donjunio

DeRango : 7,00
DeEtà™ : 7456 giorni • Qui dal 11 gennaio 2006
Neil Young & Crazy Horse Rust Never Sleeps
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Poi a ruota direi "Zuma", Sleeps with angels" e il live "Weld" vista la tua passione per il grunge. Poi "Mirrorball" coi PJ penso lo avrai già ascoltato!
Neil Young & Crazy Horse Rust Never Sleeps
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"after the gold rush" che è il suo lavoro più classico, "On the beach" che per me è il suo lavoro più intenso e poetico, "Everybody knows this is nowhere" la pietra d'angolo coi crazy Horse....direi che tre bastano, per iniziare!
Neil Young & Crazy Horse Rust Never Sleeps
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decisamente mi fa piacere!
Neil Young Chrome Dreams II
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Cmq anche "homegrown" ha fatto la fine di "chrmoe dreams" e non è mai stato pubblicato ( ma suoi frammenti sono usciti qua e la'). ti sei confuso con "American stars and bars" !
Neil Young Chrome Dreams II
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Benvenuto zuma, con un username così bello non posso che abbracciarti. Io sto ancora cercando di resistere alle tentazioni e aspetto il momento in cui l'avrò materialmente in mano, ma si fa sempre più dura....
Nirvana Nevermind
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-Cobain. il quale non avrebbe certamente avallato un tale scempio. Poi mi parli di trip-hop. Ma se a un certo punto, negli anni 90, si vedevano le veline di Striscia la Notizia fare i loro balletti semi-mude con quella musica in sottofondo!!!!
Nirvana Nevermind
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Beh, sul discorso Reznor-Cobain, posso solo dirti che in una delle mie prime discussioni su Debaser, ormai un paio di anni fa, mi trovai a difendere Trent in qualche rece dai classici alternativi-carbonari e da "quelli -che -lo ascoltavano-prima-che -diventasse-famoso", che lo accusavano di aver massificato e svilito la vera cultura industrial di Foetus e Ministry sull'altare del dio dollaro. Raggiungere il grande pubblico in maniera intelligente e senza inficiare la propria arte rimane per me un grande risultato, non mi piacciono i settarismi da aleternative-indù, benchè tra i miei idoli io abbia tantissimo geniali reietti e loser, da Bruce Palmer allo stesso Greg Sage. Io preferisco Jay Mascis a Cobain: devo fare lo snob solo xche Kurt ha venduto il triplo dei dischi di J? Qualla portata dal vento di Nevermind fu una rivoluzione sicuramente breve ( la Restaurazione gli venne presto dietro, l'industria si impadronisce di tutto: la speranza di costruire una società alternativa al capitalismo basta sulla musica è tramontata nel 1969, c0'è poco da fare), ma per me ha marchiato indelebilmente lo spirito di quegli anni, rappresentando gli USA e la società occidentale dal punto di vista di una "Teenage Wasteland". Il rock del resto è una fiamma che ha sempre bruciato velocemente. Il punk in fondo quanto è durato? i 40 minuti del primo album dei Sex Pistols. La ruota gira, e come disse qualcuno, chi si ferma in realtà resta indietro.
E' abbastanza chiaro che se definisci "implosi" gli Alice in Chains ( ben vengano certe implosioni, se avvengono dopo aver realizzato album del calibro di "Dirt" o "Above" dei Mad Season!) e "mai nati" i Mudhoney ( autentici pionieri della scena) nutri una spiccata idiosincrasia verso la parola "grunge".
<< i Soundgarden era addirittura comico metterli nel grunge visto che e' chiarissimo che assomigliavano ben piu' a gruppi tipo Black Sabbath che non a quelli Indie Americano fine '80 che in teoria doverebebro esser stati gli ispiratori del genere.>> Ma hai mai sentito "Bleach"? Se non è debitore quell'album verso i Black Sabbath, con quella selva oscura di riff iommiani,benché riletti col prisma dei black Flag ......il grunge non è uno stile preciso( come non lo sono il post rock o il trip hop da te citati) , è un termine potente nato per definire alla meglio quel pastiche tra metal, punk e psichedelia che in tanti praticavano a Seattle, all'interno di diverse peculiarità. Di questo "stile" i Soundgarden sono stati gli indiscussi maestri, ci vorrebbe l'amico Black Dog per una dotta esegesi. Dal punto di vista musicale, io penso che i gruppi di Seattle siano ancora fonte di ispirazione per tanti oggi, chiedi ad esempio a AlessioIride e al suo gruppo. Certamente non l'unica, perché in quel periodo c'erano anche tante altre scene eccellenti ( post-rock e stoner, tanto per fare i nomi piu'banali), ma il "Seattle Sound" è ben lungi dall'essere stato omologato e digerito: basti solo pensare a quante recensioni ci sono su questo sito. Insomma, il grunge è stato certamente un fenomeno sociale, ma è stata pure una storia musicale di gran successo.
