Viva Lì

DeRango : 0,32
DeEtà™ : 7378 giorni • Qui dal 1 aprile 2006
Kaleidoscope (UK) Tangerine Dream
Voto:
Io conoscevo i Kaleidoscope made in Usa, tu adesso vieni a raccontarmi che esistevano anche questi signori made in Uk. Veramente, sono confuso.
The 13th Floor Elevators The Psychedelic Sounds of
Voto:
Davvero questo album non lo conoscevo. Eppure, si tratta di musica psichedelica (che amo molto), e quindi, per punizione, mi darà quattro vergate alla schiena e arderò nel fuoco cocente. Me lo merito, me tapino.
The Beach Boys Pet Sounds
Voto:
Lo amate tutti questo Cd? A parte Metallaro Bionico, si capisce...
Bob Dylan Blonde on Blonde
Voto:
Capolavoro, forse un filino meno storico di "Highway 61 Revisited", ma comunque capolavoro. Magnifico per come è stato realizzato: i musicisti se la spassavano a giocare a carte, le registrazioni venivano effettuate a balzelloni, le canzoni le provava Dylan da solo due o tre volte al giorno. Poi l'ispirazione assoluta e definitiva: un pugno di canzoni da far accapponare la pelle ("Rainy Day Women", "I want you", "Just like a woman", "Sad eyed lady of the lowlands", "Visions of Johanna") e la classica voglia di fondere in maniera definitiva rock e folk, musica d'avanguardia e sonorità blues, senza naturalmente dimenticare il jazz. Ed entra nella storia per aver immesso in commercio il primo LP doppio della storia.
The Beatles Revolver
Voto:
Per alcuni questo è il miglior album dei Beatles. A mio parere, un capolavoro. Apertamente psichedelico, è l'ultimo lavoro dei Beatles realizzato in perfetta sintonia. Si tratta di un disco complesso, pieno zeppo di autentici capolavori lucentissimi "Eleanor Rigby", "Good Day Sunshine", "Tomorrow Never Knows", "I'm only sleeping". Musiche bellissime, brani maestosi: fra Paul McCartney e John Lennon non si saprebbe dire chi è il migliore. E poi la copertina è un capolavoro d'arte moderna. Per tornare con i piedi per terra basta ascoltare "Yellow Submarine", ma è l'unica cosa veramente semplice di tutto il disco. Capolavoro, ma con i Beatles si va (quasi) sempre sul sicuro.
The Monks Black Monk Time
Voto:
Io veramente i Monks non li ho mai sentiti nominare. Indi, sono andato a spulciare per benino su quella bibbia di informazioni e curiosità che risponde al nome di Google. Digitare Monks è un suicidio, sono ben 200.000.000 i siti che, di striscio o di raffa, parlano dei Monks. Il sito ufficiale, naturalmente, è la fonte migliore. Bhe, lì dice che il disco migliore dei Monks è un certo "Five Upstart Americans". Visto che qui su De-Baser sono in molti a conoscere questo gruppo dark e, permettetemi, pure un pò folle, mi chiedo: chi ha il coraggio di scrivere una recensione su questo disco? Io voto bogusman, si vede (e si capisce dalla recensione) che di questo gruppo ne sa a bizzeffe.
Simon & Garfunkel Sounds Of Silence
Voto:
Secondo (e non primo) album di Simon & Garfunkel. "The sounds of silence" è da brividi, ma è (quasi) tutto l'album a essere meraviglioso. La musica folk è sempre stata una grande maestra, e da Bob Dylan a Paul Simon tutti hanno cercato di omaggiarla. Chi bene chi no. Ma Simon & Garfunkel in questo sono stati, e continuano ad essere, maestri: basterebbe ascoltare con attenzione "Kathy's song" o "April come she will" per capire a che cosa ci troviamo realmente di fronte. Un disco che è ormai storia, con però qualche riempitivo un pò banale e inutile. Ma sorvoliamo, orsù, sorvoliamo.
The Rolling Stones Aftermath
Voto:
E' il primo capolavoro degli Stones, l'unico, forse, in grado di contenere un pugno di canzoni perfette e stratosferiche. Un pò di psichedelia, una dose sostanziosa di puro rock, una copertina che ha fatto storia e "Mother's little helper", "Under my thoumb", la splendida "Lady Jane", "Out of time", "Stupid girl" e gli 11 indimenticabili minuti di "Going' home". Niente da dire, è un capolavoro con la c maiuscola. Nell'edizione americana c'è pure "Pain it, black", che è un capolavoro, realizzato in gran parte con il sitar. Grandi, grandissimi. Assolutamente unici (almeno per potenza e capacità rockeggianti).
The Beach Boys Pet Sounds
Voto:
Dunque, dovrei mettere 5 a questo album, perchè la critica dice che è un capolavoro e perchè un pò tutti (pure Frank Zappa) dicevano che era un capodopera. Dovrei, ma non lo faccio, perchè a me questa brutta copia presuntuosa di "Revolver" dei Beatles, francamente, non piace. Qualcosina salvo (ma poca roba, tipo: "God only knows" e "Wouldn't it be nice"), ma la grande cura dei particolari, il modo di realizzare un disco attraverso malcelate scopiazzature anglofone e il modo di porsi, ridicolo a mio parere, dei Beach Boys sarebbe da querela. E poi volete mettere "Surfin' America", la genuinità e la spontaneità della giovinezza, con questo articolato lavoro fatto con la testa e non con il cuore. Scusate, avrei dovuto dargli 5 ma proprio non ce la faccio, lasciatemi godere la grande onda lunga di "I get around", quando cioè i Beach Boys erano un grande gruppo vitale e spontaneo. "Pet Sounds" lo venderei al miglior offerente, ma non posso farlo perchè l'ho già fatto. E ci ho pure guadagnato 10 euro. Mica fichi secchi.
Yardbirds Roger The Engineer
Voto:
Io a dire il vero non ho manco capito se questo fantomatico album, "Roger the engineer", esiste davvero o è una bufala del recensore. Gli Yardbirds andrebbero trattati con più rispetto, perbacco.