Viva Lì

DeRango : 0,32
DeEtà™ : 7375 giorni • Qui dal 1 aprile 2006
Duke Ellington Duke Ellington & John Coltrane
Voto:
Vado controcorrente, ma ormai sono abituato: il jazz mi piace abbastanza ma non stravedo, e tra tutti, il mio preferito resta l'indimenticabile Bill Evans. John Coltrane lo conosco poco, per non dire pochissimo, Duke Ellington, pianista di fama mondiale, mi ha sempre un pò deluso, per non dire annoiato. Trovo che il primissimo Carosone (forse quello che nemmeno conoscete, e non so se vi dicono molto brani popolarissimi come "Ho giocato tre numeri al lotto" o la magnifica "E la barca tornò sola"), suonasse a tratti molto meglio, o comunque molto più genuinamente, di Duke Ellington. Poi, per carità, Ellington lo elogiano tutti, eppure a me, in questo caso, piace assai andare controcorrente. Ipse Dixit.
Bill Evans & Jim Hall Undercurrent
Voto:
Grasshopper, non voglio più arrabbiarmi. Ognuno ha le proprie idee e che se le tenga strette finchè ce la fa. Non ti ripeto più che sei snob (perchè non è vero), e leggo con piacere questa bella recensione dedicata a Bill Evans, che amo assai. Il disco non ce l'ho, e non so se provvederò, anche perchè di Evans mi bastano e mi avanzano le due antologie che posseggo da quando ero bambino (piaceva molto a un mio zio, e me ne ha fatte sentire di cotte e di crude). Avrei però un sogno, che tanto so già che sarà irrealizzabile (ma io, finchè posso, continuo a sognare): mi piacerebbe che un giorno facessi una recensione cattivella (o anche cattivona, decidi tu) su un artista che proprio non ti va giù (tipo Marco Masini o Luca Carboni). Ho idea che ti riuscirebbe bene come quando fai le tue solite recensioni, forse con quella punta di acidità che mi piacerebbe vederti ogni tanto lasciar svolazzare libera. Dico sul serio, pensavo fossi tutta un'altra persona: mi ricredo, e faccio pubblica ammenda. Ipse Dixit.
Wes Montgomery Full House
Voto:
Recensione un pò lunghetta, ma ringrazio comunque di cuore il recensore Symbad Bassist (ehi ehi, quel nick vorrà pur dire qualcosa!), e giuro di informarmi un pochino di più su questo straordinario, così almeno dite tutti, musicista polistrumentista. Credo comunque che non mi dispiacerà affatto l'ascolto visto che, come dici all'inizio, non voglio imparare a suonare la chitarra. Al recensore auguro buone vacanze (beati voi che state via tre mesi) e prometto che, a settembre, quando tornerà gli argomenterò a lungo circa la musica e l'arte di Wes Montgomery. Ipse Dixit.
Bill Evans Live at Village Vanguard
Voto:
Eh sì, su Bill Evans mi sono già espresso, ma non mi stancherò mai di glorificarne la grandezza e la genialità: il jazz nero, quello puro, nato a New Orleans, cresciuto con i fiati e poi la trombetta di Louis Armstrong, non è il jazz suonato da Evans. Quello di Bill è qualche cosa di assolutamente inclassificabile: geniale, estroso, appassionato, caloroso, in una parola unico. Però, di questo grande autore, continuo a ripetere, ci sono solo due recensioni. E' pochino, e in fondo, non è nemmeno una bella cosa per un sito che si autoproclama libero e indipendente. Il jazz non è forse, fra le righe (ma neanche tanto), libertà? A voi il rilancio, se ne avete voglia. Ipse Dixit.
Bill Evans Waltz For Debby
Voto:
Bill Evans non è un autore jazz, è il jazz. Creatore e modellatore di suoni e voci tipiche del jazz più puro, Evans è stato capace di ammaliare generazioni di musicofili incalliti al suono di semplici manifestazioni canore trombettistiche jazzanti (e, in questo caso, il termine semplici è tutto fuorchè dispregiativo). Finalmente ho scoperto cosa piace a I Love Music: il jazz. Forse un pò limitato, ma sicuramente un ottima scelta. A proposito, per quale motivo di Evans compaiono solo due album? E degli Oasis c'è nè almeno una quindicina? In questo caso, ma non me ne assumo nessuna responsabilità, anche un doppione farebbe felice l'allegro sitarello. Ipse Dixit.