Sul discorso dell'attitudine degli artisti, io preferisco cento volte artisti che si interrogano sul contrasto tra arte e business, magari tra mille contraddizioni, ma almeno lanciando un messaggio di integrità etica. Troppo facile dire, "ormai siamo in ballo e balliamo" e accettare qualsiasi puttanata dell'industria, sponsorizzazioni per vestiti, contratti di distribuzione esclusiva con Auchan, o svendere la propria arte per uno spot televisivo, come ha fatto persino Dylan. Poi, tu sei convinto che mercificazione e grunge viaggiassero su binari paralleli, a causa di " contaminazioni mediatiche compromettenti": buon per te. Tori Amos invece mi pare non abbia mosso ciglio quando un suo pezzo remixato da Van Helden è diventato un tormentone in discoteca: le royalteas avranno appianato qualsiasi dubbio etico. Ai Nirvana è successo lo stesso, ma post mortem Cobai
Nirvana Nevermind
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<<"Nevermind" non porto' nulla di nuovo rispetto a che ne so qualsiasi album dei Pixies di fine anni '80 percio' non si puo' nemmeno definire di rottura (oppure definiamolo cosi' ma per questioni extramusicali)>>...Non mi sembra di aver detto che fu rivoluzionario dal punto di vista stilistico. Lo fu per il fatto che erose quel muro che i media americani eressero attorno al punk, per il fatto che cambiò ( per me in meglio) gusti e attitudini di tanti entrando di prepotenza nell'immaginario della gente anche poco interessata alla musica, e perché portò un nuovo modo di concepire il rock, più intimista e sensibile. Non credo fosse tutta una questione di ragazzini drogati da MTV: diversamente William Burroughs non gli avrebbe chiesto di collaborare per un disco. Che poi Cobain abbia avuto la fortuna di sfruttare il lavoro di altri prima di lui, è pleonastico ricordarlo. Ribadendo ancora che egli non ha mai rinnegato ciò ( andò al Letterman Show indossando una tshrit dei Melvins), lo stesso discorso si può fare per Reznor. Anch'egli portò in superficie attitudini e sperimentazioni di un certo tipo di cultura anni 80 ( Foetus su tutti), sapendo trovare proprio come Cobain una sintesi eccitante e godibile per le masse. Il discorso che ho fatto sull'attitudine di Trent esula dal discorso temporale o dalle date: era solo per ribadire che certi trucchi di marketing erano ben diffusi all'epoca, sia dal management dei Nirvana( composto da pezzi di merda, gente che ha tirato un sospiro di sollievo quando Cobain, ormai ingestibile, si è tirato fuori, per sfruttarne ad libitum l'icona), sia da certi stessi artisti. E comunque quella che tu definisci "maniera ossessiva" di proporre il materiale dei Nirvana, , avvenne quando ormai il fenomeno era già bello maturo: fu MTV a salire sul carro dei Nirvana,accorgendosi in ritardo che c'era tutto un bacino di utenza fino a quel momento trascurato da sfruttare: i quali Nirvana erano già un nome ben celebre in ambito musicale. Ovviamente questa è solo l'opinione che mi sono fatto io, sia per quello che ricordo dell'epoca, sia per l'analisi retrospettiva del periodo.
Pearl Jam Yield
Pearl Jam Yield
18 ott 07
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Cmq sulla questione Pixies-Albini sollevata da Azzo, non è un caso che il sodalizio naufragò subito, e tra grandi liti. Albini soffocò la leggiadria e il senso melodico dei bostoniani, i quali erano così stufi del noto caratteraccio di Steve da registrare il tutto molto velocemente, per finire subito quello strazio. Albini, notoriamente permaloso, per la cronaca ha rinnegato quell'album, asserendo di non averci mai messo mano. Davvero singolare che un album tanto influente sia nato in un contesto così burrascoso: è l'unicità del rock!
Pearl Jam Yield
Pearl Jam Yield
18 ott 07
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Si, però il discorso è sul produttore non sul disco. Ci sono dei produttori di cui riconosci subito il disco in cui hanno messo mano; Date era uno di quelli, Albini non ne parliamo, idem dicasi per Moulder, oppure sempre in ambito metal il Ross Robinson dei primi Korn, per non citare il Steve Lillywhite della new wave inglese. Wallace e O'Brien , per quanto eccellenti, ti fanno "suonare" benissimo ( e infatti sono ricercatissimi), però non sono portatori di trucchi particolarmente innovativi in ambito musicale. Wallace, tanto per fare un esempio, è pure quello che ha mixato Nevermind, rendendolo perfetto e pulito per le radio.
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