn
Voto:
no, primiballi. Io non dico che Piper è più grande di Darkside solo perchè "sconosciuto fa più fico", ma perchè penso che in esso ci sia una creatività e una attitudine a ribaltare le carte che il gruppo ha perso presto. Intendiamoci, non è che DSOTM mi faccia schifo, solo che mi dà fastidio la sua ruffianeria, il gusto per gli effetti un po' facili...
Riguardo le tue "accuse" di critica di nicchia, mi dispiace, ma ci sono molti best seller (Sgt.Pepper, Reggatta De Blanc, Heroes, etc.) che considro capolavori, certo, per la qualità intrinseca della musica, e non per la loro universalità...
Piuttosto sembra che tu consideri un capolavoro tale solo sulla base del consenso unanime (pubblico+critica+musicisti+storici tà). E il gusto personale? E il pensiero critico?
David Bowie Low
David Bowie Low
10 set 05
Voto:
the idiot, low, heroes sono tre capitoli in forma diversa importantissimi nella "rifondazione" elettronica operata da bowie e soci nella seconda metà dei 70. Colgo però l'occasione per ribadire lo spessore di LODGER, album troppo ingiustamente ignorato, ma a mio avviso degno prosecutore delle idee nate negli album precedenti e parimenti influente su certe mutazioni del rock dei primi 80 (nonchè oggetto di una mia recensione...).
David Bowie Low
Voto:
ottima recensione per uno dei dischi assolutamente fondamentali per capire molta della musica europea del lustro successivo... un altro piccolo appunto; in quest'album brian eno suona, firma insieme a bowie alcuni brani, ma non ne è il produttore! Chi produce è Tony Visconti, responsabile, credo, anche del tipico suono di batteria ipersaturata che contraddistingue molti pezzi.
Pink Floyd The Piper At The Gates Of Dawn
Voto:
mmh vediamo... io non capisco come non possa essere "criticato" (cioè come non si possa applicare il pensiero critico a-) un disco anche se questo viene considerato una supposta Leggenda dal rock, sarà che per me i pink floyd sono stati un gruppo enorme solo per un paio di album e una manciata di singoli. Sarà che per me i dischi ASSOLUTAMENTE intoccabili e leggendari sono altri rispetto a quelli citati da primiballi. Gli album che tu citi appartengono a fasi molto diverse dei rispettivi gruppi; a parte beggar's banquet che può essere considerato una "reinvenzione" del blues, e il primo Doors un esordio fulminante, Abbey road è un album abbastanza controverso, su Dark Side pubblico e critica si sono sempre divisi (al loro interno) e wish è considerato da molti un fratello minore di DarkSide. Non mi sembrano album sullo stesso piano di intoccabilità, diciamo così...
Poi non capisco come il fatto che gli album solisti di Barrett non siano, secondo alcuni, eccelsi, si rifletta retroattivamente sulla statura di The Piper... Un capolavoro può anche essere un capitolo anomalo e isolato al'interno di una discografia, no?
Pink Floyd A Saucerful Of Secrets
Voto:
Sì, ascoltalo. E magari assaggia pure i primi singoli del 1966, (anteriori a the piper) autentiche gemme di scrittura proto-psichedelica e lontane anni luce dai PF classici. Secondo me nel primo periodo PF si può trovare una sintesi e una asciuttezza (presto ahinoi perduta) che dovrebbe deliziare anche padiglioni auricolari un po' annoiati dal tipico suono marchio-di-fabbrica dei PF dal 71 in poi...
Pink Floyd A Saucerful Of Secrets
Voto:
prova, caro mike, ad ascoltare, se non l'hai già fatto, "the piper at the gates of dawn"; quello è un gruppo completamente diverso da quello che suona in live at pompeii o ummagumma. non conosco la definizione che tu dai di "grinta e furia iconoclasta", e cosa intendi con "canto anni 60" ma ti assicuro che nel primo album gli spigoli sono assolutamente vivi e acuminati, e di mollezze e atmosfere paciose non ne trovi nemmeno l'ombra...
Pink Floyd A Saucerful Of Secrets
Voto:
Ah! in effetti mi era sfuggito il commento di antonino91 sulla batteria elettronica di For Your Pleasure... più o meno è come dire che i pinkfloyd facevano rhthm&blues. meno castronerie, please...
David Bowie 1.Outside
Voto:
ah, comunque Outside , come "densità", lo metto al pari della trilogia berlinese...