Miles Davis Kind Of Blue
Voto:
Oilalà, ancora Miles Davis. Però questa volta, Edoardo, hai fatto un buon lavoro: ti sei forse fatto trasportare dall'emozione e dalla responsabilità di recensire non tanto un disco in sè, ma quanto per aver dovuto, e voluto, recensire Miles Davis. Impresa non facile, ma tu, con poche righe ma grande efficacia, sei riuscito a colpire il bersaglio, da mettere a chiave in un cassetto la seguente frase: "Si potesse riassumere il disco in una sola parola, questa sarebbe: eleganza". Secondo me, per consistenza tecnica e per efficacia da prima lettura, è una delle frasi più belle mai apparse su questo sito. Ognuno poi dica quel che vuole, ma saper recensire album con eleganza e garbo è sempre un impresa ardua e pericolosamente affascinante. Ipse Dixit.
Charles Mingus Blues & Roots
Voto:
Complimenti per la recensione: hai illuminato un pò tutti su cosa sia il jazz, ma non hai praticamente detto nulla sull'album, e su chi fosse questo misterioso (almeno per me) Charles Mingus. Vedo però, che con poche parole, poche idee e pochi concetti sei riuscito a beccarti la media di 4,17. E poi vengono a dare a me 1 quando cerco di scrivere una recensione un pò più lunghetta e articolata: sarà, ma forse basta scrivere due parole su un disco jazz e citare un autore su cui è facile andare in visibilio (va in visibilio anche I love Music, ed è tutto dire) per raccogliere fama e onori. Tutto ciò, vi giuro, mi sarà di insegnamento. Ma non lo metterò mai in pratica: preferisco scrivere recensioni e prendermi come media 1 piuttosto che guadagnarmi 4,17 senza nemmeno essermi sforzato. Scusate per lo sfogo, ma quando ci vuole ci vuole. Ipse Dixit.
Chet Baker Chet Baker in Milan
Voto:
Questa volta va meglio, Chet Baker lo conosco. E devo dire due cosine al recensore: smettiamola con questa fissa di raccontare la storiellina del Baker tossicomane, lo sarà anche stato, ma che importa, a quale scopo ricordarlo? Allora, ogni volta che parliamo di Jimi Hendrix dovremmo dire, bravissimo, però tossicomane. Perchè? Secondo: Baker non ha rivoluzionato niente, cosa cosa? Secondo il parere del sottoscritto (sì, ho mille nomi, chiamatemi come vi pare) Baker ha rivoluzionato il jazz, e comunque il modo di suonare la tromba, più di quanto abbiano fatto Glenn Miller e Miles Davis. Perchè, idolatrate sempre tutti e poi quando c'è da innalzare all'altare della gloria un grandissimo artista state schisci e non avete il coraggio di andare fino in fondo? Presunzione presunta? Mancanza di coraggio? 4 stellette, abbiate pazienza, sono veramente troppo poco, che ti costava dare 5? Troppo sforzo mentale? Ipse Dixit.
Charles Mingus Mingus Ah Um
Voto:
Vabbè dai, stavolta non vi tedio: ho capito, a mie spese, che il jazz è un ottimo vaccino contro le maledizioni del mondo moderno. Faccio pubblica ammenda, non conosco Charles Mingus, non l'ho mai sentito nominare, ma vi prometto che tenterò di capire chi sia e quali cose esaltanti abbia composto nella propria rigogliosa, almeno così dite, carriera. Mi scuso in anticipo se, una volta ascoltato, il disco non mi dovesse piacere. Tutti hanno dei difetti, chi ne ha pochi (e sono pochi) chi ne ha tanti (e sono tanti). Faccio parte della seconda categoria, ma, come insegnava Billy Wilder, nessuno è perfetto. Ipse Dixit.
John Coltrane Blue Train
Voto:
John Coltrane? Grande genio folle del jazz? Blue Train? Però scusate, forse avete anche ragione, ma è mai possibile che qualsiasi cosa sia jazz su questo sito venga idolatrata fino alla sfacciataggine? Possibile che è solo il jazz l'arte musicale più alta, più colta, più nobile? Va bene, John Coltrane sarà anche stato un grande artista, ma se avesse fatto rock cosa avreste detto, che era bravino però gli mancava un pò di talento? E allora così sia, jazz a tutto andare: a quando una bella recensione su Stefano Di Battista Jazz Quartet? Anche loro, in maniera un pò superficialotta, fanno jazz, e allora che aspettate, fate una bella recensione anche su di loro, appioppategli un bel 5 e siamo tutti felici e contenti. Sia chiaro, non ho nulla contro il jazz, che anche mi piaciucchia, ma incensare sempre tutto e tutti alla fine è sfibrante. Non tanto per la recensione su John Coltrane, quanto sui commenti estasianti e furoreggianti: "Non ho parole", "Immenso", "Un genio è dir poco". Calma gente, calma: se ascoltavate Beethoven che avreste fatto, vi sareste buttati in terra dalla gioia e avreste scodinzolato come i cani? Se la risposta è sì, perdo definitivamente le speranze, se la risposta è no, forse non siete così chiusi come pensavo. Ipse Dixit.