antoniodeste

DeRango : 1,38
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Lyle Mays Street Dreams
Voto:
Intendiamoci, Uxo, il lavoro di Mays non è certamente un capolavoro e tu sei persona sensibile, intelligente ed anche un buon ascoltatore. Mi scuso se i toni possono essere sembrati sproporzionati al valore reale dell'argomento in oggetto. Non c'è motivo per cui tu debba sentirti imbarazzato, davvero. Sai che altre volte ho apprezzato ( e non poco) tuoi interventi ( in materia methenyana, magari). In questo caso forse qualche sopra o sottovalutazione e/o equivoco possono aver creato qualche difficoltà, ma niente di che, beninteso. La mia stima rimane immutata. Ti auguro un soddisfacente riascolto.
Ry Cooder Chávez Ravine
Voto:
Se dovessi ri-vedermi ancora una volta Paris Texas adesso, dovrei munirmi di più fazzoletti del solito. Nastassja mi ha straziato più volte. Basta così, almeno per i prossimi tre o quattro anni. Al volo: è in uscita il nuovo Cooder; titolo "My Name is buddy"; nel frattempo ho recuperato "Mambo sinuendo". Divertente e un pò in linea con Chavez Ravine. Saludos
Lyle Mays Street Dreams
Voto:
Ma uxo, dico , scusa stai scherzando ? TUTTA la prima parte della suite "Street Dreams" è impostata su una scansione ritmica tipicamente latinoamericana ( non vuol dire tipo Santana o le orchestre di Tito Puente o Machito !!! ) e per quanto riguarda il Jazz, vorrei capire se ti è chiaro il concetto storico di improvvisazione su determinati parametri armonici e su precise scansioni ritmiche a partire dal be-bop attraverso l'hard, il cool e ciò che seguì. Se non vi è una comprensione e conoscenza storica dell'estetica jazzistica negli ultimi 40 anni, credo possa risultare difficile distinguere ciò che è considerabile jazz, ( o ha derivazioni di questo tipo) da ciò che non lo è o non ha le caratteristiche per esserlo. Il jazz aveva e in parte ancora ha un linguaggio abbastanza preciso ed inconfondibile per struttura ed estetica; trova la sua sublimazione nell'improvvisazione dei singoli esecutori che, così facendo, interpretano liberamente in un certo linguaggio ed in tempo reale ciò che stanno suonando. Ora, per tornare a noi, il signor Mays, nel bel mezzo della complessa partitura ritmica ( scritta) di "Street Dreams" fa uno straordinario assolo che, per modo, estetica, tecnica ed espressione é JAZZ. Francamente mi fa anche un pò specie aver dovuto prendere la cosa un pò da lontano ma, visto che mancavano alcuni elementi essenziali per la "decodifica" dello stile, ho creduto opportuno provare ad individuarli per maggior chiarezza. O almeno lo spero ; Se poi per te il viola è....ametista o il giallo può essere anche arancione, nessun problema; basta mettersi d'accordo sulle convenzioni o il senso delle cose. Ma venire a dire che Mays non suona qui( come altrove) con una "matrice jazzistica" è proprio grossa. Che poi magari il Jazz, quello canonico con la J maiuscola possa esprimersi su altri livelli o con tenori diversi è assolutamente ammissibile. Che sia "davvero altro" ( quale, ad esempio ?) come dici tu, è possibile, ma una cosa non esclude l'altra ed è comunque subordinata, come potrai capire, al giudizio soggettivo.
Alan Sorrenti Aria
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....in compenso ha rimediato coi "figli delle stelle"......
Crosby, Stills, Nash & Young Déjà Vu
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Una precisazione hobbit : In "Almost Cut My Hair" la voce è quella di David Crosby, non di Stills.....
Paco de Lucía, Al Di Meola, John McLaughlin Friday Night In San Francisco
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...beh, un passo falso dovrebbe essere sempre perdonabile ( e McLaughlin dovrebbe saperne qualcosa). Auguriamoci davvero che sia solo un momento di defaillance. Ormai è un "grande vecchio" anche lui....
Lyle Mays Street Dreams
Voto:
" ma secondo i miei parametri il jazz è davvero altro" : e chi ha mai detto che questo lavoro sia o debba essere necessariamente jazz ? Se poi non avverti la "congiuntura" tra ritmi latini e improvvisazione jazz nella composizione Street Dreams,( almeno nella sua più sostanziosa parte centrale )la cosa mi lascia davvero perplesso. E anche se alcune parti potessero andar bene come sigla di uno sketch o simili, mi chiedo : che male c'è ?
Yes Relayer
Yes Relayer
7 feb 07
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Gran disco. Quando ho assistito alla esecuzione live di "Gates Of Delirium" 4 o 5 anni fa, mi sono venuti i brividi ( ...anche con "Close To The Edge", però.....). Non il massimo, però degli Yes.
Lyle Mays Street Dreams
Voto:
Dopo la prima, notevole, prova solistica , Mays si avventurò in questi territori dai contorni contrastanti in un album che rivelava direzioni, gusti, capacità di creazione ed arrangiamento diversificati e non comuni. la matrice jazzistica c'era ancora, come anche, in fondo, il marchio Methenyano, ma ciò che faceva di "Street Dreams" un album molto particolare era senza dubbio la suite omonima. E' un lungo intreccio complesso, dal punto di vista e armonico e ritmico in cui vanno ad innestarsi sezioni fiati ottimamente articolate e parti pianistiche rese in modo virtuosisticamente rimarchevole. Nonostante il buon risultato di un successivo album più pacato e di impostazione tradizionale, Mays, riuscirà solo molto tempo dopo ad esprimersi su questi livelli in un album di improvvisazioni per solo piano ( e qualche synth usato in funzione di coloritura ).La suite "Street Dreams" rappresenta un punto d'incontro tra ritmi latino americani, sopraffine sensibilità jazzistica di fine secolo ai suoi massimi livelli e capacità di autentica fusione di stili e tendenze.
Johnny Winter Johnny Winter
Voto:
Dimenticavo di annotare che il signor Winter è stato (credo) l'unico chitarrista bianco a suonare alla corte di Muddy Waters. Inoltre paragoni con Gallagher( pur straordinario) che è irlandese o SR Vaughan,( altra perla) che era molto più giovane, non mi sembrano particolarmente indicati. Gli stili, peraltro sono molto lontani.