Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7972 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Paolo Rossi In Italia Si Sta Male
Voto:
Ha ragione saputello: ormai non ci si può più fidare nemmeno dei "duri e puri" come era (o fingeva di essere ?) Paolo Rossi. In cambio di un po' di visibilità in più si è calato nella fossa comune della musica italiana proponendo una canzone così totalmente insignificante che perfino un artista da alcuni anni enormemente sopravvalutato (se è morto a 31 anni non è colpa nostra) aveva deciso di scartare. Forse avrà guadagnato qualche spettatore in più per i suoi monologhi teatrali, ma da quello che ho sentito (da Fazio naturalmente, non vedo Sanremo dal 1983) l'operazione è davvero squaliiduccia. La recensione ne mette in risalto i limiti con una buona dose di ironia.
Thelonious Monk Monk Alone
Voto:
Sia ben chiaro che il mio 4 non ha nulla a che vedere con l'errore di battitura. Però a pensarci meglio era un po' ingeneroso, dato che alla fin fine l'unico "difetto" che ho trovato nella recensione era di essere rivolta direttamente all'artista. Il che non è detto sia un difetto oggettivo, ma semplicemente non piace a me. Visto che il 4 e mezzo non esiste, rimedio con un 5 che fa media.
The Velvet Underground Live MCMXCIII
Voto:
Sono arrivato ai classici dei V.U. proprio attraverso questo album, che quindi per me ha anche un certo valore affettivo. Ma a parte questo, mi sembra che a questa rimpatriata di musicisti inossidabili manchi ben poco: la tecnica è ineccepibile, se possibile perfino migliorata rispetto ai tempi d'oro. E' vero che c'è un po' di freddezza, ma non tale da pregiudicare più di tanto questo ottimo disco maturo, "di mestiere".
The Police Live!
Voto:
Pensavo che oltre ai cinque dischi da studio i Police non avessero lasciato ai posteri nient'altro. Questa competente e dettagliata recensione mi spinge a colmare la lacuna e a cercare questo live, o meglio questi due live, a quanto leggo completamente diversi l'uno dall'altro.
Fabrizio De André Tutti Morimmo A Stento
Voto:
Sarà che anch'io tendo a scrivere recensioni considerate "fluviali" ma non riesco a vedere la lunghezza come un difetto, a meno che uno non allunghi il brodo con frasi fatte e inutili. Avere parecchio da dire per me è segno buono, e in questo caso di sostanza ce n'é davvero parecchia, come merita il capolavoro in esame, il più autentico viaggio nelle profondità del dolore che un cantautore abbia mai intrapreso.
Thelonious Monk Monk Alone
Voto:
P.S. (per gli editors) Non per fare quello che vede i peli nell'uovo, ma Monk si chiamava "Thelonious" e non "Thelonius". Forse è meglio, a scanso di equivoci futuri e per evitare difficoltà nella ricerca, correggere il nome.
Ludwig van Beethoven The Piano Sonatas, Vol. III
Voto:
P.S. Nel dire "così brevi da poter essere definiti Sonatine" mi riferisco alle sonate n° 19 e 20, quelle dell'Op. 49, composte di due soli movimenti. La sonata n° 9 ha dimensioni più "normali" ma è animata da uno spirito simile, molto post-mozartiano. Così, per amore della precisione
Thelonious Monk Monk Alone
Voto:
Come DaveJonGilmour, ma sono meno buono. In ogni caso una più che buona recensione, che rende l'idea del tocco ispido e "irregolare", ma affascinante, e a suo modo "rigoroso", del grande Thelonious Monk
Ludwig van Beethoven The Piano Sonatas, Vol. III
Voto:
Andras Schiff, per quanto lo conosco, ha il dono di levigare tutto ciò che suona, dando a mio giudizio il suo massimo con Schubert. Non conosco queste incisioni (il mio 5 va alle Sonate di Beethoven) ma è facile immaginare che abbia applicato il suo tocco gentile anche al "severo" Beethoven, che poi più che altro è un modo di dire. Qui, un po' come nelle Bagatelle, di severo o di monumentale c'è poco o niente: sono perfetti gioiellini, così brevi da poter essere definiti "Sonatine", nei quali si ravvisa più che mai la straordinaria esattezza della profezia del conte Waldstein, giustamente citata in questa (ma c'è bisogno di dirlo ?) impeccabile recensione
The Rolling Stones Exile on Main Street
Voto:
Dunque, ricapitoliamo. BUONI: Rolling Stones, Robert Johnson, Berry, Dylan, Beatles, Young, Lou Reed e Velvet Underground. CATTIVI: Queen, Eagles, Elton John, Guns'n'Roses, Who, Led Zeppelin, Doors, Allman Brothers Band, Bruce Springsteen, Tom Waits, Patti Smith. Come capoclasse mi sembri davvero troppo severo. Peccato perché a parte questa lavagna manichea e un po' da scuola elementare dei buoni e dei cattivi il resto della recensione di questo grande album non era malvagio.