bowie&barrett

DeRango : 0,47
DeEtà™ : 7592 giorni • Qui dal 30 agosto 2005
Queen Made In Heaven
Voto:
ah ah ah ah scusate se mi intrometto; non vi incazzate! siete uno spasso... :-)
Queens Of The Stone Age Live a Milano - 19/11/2002
Voto:
uhm... io non lo so, ma...?? voi che ne dite?, io leggo le recensioni dei concerti (tutte quelle su DeBaser: non ho nulla contro armando greco in generale, ma da qualche parte bisogna cominciare) e vedo: 1) sono tutte votate 5/5 2) con la seguente struttura: sono andato, si sono accese le luci, hanno suonato, sono tornato a casa. e allora? avevate qualcosa da dire realmente sul concerto? (tutti, eh, non ce l'ho con armando in particolare, per carità!).
Syd Barrett The Madcap Laughs
Voto:
Giov, al di là di tutto, grazie. Grazie per aver recensito questo disco. Anzi, IL DISCO. Senza il business di mezzo. Solo l'arte. E la luce. Barrett è il motivo per cui suono e scrivo canzoni.
Queen Queen II
Queen Queen II
18 set 05
Voto:
...uhm... Scaruffi. Tra l'altro, io e tutti i fans di David Bowie insieme a me abbiamo un conto aperto (e salato) con quella testa di cazzo. Ma comunque... non è un problema, Beppe. Scaruffi si pone infatti nel gruppo di coloro a cui i Queen non piacciono, ma effettivamente ha inquadrato il gruppo nel giusto genere. I Queen hanno cavalcato due correnti: l'hard rock e il glam rock (riguardo alla prima, continuo ad avere seri dubbi). Il vero problema, il grande corto circuito riguardo ai Queen è il fatto che la maggior parte delle persone non vedono l'appartenenza del gruppo alla seconda corrente. Il merito della tua recensione è stato quello di avere (in piccola misura, non sei mica Dio, lo so!) rispolverato un grande classico della musica leggera. Ma vedi: qui non è questione di convincere chi li detesta di avere torto, di fare ammenda e cominciare ad amarli. Il vero scopo di una recensione è quello di spiegare un disco, al di là che piaccia o meno, ristabilendo i giusti paletti. Ed è quello che hai fatto, per questo mi è piaciuta. Io leggo sempre su questo sito una serie di assurdi paragoni tra Brian May e i più grandi chitarristi hard rock della storia. No, bisogna finirla: Brian May è un chitarrista glam, più vicino a Mick Ronson di quanto non lo sia a Jimmi Page. Quel paragone è una sciocchezza. Una volta che si è inquadrato un gruppo in un genere (in questo caso, i Queen nel glam; ma il discorso vale per tutti) si può giudicare la loro opera in modo corretto. Poi, se non piacciono, amen. Scaruffi: sa fare il critico. Questo è sicuro. Ha dei gusti di merda. E questo è altrettanto sicuro.
Paul McCartney Chaos And Creation In The Backyard
Voto:
"Mc Cartney", scusa
Paul McCartney Chaos And Creation In The Backyard
Voto:
no no hai ragione! "Flowers In The Dirt" è e rimane il miglior disco di Macca, ispiratissimo, sentitissimo; un perfetto equilibrio tra musica melodica e easy listening. Con un grande rispetto, per la prima volta, per la tradizione beatlesiana, di cui Macca si sentiva (ovviamente) capostipite senza tuttavia crogiolarvisi. Da ricordare una straordinaria collaborazione con MacManus (leggi Elvis Costello) che pur non rinverdendo i fasti Lennon/MacCartney resta travolgente. Verrà poi ripetuta in un altro straordinario brano: "So Like Candy". "Flowers...." fu l'album con il quale mi avvicinai per la prima volta a Macca e soci, calando le fette di salame ideologiche che tenevo sugli occhi. Detto questo, nessuno mi distoglie dall'idea che, per quasi tutta la sua carriera, Macca abbia invece basato il suo impegno musicale sulla falsariga di un rispetto e di un ammirazione "dovute": in fondo il successo si basa sulla mitizzazione, non sempre - anzi quasi mai - su meriti realmente intrinseci. E' quindi con grande rabbia, ben consapevoli della difficoltà con la quale tante band sconosciute cercano ogni giorno di far sentire la propria voce, che io e tanti altri contribuiamo come possiamo urlando a questi signori: "Affanculo!". Affanculo voi, i vostri inutili dischi, l'enorme meccanismo di promozione che riempe i vostri straripanti portafogli, affanculo la musica da ascoltare per istituzione culturale invece che per piacere personale. Poi, ripeto, se ti piace ascoltalo, se ti rende felice meglio! e a maggior ragione, perchè lo ascolti per il motivo giusto. Ribadisco: 5 alla rece.
