Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7973 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Francesco De Gregori Alice non lo sa
Voto:
Se non è il suo capolavoro assoluto se la batte da vicino con "Rimmel". "Cercando un altro Egitto" "Le strade di lei" e "Buonanotte fratello" sono poesia assoluta, "I musicanti" un breve lampo di genio con echi addirittura mozartiani... Davvero non meritava davvero una recensione corta e insipida come un SMS
Francesco De Gregori Francesco De Gregori
Voto:
Il più ermetico dei suoi dischi, secondo me ancora più di "Bufalo Bill". Riguardo al De Gregori dylaniano la penso in maniera del tutto diversa da lucabbrasi, e nella mia recensione di "Amore nel pomeriggio" ho spiegato perché. Aggiungo che in "Pezzi" non c'è solo il brano acchiappagonzi "Vai in Africa Celestino", ma anche gioiellini come "Gambadilegno a Parigi" e "Il panorama di Betlemme"
Enya Amarantine
Enya Amarantine
10 gen 06
Voto:
Un tardivo grazie per aver ristabilito la verità su Enya in generale, dopo l'assurdo sfogo di Punisher. Sul disco non posso ancora dire niente, ma "sento" che un 3 di stima gli si può dare.
Carmen Consoli Confusa e felice
Voto:
Non mi ricordo chi lo scrisse, ma proprio qui su debaser ho letto che canta come una capra in calore. Purtroppo non posso che sottoscrivere al 100%, ed è un peccato perchè i suoi belati stomachevoli sciupano un accettabile talento musicale
Franz Schubert Quintetto per archi in do maggiore D 956
Voto:
La cosa è preoccupante (per te) aniel: se ti sembra troppo lunga una pagina A4 scritta in Arial 12 sei messo davvero male... chissà se ti capitasse tra le mani un libro che brividi di terrore !
Peppino Di Capri Champagne
Voto:
Vedo con dispiacere che il dibattito musicale intorno a questo grande artista, che ha fatto la storia degli anni '60, degli anni '70 ecc., e continua senza vergogna a fare la storia attuale, non decolla, e si spegne in gratuiti insulti al povero Puppino. Eppure gli spunti musicali non mancherebbero, a partire dagli indubbi legami con il mondo del tamarro-crooner, della camorra, e delle musiche per matrimoni e funerali eccellenti nel Golfo Campano afrodisiaco. Puppino si può considerare una sorta di Goran Bregovic dei Campi Flegrei, ma al tempo stesso è indubbia la sua magistrale influenza su allievi del calibro di Nino D'Angelo e Gigi D'Alessio, ai quali però manca l'aplomb britannico-caprese del nostro, che ne fa il vero Elton John campano. Insomma un artista del genere non si può liquidare dicendo che è una merda... è molto di più
Peppino Di Capri Champagne
Voto:
In un disco come questo, che riassume da solo un'intera epoca, e quindi si può tranquillamente, senza paura di essere arrestati, definire "pietra miliare", (pesante e legata al collo), mi sembra molto grave trascurare la fenomenale title-track, "Champagne", esempio preclaro dello stile da tamarro-crooner del nostro immenso Puppino, in bilico tra un Elton John rifatto con le cipolle e il suo (di Puppino) grande antagonista fin qui colpevolmente ignorato dalle recensioni debaseriane, ovvero l'altrettanto immenso Fred Disgustoso. Un 1 di stima all'artista e al personaggio
Joni Mitchell Blue
Voto:
A "the clash": la prima parte della recensione, di impostazione "sociologica" in effetti non c'entra molto con il disco, ma serve ad introdurre il clima di attesa del Natale descritto in "River" e la sua enorme distanza dall'attesa fasulla alimentata dalle pubblicità televisive, mai così moleste come in questi tempi. Comunque "Visions of Johanna" è un ottimo antidoto proprio contro questa melassa: già che ci sono, senza neanche cambiare disco, mi ascolterei anche "Sad eyed lady of the Lowlands"
Enya Amarantine
Enya Amarantine
27 dic 05
Voto:
Sul fatto che i dischi di Enya si rifanno tutti in un certo senso al "modello Watermark" (con la sola ma eccellente eccezione di "The Celts") sono perfettamente d'accordo e ne ho parlato diffusamente nella recensione di "Shepherd Moons". Il fatto è che lo stampo da cui provengono è di eccellente qualità, anche se è stato usato troppo e alla lunga sta mostrando qualche crepa ("A day without rain" l'ho trovato deludente rispetto ai precedenti, ma si tratta pur sempre di melodie piacevoli, accompagnate da una tecnica invidiabile e da una voce straordinaria... almeno quella non l'avrà persa, suppongo). Poniamo che questo ultimo "Amarantine" continui a ricalcare lo stesso modello: sarà il classico disco "di mestiere", con molta accademia e poca fantasia, ma il genere stesso di musica che propone è talmente valido che difficilmente potrà essere così sgradevole come la recensione suggerisce: nella peggiore delle ipotesi potrà essere un po' piatto, ma questo è da vedere.
Enya Amarantine
Enya Amarantine
27 dic 05
Voto:
Mi sembra di capire che questi amanti del rumore che danno addosso ad Enya non sanno neanche di che cosa parlano: uno la definisce "diafana inglesina" quando lo sanno anche i sassi che è irlandese purosangue, un altro confonde Enya con Hevia, che è un suonatore (maschio) di cornamuse (celtiche anche quelle) galiziano, cioè spagnolo... Prima di sparare a zero sui musicisti perché fa ganzo, documentatevi un po', brava gente !