La Musica DeDentro 3

Poi non mi ci si dica ché non mi ci si siete stati avvertiti in tempo.
Eh.
 
The Work - Rubber Cage (FULL ALBUM) Questi li conoscevo solo lontanamente di nome. Bel dischetto.
 
port-royal - karola bloch [06 - flares] Meglio dei Mouse On Mars? Meglio.
(Band genovese, album del 2005).
 
Molto spesso #zot2017 uguale dischi belli, bellissimi. Come in questo caso qui.

Saz'iso ?– At Least Wave Your Handkerchief At Me (The Joys and Sorrows of Southern Albanian Song) (Glitterbeat, October 13, 2017)

Chiaramente uno dei dischi più interessanti che siano usciti nel corso dell'anno 2017 e che mi sembrerebbe delittuoso non riprendere. L'etichetta ovviamente è la Glitterbeat (che dio la benedica). Tutto nasce da un'idea dello storico produttore Joe Boyd (Pink Floyd e Nick Drake tra gli altri) e dei suoi collaboratori Edit Pola e Andrea Goertler e sotto la benedizione di un grande come Ry Cooder. Saz'iso è un collettivo di virtuosi musicisti e interpreti che definirei fondamentali (Adrianna Thanou, Donika Pecallari e il prete ortodosso Robert Tralo) per quello che è il patrimonio musicale della regione meridionale dell'Albania. Se contestualizziamo storicamente e geograficamente "At Least Wave Your Handkerchief At Me (The Joys and Sorrows of Southern Albanian Song)" non possiamo considerare questo disco come semplicemente un episodio di musica etnica (una definizione che personalmente odio) o folkloristica. Si tratta invece di un vero e proprio lavoro di "world music", dove con questa definizione si intende contaminazione e una visione culturale che vada al di là dei propri confini e i cui contenuti delle canzoni sono per lo più tragici e parlano di storie di lontananza e abbandono. Ma questo è inevitabile per degli artisti che hanno una storia alle spalle molto particolare come possiamo definire del resto "particolare" la storia dell'Albania e di tutta la regione e in particolare a partire dagli anni novanta. Molti di questi musicisti sono stati costretti a lungo a stare lontani dal loro paese natia. Adrianna Thanou e Donika Pecallari hanno vissuto per decenni in Grecia causa l'ostracismo di Enver Hoxha, il violinista Aurel Qurjo si può definire un vero e proprio girovago... Difficile selezionare in particolare degli episodi da questo bellissimo disco in cui si distinguono tracce strumentali come "Kaba me violine", "Valle minushi", "Valle e osman"... in cui si esalta particolarmente il violino di Qjuro che rimanda alla musica albanese quanto a sonorità mediorientali e quasi "tzigane", ma anche le qualità degli altri musicisti, il clarinetto di Telando Feto, le percussioni di Agron Nasi, il liuto di Agron Murat e il flauto di Pellumb Meta. Ma i momenti più suggestivi sono quelli che vedono protagoniste Adrianna Thanou e Donika Pecallari a partire da "Nenocke", "Penxherene e zotrise"... performance che si rafforzano con l'apporto della voce di Robert Tralo che fa da contraltare ai toni delle due vocalist. Il risultato è un disco carico di ipnotismo e talvolta ritmi ossessivi soprattutto grazie all'apporto del liuto e carico di momenti emozionali e drammatici ma tutto manifestato con una certa eleganza, lontana anni luce da quel suono fracassone nello stile di Goran Bregovic che alla fine ci ha un po' rotto le palle a tutti.

#folk #worldmu
 
Metal from Rising Sun n.6

earthshaker - more

Gli Earthshaker sono un gruppo heavy metal giapponese formatosi ad Osaka nel 1978. Inizialmente la loro musica era molto simile per stile ai connazionali Loudness e Anthem per poi passare ad un sound più pop( utilizzando tastiere e synth) negli album successivi. Preferirono registrare e fare tournèe nel loro paese di origine piuttosto che avere un successo mondiale. La canzone "Dark Angel" del loro primo album è stata scritta da Adrian Smith degli Iron Maiden. Nel 1986 riuscirono a suonare al Nippon Budokan, furono la prima heavy metal band giapponese a riuscirci. Dopo vari anni di successi, nel 1994 decisero di sciogliersi a causa di divergenze musicali. Dopo lo scioglimento i singoli membri formarono varie band, per esempio Yoshihiro Kudo entrò a far parte dei Niji Densetsu una tribute band molto apprezzata dei Rainbow che ha contato tra i suoi membri anche il cantante Anthem e Powernude Yukio Morikawa, così come Akira Kajiyama, gli Ex-Rainbow, Joe Lynn Turner e David Rosenthal invece parteciparono al progetto come guest performances. Nel 1999 gli Earthshaker si riunirono continuando a pubblicare album ancora oggi.
 
A quanto pare i migliori francesi sono sempre algerini. A parte Claire Keim che ho visto ieri sera in un film e che sinceramente me la farei in qualsiasi posizione possibile (ah, ste francesine...). Adesso, scherzi a parte, propongo un bel disco di avanguardia per la rassegna #buzz che effettivamente è una "compilation" contenente due opere massime di un artista franco-algerino, Jean Cohen-Solal, fratello del mitico Robert Cohen-Solal e suggeritomi dal mitico @ALFAMA. Buon ascolto.

Jean Cohen-Solal - Flutes Libres & Captain Tarthopom (MIO Records, 1973)

Jean Cohen-Solar è il fratello di Robert Cohen-Solal, considerato storicamente ocme uno dei massimi esponenti dell'avanguardia francese. Nato da una famiglia algerina a Nimes, Jean studia musica presso l'Accademia Nazionale tra la fine degli anni cinque e i primi anni sessanta specializzandosi in particolare nello studio del flauto. Coinvolto in una quantità innumerevole di progetti a partire dalla metà degli anni sessanta, tra il 1972 e il 1973 realizza questi due album "FLutes Libres" e "Captain Tarthopom" qui raccolti in un unico volume. I due dischi si possono considerare come composizioni di fusion psichedelica in cui Jean dimostra di essere chiaramente un virtuoso dello strumento in canzoni dove il ruolo centrale del flauto accompagna e guida composizioni ambient neo-classiche ("Matiere") talvolta dense di un certo tropicalismo come "Ludions" o influenzati da sonorità indiane "Raga DU Matin", momenti progressive psichedelici come "Fossette Surprise" oppure "Ad Hoc Et Ab Hac". I momenti più rilevanti sono comunque sicuramente la lunga sessione ambient minimalista di "Quelqu'un", il jazz fusion di "Concerto Cyclique" e quello più minimalista e estatico di "Memories d'un ventricule". Composizioni comunque dove tutti i musicisti si dimostrano in possesso di notevoli qualità tecniche. Da segnalare il ruolo centrale del basso e dela batteria che si disimpegnano siano in momenti di alto livello tecnico che dimostrando una certa predisposizione all'avanguardia e allo sperimentalismo oltre che la collaborazione di Serge Franklin al sitar e Marc Chantereau ai tabla.

#experimental #progressive #avantgarde

Concerto Cyclique - Jean Cohen Solal
 
Type O Negative - Cinnamon Girl Neil Young, Beatles e Doom, e che voe di più dalla vita
 
Weather Report-Cannon Ball Quel piano elettrico mi esalta.