Godspeed You! Black Emperor Lift Yr. Skinny Fists Like Antennas To Heaven
Voto:
Ho ascoltato anche i grandiosi echi di"Lift Your Skinny Fists", un disco che ci conduce ad una dimensione ultraterrena della quale è difficile fare un ' autopsia ed è impossibile cogliere un significato assoluto. Sempre colmo di trip siderali, vecchie registrazioni, esplosioni vitalistiche, archi e tribalismi,risate di bimbi, strepitosi iperspazi. Una musica talmente profonda e universale che ci lascia sconcertati nel suo sapersi immergere in una dimensione ultraterrena.
Un ponte tra l'assoluto e l'infinito.
Ulver Kveldssanger
Voto:
Io li adoro alla follia ma questo è il loro lavoro meno riuscito 3.5
Draconian Where Lovers Mourn
Voto:
Quando i Tristania e Theatre Of Tragedy, ad inizio del secolo e i loro derivati iniziarono ad abbandonare le serenate romantiche a loro congeniali, si aprì una caccia estenuante nella possibilità di trovare i loro sostituti. Anche la Napalm, leeder del settore, si occupa di tale ricerca e nel 2003 pubblica “Where Lovers Mourn”,degli svedesi Draconian, legame segreto tra lentezza e memoria che sulla carta ha tutti i requisiti per soddisfare tutti gli amanti del genere: In realtà per essere più precisi l’angolazione sulla quale inquadrare la musica da calvario è più vicino al canonico Doom Metal degli Estatic Fear di “Somnium Obmutum” anche se non sono immuni da influenze esterne come quelle del Gothic dove emergono appunto con forza lavori come “Velvet Darkness They Fear” e anche i moli in lontananza di “Widow’s Weed”. Musica per le anime belle che viene arricchita dal violino, che però è lontano dal protagonismo viscerale di quello suonato dai The Sins Of Thy Beloved e da quello imperioso e decadente usato dai primi Tristania, ma con un piglio di placida malinconia. A ciò si aggiungono cori di rara angelicità, e le doppia voce, limpida quella femminile e profonda quella maschile, che intonano strofe di poesie d’amore. Lungi da rappresentare tedio e depressione ma più vicino a una leggera tristezza immegendoci, tra il verde di una foresta e cascate marmoree, dove nascono gli amanti: In un arcobaleno di alberi ondeggiant e notturne sensazioni creature piccole, tremanti,barcollanti ma grandiose che s innamorano perdutamente l’una dell’altra. Il platter però presenta alcun piccolii difetti: Inanzittutto la loro proposta è solo in parte personale perché in alcuni frangenti ho pensato più di una volta “cavoli questo brano è uguale a uno qualsiasi dei Theatre Of Tragedy”! Inoltre alla fine fa capolino una certa ripetitività di fondo, anche se brani come “The Cry Of Silence” o “The Silence” sono stupendi nel loro diffondere sensazioni autunnali. Non sono certo solo una mera copia carbone degli act elencati sopra e riescono a sfiorare ottimi livelli, anche se i livelli di eccellenza sono molto lontani.
Sonata Arctica The Days Of Grays
Voto:
Si!!Finalmente ho ascoltato il nuovo lavoro dei Sonata Arctica ed ero sicura di trovarmi davanti ad un regalo che non poteva tradirmi. Anzi non capisco le accuse di eccessiva difficoltà di ascolto dato che nonostante una certa elaborazione l’ho trovato lineare e già al secondo giorno avevo imparato tutte le composizioni( vabbè che io ho un concetto tutto mio di complicato XD). Inoltre l’ho trovato un ottimo lavoro, più riuscito di “Unia”, che alla lunga avevo finito per ascoltare poco. Abbandonate del tutto le visioni epiche tipicamente power ( se escludiamo la quarta traccia, che sembra un outtake di Winterheart’s guild”) ci troviamo davanti ad un opera quasi teatrale e barocca nella quale si fa un overdose più di Symphonic / Melodic Metal. Fantastiche, oniriche e fiabesche atmosfere fanno capolino alla quale si accompagnano fiabesche melodie sapientemente create dai loro canonici trademark, piani fiabeschi e l’ugola di Kakko. Spesso alle mie orecchie mi sembra di sentire lontani echi di sensazioni cristalline alla Oceanborn. I nostri mettono anima e corpo nella succosa titletrack, la toccante “Dead Skin”, le danze popolari di Deathsura e i rumori naturali di”juliet”. Certo i livelli di Silence sono lontani ma neppure irraggiungibili