bowie&barrett

DeRango : 0,47
DeEtà™ : 7592 giorni • Qui dal 30 agosto 2005
Lenny Kravitz Circus
Voto:
Dellaserie: ci saranno altre 100 cose più importanti da fare, ma stamattina appena svegliato ho messo su il cd di "Circus". Partiamo dalla premessa che a quei livelli questi artisti sono talmente bravi che è difficile che facciano schifo. "Circus" è effettivamente un bel disco, soprattutto sono riusciti gli arrangiamenti. Lo scopo di Kravitz è stato quello di ricreare un sound, tipicamente anni '70 (anche se un'espressione del genere può voler dire tutto o niente). Lo fa con grande maestria: è sempre stato un bravo arrangiatore, e un ottimo chitarrista. Non possiede una grande tecnica, ma è dotato di un tocco particolare, riconoscibile (anche qui, comunque, DeGustibus). La sua rilettura dei '70 incorre però in un limite fondamentale: pur essendo un campionario di suoni e ritmiche particolarmente sentite dall'autore, che dimostra una vera e propria adorazione verso i beniamini della sua infanzia (Led Zeppelin, Cream, Hendrix) la riscoperta delle radici si risolve in una serie di manierismi, che non supportati da una buona scrittura si riducono a una lunga serie di esperimenti sonori fini a se stessi. Il riff ripetitivo di "Rock n Roll Is Dead" costituisce interamente il brano, con una tecnica già sperimentata da Bowie in Rebel Rebel (esperimento già allora infelice, parola di fan). "Beyond the 7th sky" e "Tunnel Vision" sono adrenaliniche ma assolutamente anonime, "Magdaline", "Don't Go..." riempitivi ridicoli, "God Is Love" una rielaborazione di No Quarter (Led Zeppelin), "Circus" dei Beatles di "Abbey Road", "Can't Get You Out..." ha un sapore pinkfloydiano. In complesso, un grande affresco, più che di un periodo musicale, di una serie di suggestioni ad esso legate. In questo, Circus si delinea come un'opera tutto sommato sincera, autoironica e vera: l'autore non si pone (differentemente da altri esperimenti contemporanei, tacciamo i nomi per adesso) come l'erede, il continuatore della tradizione. Non si pone l'intento di resuscitare un genere (come in effetti enuncia nel singolo iniziale) ma di narrarlo, come un ricordo lontano, di cui si è stati testimoni. Un messaggio forse troppo categorico: una grande stagione del rock si è sicuramente conclusa, ma il genere è tutt'altro che defunto. Toccherà alle nuove leve buttare nuova benzina sul fuoco; ma Kravitz non giocherà questo ruolo. Letto in questa chiave, il disco costituisce l'ultimo bagliore creativo di un artista che non ha saputo fare tesoro del grande patrimonio del quale si è dimostrato appassionato cultore.
Bruce Springsteen Nebraska
Voto:
...aaah ho capito il cortocircuito, credevi che fossi un metallaro. va be', facciamo pace. mi rimangio il "finocchio", ma tu registrati. Fino ad allora, non rispondo più.
Lenny Kravitz Circus
Voto:
Iovi, sinceramente, penso che tu abbia dato un voto esagerato a questo disco, non lo so. Può darsi che sia perchè sei donna, e quindi Kravitz esercita su di te un fascino che non esercita su di me... ferma! non dire che sono sessista perchè tu stessa scrivi "chiudo il capitolo sul mio artista MASCHILE preferito", ok? Mi sembra comunque che tu sia abbastanza critica, e ti soffermi sul lato strettamente musicale. Mi aveva deluso molto quando l'ho comprato a mio tempo... non lo so, sarà che detesto gli U2, e Kravitz (che suona musica molto differente) condivide con loro il tentativo di un recupero - patinato e posticcio - di un sound "nudo e crudo". Facciamo così: lo riascolterò e... ne riparliamo, va'. Comunque, bella recensione (come sempre, apprezzo il tuo tono colloquiale - e che caz, siamo mica figli di Scaruffi!!). Per adesso voto quella.