Queen A Night At The Opera
Voto:
Correggo leggermente il tiro di FKAM: "A Night at the opera un album irragingibile" nel genere Glam Rock. Attenzione, perchè di capolavori ne esistono!! e di ben superiori a questo. L'opera non può essere definita la migliore nè la più importante della musica leggera, in quanto si pone geneticamente come un grande esperimento di commistione di generi che altri artisti avevano già interpretato e portato a livelli altissimi (David Bowie e la sua visione del Glam in Ziggy Stardust; i Kiss nella rilettura giocosa e disimpegnta dell'hard rock; i Supertramp nella rilettura del progressive e dei suoi lati più propriamente sinfonici). "A night at the Opera" trova il suo valore storico proprio nel fatto che si pose al centro di questo contesto, come piacevole e pomposa summa: era basato (ma potrei sbagliarmi!) sul tentativo di trovare una chiave di accordo tra tre generi (glam, progressive, symphonic) che si ponevano tutti come rielaborazione della grande stagione rock precedente, ma che allora erano in contrapposizione netta uno verso l'altro. Il tentativo può dirsi riuscito, e in base a questo il disco può essere visto - limitatamente al momento in cui uscì - come il vertice dei tre generi.
Un disco INDIMENTICABILE, sicuramente.
Queen Hot Space
Queen Hot Space
18 set 05
Voto:
Sì, Marco, hai ragione, definire "merda" Hot Space sarebbe un equivoco imperdonabile. Non mi sembra comunque che Andrea lo abbia fatto. Hot Space merita un punto in più nel giudizio. Per il resto, ok.
Queen Queen II
Queen Queen II
18 set 05
Voto:
Ciao Beppe, buona recensione. C'è solo una cosa che non capisco, scrivi: "una delle opere rock più sottovalutate della storia". in che senso? sottovalutate da chi? dalla critica musicale? Certo, non sto svolgendo nessun dottorato di ricerca sull'argomento, ma in trent'anni non mi ricordo di aver letto recensioni negative sui primi tre dischi dei Queen. Piuttosto ne ho lette POCHE, e prive di lodi sbellicate, ma tutto sommato positive. Queen, Queen II, Sheer Heart Attack sono buoni prodotti, in cui quattro abili musicisti compiono una interessante rilettura del glam rock alla luce della ricchezza del progressive (che in quel periodo viveva la sua stagione d'oro). Questo, che io sappia, è in generale riconosciuto dalla critica. Ah, ma forse ti riferivi a coloro che demonizzano i Queen su DeBaser: beh, si dividono in due categorie: persone a cui i Queen non piacciono (legittimissima posizione) e persone che li definiscono un gruppo "poco dotato tecnicamente" nel panorama rock. Credo che i Queen meritino di essere difesi da questo punto di vista: troppo spesso (e qui la colpa è anche di tutti i fans che urlano ai quattro venti "il più grande gruppo rock dal vivo" e altre menate simili) troppo spesso dicevo vengono avanzati paragoni impietosi tra i Queen e una serie di gruppi hard rock (AC DC, Deep Purple, Led Zeppelin). Il paragone è scorretto: è vero che a tratti la chitarra di May strizza l'occhio a Jimmi Page, ma i Queen non rientrano nel genere hard rock, nè si sono prefissati di farlo lungo la propria carriera. Sono un gruppo di Glam Rock, e l'associazione giusta da fare è piuttosto con gruppi quali T-Rex, il primo David Bowie, i Kiss, i Def Leppard per quanto riguarda il lato più duro, i Supertramp, Electric Light Orchestra, Al Stewart e addirittura Elton John per il lato più melodico. Ora, se la formula glam rock da loro adottata fa ribrezzo ai cultori del metallo, è una opinione legittima, ma a patto di