R.E.M. "Wendell Gee"
Auguri a Michael, in ritardo.
 
Friendsound - Childsong ma che cavolo di disco del 1968, per me una bella scoperta
 
CUPOL like this for ages 1980 Sapete che i Wire non sono soltanto i Wire, vero?! Tra le loro ottime cose ci sono da aggiungere almeno due brani di Colin Newman ("Alone" e "I've Waited Years" da "A-Z"), qualche pezzo dei Dome (i voodoo schizo di "Red Tent", "Jasz" e "Cancer For Order") e questo 45 giri dei Cupol (il lato B riprende la parte strumentale del lato A, arricchendola di loop ed effetti industrial).
 
SETTIMANA ISAAC HAYES Isaac Hayes - Birth of Shaft quando si torna sul luogo del delitto, di solito non è mai una buona idea. Ma vi sono eccezioni, il Black Moses una di queste. Basta sentirsi l'attacco di quello che a conti fatti rimane il suo ultimo grandissimo disco ('Raw & Refined, ad 1995), sorta di messa funk che, in piena era rap, ci trafisse una volta di più il cuore
 
Una volta tanto propongo sempre su suggerimento di @[ALFAMA] (che aggiorno sempre sulle mie considerazioni per quello che riguarda le sue proposte) un disco per la rassegna #buzz che è completamente "Made In Italy". Si tratta di un disco del collettivo The Braen's Machine, dietro il quale pare si "nascondessero" Piero Umiliani e Alessandro Alessandroni. Un disco che comunque è sorprendere per la qualità dei suoni e i momenti più sperimentali in bilico tra new age e musica progressive e krautrock. Buon ascolto.

The Braen's Machine - Underground (Liuto Records, 1971)

Un disco per molti anni considerato una specie di mistero. "Underground" usciva nel 1971 per l'etichetta italiana Liuto di proprieta di Piero Umiliani. Il disco, considerato da molti come una specie di esercizio di stile, è stato pubblicato a nome Braen's Machine. I brani sono firmati tutti da Braen e Gisteri, due pseudomini dietro i quali si suppone si nascondessero proprio Piero Umiliani e il suo collega e direttore d'orchestra, compositore e arrangiatore Alessandro Alessandroni. Quello delle parti fischiettate nella trilogia del dollaro nelle colonne sonore di Morricone e che pare Fellini avesse soprannominato "Fischio". Come siano andate le cose comunque esattamente non lo so e non so chi siano tutti i musicisti che abbiano preso parte al progetto. Quello che è sicuro è che questo disco qui è qualche cosa di incredibile. Attingendo a piene mani dal patrimonio culturale musicale sviluppato negli anni nella creazione di colonne sonore di diverso genere e da esperienze sperimentali del Nord Europa e in particolare del kraut-rock tedesco, il disco è una sequenza di tracce in cui tutti i musicisti danno sfoggio delle loro capacità tecniche e della loro inventiva. Il sound del disco è fatto di chitarre rock acidissime, ritmi di batteria variabili e che alternano il 4/4 del Motorik kraut con sperimentalismi ambient, il basso che detta tempi funky e allo stesso modo si adegua a momenti più sincopati fino al jazz e al fusion e al progressive. L'uso delle tastiere è sempre fondamentale e centrale ma mai invasivo e non si impone mai sul resto della strumentazione. Tutto è perfettamente coordinato in un disco che a volere essere critici e cercare per forza qualche cosa che non vada bene, gli si può al massimo criticare la eccessiva perfezione.

The Braen's Machine - Underground (1971) [FULL ALBUM]
 
Oggi #zot2017 vi porta in Giappone con una delle band neo-psichedelica del paese del Sol Levante che stanno riscontrando più seguito nel mondo occidentale e che hanno pubblicato di nuovo un piccolo gioiellino su Beyond Beyond Is Beyond, una delle nostre etichette preferite.

Sundays & Cybele - Chaos & Systems (Beyond Beyond Is Beyond Records, February 24, 2017)

'Sundays & Cybele' è un film francese del 1962 (titolo originale: 'Les dimanches de Ville d'Avray') conosciuto in Italia come 'L'uomo senza domani' e diretto da Serge Bourguignon, vincitore dell'Oscar al miglior film straniero. Interpretato da Hardy Gruger, il film è un dramma ambientato in Francia nel dopoguerra in cui un uomo che ha perso completamente la voglia di vivere, ritrova un senso alla propria esistenza prendendosi cura di una bambina rimasta orfana fino a un'inevitabile fine tragica tipica di una certa visione fatalista del cinema francese. Sundays & Cybele è anche il nome di questa formazione garage psichedelica di Tokyo, Giappone (Kazuo Tsubouchi, Yoshinao Uchida, Syota Mizuno, Eiichi Kageyama) che incamminatasi sulle orme dei Kikagaku Moyo e stabilmente nel roster Beyond Beyond Is Beyond Records, ha pubblicato l'ultimo album lo scorso febbraio. 'Chaos & Systems' è un disco sicuramente interessante e in cui il gruppo capitanato da Kazuo Tsubouchi combina sapientemente suoni psichedelici con la tradizione giapponese. Notevole la traccia introduttiva e che dà il nome all'album in particolare, con un uso di percussioni tradizionali, un potente sound del basso e un synth che ricorda gli Yellow Magic Orchestra e un cantato recital assolutamente ipnotico. Una fusione tra passato e tradizione e suoni psichelici che è una caratteristica di tutto l'album come nella 'sgangherata' psichedelia garage di 'Brujo' e la lunga 'Paradise Come' che ricorda una lunga session dei Pink Floyd anni settanta. Effettivamente una 'colpa' e un limite che riconosco a questo gruppo è quello di eccedere in alcuni virtuosismi e riferimenti a un acid rock anni settanta (limite che avevano anche i Kikagaku Moyo e che è legato proprio a una tradizione nella psichedelia giapponese, leggete pure Julian Cope per saperne di più) e che si ripetono in canzoni come 'Butterfly's Dream' e 'Tell Me The Name Of that Flower'. Canzoni belle per un gruppo che secondo me ha grandi numeri ma deve ancora fare quel definitivo salto di qualità.

Sundays & Cybele - Chaos & Systems
 
real life-send me an angel,1983
Il brano eighty-synth-pop-cavalleresco più bello degl'ultimi centocinquant'anni.
 
[HD] Pistol Pete Maravich - TOP 20 PLAYS Ⓒ 2016
Siccome potrei crepare stanotte e comunque domani ho attività ludiche varie anticipo il personale omaggio a questo Ragazzo, domani sono 30 anni che ha lasciato queste terre e ovviamente è una speciale dedica per @[imasoulman] ... fai conto che sia nelle dediche Ima che non ho voglia di imbrigliarmi ahahah
Ciao Pete signore del basket, saluti Ima signore dei dischi... e così sia...
Non so cosa ho scritto mentre cammino ma va bene...