Voto:
Ciao Beppe, buona recensione. C'è solo una cosa che non capisco, scrivi: "una delle opere rock più sottovalutate della storia". in che senso? sottovalutate da chi? dalla critica musicale? Certo, non sto svolgendo nessun dottorato di ricerca sull'argomento, ma in trent'anni non mi ricordo di aver letto recensioni negative sui primi tre dischi dei Queen. Piuttosto ne ho lette POCHE, e prive di lodi sbellicate, ma tutto sommato positive. Queen, Queen II, Sheer Heart Attack sono buoni prodotti, in cui quattro abili musicisti compiono una interessante rilettura del glam rock alla luce della ricchezza del progressive (che in quel periodo viveva la sua stagione d'oro). Questo, che io sappia, è in generale riconosciuto dalla critica. Ah, ma forse ti riferivi a coloro che demonizzano i Queen su DeBaser: beh, si dividono in due categorie: persone a cui i Queen non piacciono (legittimissima posizione) e persone che li definiscono un gruppo "poco dotato tecnicamente" nel panorama rock. Credo che i Queen meritino di essere difesi da questo punto di vista: troppo spesso (e qui la colpa è anche di tutti i fans che urlano ai quattro venti "il più grande gruppo rock dal vivo" e altre menate simili) troppo spesso dicevo vengono avanzati paragoni impietosi tra i Queen e una serie di gruppi hard rock (AC DC, Deep Purple, Led Zeppelin). Il paragone è scorretto: è vero che a tratti la chitarra di May strizza l'occhio a Jimmi Page, ma i Queen non rientrano nel genere hard rock, nè si sono prefissati di farlo lungo la propria carriera. Sono un gruppo di Glam Rock, e l'associazione giusta da fare è piuttosto con gruppi quali T-Rex, il primo David Bowie, i Kiss, i Def Leppard per quanto riguarda il lato più duro, i Supertramp, Electric Light Orchestra, Al Stewart e addirittura Elton John per il lato più melodico. Ora, se la formula glam rock da loro adottata fa ribrezzo ai cultori del metallo, è una opinione legittima, ma a patto di non giudicarli sulla base di paragoni scorretti. Anzi. Se si analizza attentamente la loro discografia, si noterà come i Queen non si siano mai concentrati su un benere preciso, ma abbiano cavalcato le soluzioni sonore più svariate, in un progetto (a volte riuscito, a volte meno) di convergenza tra le correnti in voga in ogni periodo. Un'approccio alla musica autoironico e tipicamente Glam. Abbiamo allora i primi tre dischi (hard rock, glam, progressive), A night/A Day (symphonic rock, glam, cabaret), News-Jazz-Game-Hot (rock n roll, glam, disco) Works-Magic-Miracle (glam, pop). Anche Innuendo si configura alla luce della rilettura del periodo in cui è uscito (hard rock, glam, progressive). Ma ripeto: per capire bene i Queen, e quindi per poterli apprezzare o disprezzare, occorre sempre tenere presente che sono un gruppo glam. Leggevo per es. nel '91, non ricordo dove, che Richards (produttore di "Innuendo") aveva ideato un nuovo modo di cantare per Mercury, vicino a quello di Ian Gillan. A parte che la frase si commenta da sola... fin dal primo ascolto, i brani più duri di Innuendo non mi evocavano affatto i Deep Purple, ma semmai il Bowie di Ziggy Stardust (per esempio, Headlong è una versione pomposa di "The Jean Genie" o "Hang onto yourself"; a suo tempo, "Don't stop me now" ricordava "Suffragette City", "Play the Game" e "It's A Hard Life" ricordavano "Life on Mars?"). Il duetto Mercury/Bowie in "Under Pressure" è stato tutt'altro che un evento casuale. Ovviamente, mi guardo bene dal dire che Mercury copiava Bowie!!! Sto solo cercando di reinserire i Queen nel giusto compartimento della storia della musica. Fermo restando che questi compartimenti non sono a tenuta stagna.