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DeRango : 0,97
DeEtà™ : 7608 giorni • Qui dal 11 agosto 2005
Journeyman Mama 6
Voto:
Ogni cosa si illumina quando passa l'uomo-viaggio. Ma il terzo trip chiamato "National Hjinx" supera questo. Sotto lo pseudonimo WOOB, Paul Frankland ha realizzato uno dei dischi più belli del decennio passato. Ambient dub profonda e spettacolare. Peccato sia una rarità. Sarà il caso di occuparsene ancora...
Boards of Canada The Campfire Headphase
Voto:
Bé non credo che le recensioni abbiano lo scopo di indurre all'acquisto. Altrimenti faremmo marketing. Qui trovi descritti gli effetti che produce questo disco su un ascoltatore. Trovi due righe di descrizione dei contenuti musicali. Trovi 4 samples. etc.
Boards of Canada The Campfire Headphase
Voto:
Enea io mica voglio convincere qualcuno. Nè sul disco nè sul libro. Però tu leggi (meglio) sia la rece che il libro. Alla fine troverai l'unica cosa che dice Palomar ovvero questa: "Non possiamo conoscere nulla di esterno a noi scavalcando noi stessi, l'universo è lo specchio in cui possiamo contemplare solo ciò che abbiamo imparato a conoscere in noi". Io Marcovaldo lo vedevo quando cavalcavo l'onda ora sono come Palomar ovvero osservo quel che resta.
Boards of Canada The Campfire Headphase
Voto:
Fidati caro Enea. Dopo tanto osservare, dopo tanto vivere, l'unica cosa di cui si convince Palomar è proprio quella ripresa nelle ultime righe. E' come svela Calvino: “Un uomo si mette in marcia per raggiungere, passo a passo, la saggezza. Non è ancora arrivato”. Tra Palomar e Marcovaldo preferisco il primo soprattutto vivendo in questi tempi.
Boards of Canada The Campfire Headphase
Voto:
Come scrivo nella rece non mi interessano i paragoni. Perché quello che ci frega spesso sono le aspettative. Mi basta il fatto che qui sono contenuti 4-5 dei brani più belli mai scritti da Boc e forse di buona parte dell'elettronica odierna. Invito ad ascoltarlo più volte senza pensare ad altro. Soprattutto all'idea che bisogna sempre stupire o essere "avanti".
Boards of Canada The Campfire Headphase
Voto:
Ci sono 4 samples giusto per un assaggio per chi è a digiuno. Riguardo alla "critica" severa e leggera su questo disco riguarda soprattutto l'Italia. Anche se il buon Fabio De Luca lo ha considerato il migliore dei tre. Se andate su www.metacritic.com un sito che raccoglie le rece di diverse riviste trovate un'ottima media, e ancor più alta è quella degli ascoltatori. Per zzzzzzzzz: anche Palomar finisce per distrarsi ogni volta che osserva qualcosa, per cui non sbagli nulla è proprio la sua forza. Quella della debolezza come osserva Odradek. Della debolezza umana.
Ascanio Borga Inner Geometry
Voto:
Pongo agli astanti una breve riflessione sul territorio assai scivoloso fatto di arte, critica e musica. Riguarda il contesto ovvero dove siamo ora a discutere, a commentare, a dialogare. E' questo, ovvero deBaser che fa la differenza rispetto al classico: leggo passivamente una recensione di un critico e ascolto o non ascolto la musica. Qui c'è di più, c'è qualcosa di vivo, di attivo. Succede persino che, come faceva notare Odradek, entri in campo il soggetto, l'artista. Succede che le recensioni assumino forme diverse proprio per il contesto e perché scritte da non critici. Succede che spesso non siano critiche ma emozioni scritte. Semplici tentativi di descrivere ciò che certa musica provoca senza ulteriori fini o scopi (di lucro). Tutto questo e molto di più (perchè la "pagina" si muove e si arricchisce o si impoverisce) succede in questo sito. E non credo capiti spesso.
Daniel Givens Dayclear & First Dark
Voto:
Ottima pagina. Tra le collaborazioni aggiungiamo anche Tortoise e Gil Scott Heron recentemente comparso su questo database. E tra i generi il dub.
Jazzanova In Between
Voto:
Passi per la ricerca creativa (!) sullo scrivere recensioni. Passi pure Dante. Ma è il soggetto che è sballato. Allora, come si è già detto, trattasi di provocazione. Puerile e assai stantia. Se vuoi davvero stroncare un disco del genere usa argomenti convincenti. A parte il pack che può non piacere ma è assolutamente originale. Jazzanova = nu jazz e dentro in between ce n'è a pacchi. In forma evoluta e addizionata di voci, campionamenti e strutture ritmiche scolpite con maestria teutonica. Certo non tutto è oro e forse alcuni brani durano più del dovuto. Ma quanta classe, eleganza e capacità di complicare un suono già spremuto da più parti. I pregiudizi son duri a morire quindi lasciamo ad ognuno le proprie opinioni, purché sincere e senza doppi fini.
Motorpsycho Barracuda
Voto:
ops il voto al disco mi è sfuggito sarebbe è non voto perchè non lo conosco