non giudicarli sulla base di paragoni scorretti. Anzi. Se si analizza attentamente la loro discografia, si noterà come i Queen non si siano mai concentrati su un benere preciso, ma abbiano cavalcato le soluzioni sonore più svariate, in un progetto (a volte riuscito, a volte meno) di convergenza tra le correnti in voga in ogni periodo. Un'approccio alla musica autoironico e tipicamente Glam. Abbiamo allora i primi tre dischi (hard rock, glam, progressive), A night/A Day (symphonic rock, glam, cabaret), News-Jazz-Game-Hot (rock n roll, glam, disco) Works-Magic-Miracle (glam, pop). Anche Innuendo si configura alla luce della rilettura del periodo in cui è uscito (hard rock, glam, progressive). Ma ripeto: per capire bene i Queen, e quindi per poterli apprezzare o disprezzare, occorre sempre tenere presente che sono un gruppo glam. Leggevo per es. nel '91, non ricordo dove, che Richards (produttore di "Innuendo") aveva ideato un nuovo modo di cantare per Mercury, vicino a quello di Ian Gillan. A parte che la frase si commenta da sola... fin dal primo ascolto, i brani più duri di Innuendo non mi evocavano affatto i Deep Purple, ma semmai il Bowie di Ziggy Stardust (per esempio, Headlong è una versione pomposa di "The Jean Genie" o "Hang onto yourself"; a suo tempo, "Don't stop me now" ricordava "Suffragette City", "Play the Game" e "It's A Hard Life" ricordavano "Life on Mars?"). Il duetto Mercury/Bowie in "Under Pressure" è stato tutt'altro che un evento casuale. Ovviamente, mi guardo bene dal dire che Mercury copiava Bowie!!! Sto solo cercando di reinserire i Queen nel giusto compartimento della storia della musica. Fermo restando che questi compartimenti non sono a tenuta stagna.
Morgan Non al denaro, non all'amore né al cielo
Voto:
Dario, ti riferivi a me? In realtà io apprezzo Morgan, sia come musicista che come autore, non lo trovo innovativo ma con i Bluvertigo ha fatto un lavoro più che discreto. "Canzoni dell'appartamento" è un buon disco, l'ho anche scritto nei commenti alla recensione. Gli auguro sinceramente di non perdere la vena con la quale fa musica, anche se è sempre stato sospeso in un limbo, a metà tra una timida sperimentazione e un debito sempre enorme, quasi... "colpevole", verso i propri beniamini (Bowie, Battiato). Come se per ogni nota suonata si fermasse a ringraziare e ricordasse a tutti da dove ha attinto. Un atteggiamento moralmente inappellabile, ma francamente gli tarpa le ali. E' probabile che questa rilettura di De Andrè sia fatta con cuore e cervello (quante cover bands esistono? quanta gente ha imbracciato una chitarra spinto dalla passione o travolto dal genio di un artista?), ma temo che possa ritorcersi contro di lui. Per due motivi. Primo: diversamente da tanti musicisti che suonano la musica altrui, Morgan ha un contratto discografico, ogni suo passo è sotto i riflettori. E in questo può dimostrare anche coraggio. Secondo: la strategia della rilettura filologica di un artista, di un genere ha mietuto nel tempo molte vittime (tra le più illustri, Lenny Kravitz). Il grande pubblico necessita di "nuovi eroi", anche posticci, più che di cultori del passato. Piuttosto che una rilettura, o si preferiscono gli originali (anche se defunti, si veda il caso di Mercury), o si guarda alle nuove tendenze (spesso, fuochi di paglia). Faccio i miei auguri a Morgan, ma resto inorridito (De Andrè è troppo grande, so già che fallirà: comunque, mi riprometto di ascoltarlo) e preoccupato. Il suo approccio alla musica è un boomerang.