Stoopid

DeRango : 1,01
DeEtà™ : 7384 giorni • Qui dal 23 marzo 2006
System of a Down System of a Down
Voto:
Ehm.. mi sono inceppato. Tornando sui SOAD, per uno strano giro di coincidenze andai a vederli a Milano, una delusione anche per i veri fans.
System of a Down System of a Down
Voto:
Ops, mi è scappato un voto alla rece involontariamente..
System of a Down System of a Down
Voto:
Ai suoi tempi si è lasciato ascoltare con una certa letizia, decisamente la cosa migliore dei SOAD. Voto 3,5
Miles Davis Relaxin' With Miles Davis Quintet
Voto:
Sì, ancora una bella recensione su un grande Miles, bei tempi quelli del quintetto, ah se Coltrane fosse stato ancor più maturo di cosa staremmo a parlare, ma come già detto altrove il jazz non si fa di se e di ma. Aggiungo solo una nota sulla copertina, mille gradini più su di quelle che ci propina il jazz contemporaneo, altri tempi. Ancora complimenti per la pagina, in pieno relaxin' style anch'essa.
John Coltrane Ascension
Voto:
La prossima volta che ti addormenti lascia la finestra aperta così eviti di risvegliarti sudato, e ti passa la voglia di scrivere così inopinatamente su John William Coltrane. Chiunque sappia un pò chi era questo signore non potrà fare a meno di notare la sciatteria di questa pagina, aggravata dal fatto che "Ascension" è il capitolo artistico più complesso della sua carriera. Totalmente fuori luogo parlarne senza raccontare come Coltrane arrivò a questa "ascensionalità", senza chiamare in causa gli angeli, senza dire parole che fanno rabbrividire. D'altra parte, sei quello che ha gli ha dato un voto in meno che a Venditti Antonello; in quella recensione esordisci dicendo che non sai perchè tu abbia scelto "Lilly" come prima recensione, io mi chiedo perchè tu abbia scelto Coltrane come secondo.
John Coltrane Ascension
Voto:
La prossima volta che ti addormenti lascia la finestra aperta così eviti di risvegliarti sudato, e ti passa la voglia di scrivere così inopinatamente su John William Coltrane. Chiunque sappia un pò chi era questo signore non potrà fare a meno di notare la sciatteria di questa pagina, aggravata dal fatto che "Ascension" è il capitolo artistico più complesso della sua carriera. Totalmente fuori luogo parlarne senza raccontare come Coltrane arrivò a questa "ascensionalità", senza chiamare in causa gli angeli, senza dire parole che fanno rabbrividire. D'altra parte, sei quello che ha gli ha dato un voto in meno che a Venditti Antonello; in quella recensione esordisci dicendo che non sai perchè tu abbia scelto "Lilly" come prima recensione, io mi chiedo perchè tu abbia scelto Coltrane come secondo.
Miles Davis In A Silent Way
Voto:
Quanto al jazz contaminato e alla sua fruibilità, dipende dal jazz! Bitches Brew è un disco molto poco fruibile, dove anche ad orecchi ben allenati occorre un pò di tempo per cominciare a spremere il succo.
Miles Davis In A Silent Way
Voto:
Nel caso del disco qui recensito è così: chi di noi non è rimasto un pò sconcertato dal finale del secondo pezzo, chi non avrebbe desiderato qualcosa di più completo? Questo intendo per mancanza di perfezione, cioè ci sono delle falle. Ma anche per questo lo adoro, non so se mi spiego, all'inizio lo paragonavo alle grandi sinfonie incompiute. Poi ci sono anche dischi fusion quasi "perfetti", ad esempio un paio dei Weather Report, ma quelli di Miles sono proprio salti nel buio, dove i canoni per stabilire se la cosa sia più o meno perfetta, non ci sono proprio ancora. Oddio che imbroglio che ho scritto, spero però sia trapelato il concetto che arte e imperfezione vanno assai d'accordo, almeno quanto arte e perfezione.
Miles Davis In A Silent Way
Voto:
@ Zion: dicendo imperfetto dicevo imperfetto, non certo brutto, l'imperfezione c'entra poco col valore artistico (elevatissimo nel Miles elettrico). Poi, jazz classico uguale jazz per addetti ai lavori non è vero, assolutamente, il jazz "classico" è decisamente più comprensibile di quello sperimentale, ma attenzione, neppure la complessità c'entra nulla col valore artistico. Infine, anche io credo che il taglia e incolla di Macero non sia minimamente inficiante della qualità enorme dei dischi, non sto a chiedermi chi e come abbia postprodotto 2001 di Kubrick,
Miles Davis In A Silent Way
Voto:
Per fortuna almeno nelle recensioni del jazz insulti non ne girano, vivaddio. Sulla "imperfezione" del periodo post '68 di Miles ci sono pochi dubbi, d'altronde sono le dirette conseguenze dell'abbandono della forma classica. Tanto per fare un altro nome importante, Coltrane fece la stessa cosa, passando da Giant Steps ad Ascension e compagnia bella. Bella cosa il jazz.