Lucio Battisti Il mio canto libero
Voto:
Mi è piaciuto leggere questa recensione. Apprezzo molto il modo in cui hai riletto questo album, oggi purtroppo quasi dimenticato ("Il mio canto libero" non è una delle sue canzoni più famose, pur essendo una delle più belle). E' il mio disco preferito (di Battisti), insieme a "Il nostro caro angelo". Ho sempre ammirato la formula di Battisti, la ricerca di una musica semplice, piacevole, melodiosa, e contemporaneamente profonda, accattivante, costruita su piccoli particolari. In un magico intreccio con le parole di Mogol, a loro volta note musicali, sottomelodia nella melodia. Una musica leggera, che comunica all'ascoltatore attraverso il linguaggio dell'emozione, del quadro, dell'immagine evocata, dell'evento vissuto. Nella creatività di Battisti, questa alchimia trova un'espressione sublime: un'esposizione di quadri vivaci, in cui la parola è tratto, e la musica ora è la tela, ora il colore. Tutto questo al di là della fredda ricerca sonora, del tecnico arpeggio, del suono innovativo. La magica alchimia è già oltre, in un'altra dimensione, così che il "sound" diviene un aspetto superficiale e secondario. Difficilmente ascoltando un disco di Battisti si rimane infastiditi dal suono datato, non perchè non lo sia, ma perchè non gli si dà importanza... Come la musica, così la parola. Due grandi poeti moderni hanno sposato la musica. In De Andrè la parola è il corpo di un'emozione viva, concreta, le sue storie si materializzano nei nostri cuori, divenendo compagne carnali, con le quali condividere la propria gioia, la propria tristezza, o il proprio sarcasmo. Nell'opera di Mogol, la parola resta invece leggera, un soffio di vento, un sorriso malizioso, uno sguardo rivolto a paesaggi appena suggeriti. Come un ricordo sbiadito, un'idea appena intuita, o un'emozione misteriosa di fronte alla quale ci si sente sempre ingenui. Un'eterna giovinezza, nella quale risiede il loro limite sottile, e la loro grande magia.
Bruce Springsteen Nebraska
Voto:
ullalà... dove l'hai letto il termine "Maestro"? sui libri di Guglielmo Trentin? lo sai che è un termine tecnico, con cui si definiscono i "conciliatori", i "moderati" nei forum su internet? ma guarda, l'hai messo pure maiuscolo! eh eh poi sarei io l'intellettuale... ok, a che capitolo trovo "gianni&pinotto"? alla voce:"anonimo finocchio che non si registra"? :-)
U2 Zooropa
U2 Zooropa
18 set 05
Voto:
E' un disco stupendo. The Edge non suona, e Brian Eno ha scritto tutte le canzoni. Il disco migliore degli U2.
U2 Pop
U2 Pop
18 set 05
Voto:
(Pop) Vi stupirò: "pop" è un bel disco. (eh?) Bono è senza voce, (ops) e canta bisbigliando (burp) . Pop è una meraviglia. (punt)
U2 The Unforgettable Fire
Voto:
Bella recensione. A momenti sembra che il disco sia bello pure lui. In vent'anni non ho mai capito cosa c'è di bello nel riff di "Pride". ...e tutti a ballarlo, e tutti ad applaudire... Ma sai, quelli come me che ascoltano Waits non capiscono un cazzo. Anzi, vi stupirò: c'è una canzone in questo disco che mi piace molto. Sapete qual'è? 4th of July. Bono ha una voce bellissima... ih ih ih, scherzavo. C'è sul serio una canzone molto bella in questo disco, nella quale si sente l'attento lavoro di Brian Eno alla produzione: la title track, "The Unforgettable Fire". Cito dalla rece: "la canzone (...) si riferisce alle due bombe atomiche (...) Il contenuto è invece completamente diverso. Solo che gli piaceva il nome e l'hanno tenuto." Non aggiungo commento.
U2 Boy
U2 Boy
18 set 05
Voto:
secondo voi, George Gordon l'ha ascoltato?
Audioslave Out Of Exile
Voto:
...come disse un critico musicale americano, dopo aver ascoltato "Self Portrait" di Dylan: "Cosa è 'sta merda?" (Cornell, ringraziami per il paragone...)