Voto:
scusate, una piccola appendice riguardo al concept che sta dietro a questo album. In vista di questa recensione sono andato infatti a rileggere i testi, e mi sono veramente stupito della sublime idiozia che li anima. La musica battagliera infatti fa pensare a chissà quali avventure nei boschi, in realtà non succede un emerito cazzo: il protagonista (la storia è raccontata in prima persona, ed è quindi una serie di impressioni sconclusionate) si appropinqua una notte, solo, in una foresta con la vaga idea di sacrificarsi, sedotto dalla luna e cazzi e mazzi...già nella prima canzone si ritrova a ballare con streghe e troll, e devo dire che questo è il massimo di azione. Il resto della storia è lui che si aggira come un idiota per la foresta, sostanzialmente non combinando un cazzo ed anelando una compenetrazione panica con la foresta, che naturalmente assume risvolti sensuali ed erotici, mescolati naturalmente a tutto un repertorio di orpelli malefici...venti del male, la foresta che sussura il mo nome, cieli stellati, aurore boreali...terzo pezzo, e il tipo è ancora a cavalcare i freddi venti del nord, guidato dall'occhio del lupo, corvi che gracchiano, spiriti che danzano, sentendosi passo passo superiore, e scene epiche, tipo lui che si mette in ginocchio, si sottomette alle varie forze della foresta eccetera eccetera...cancelli che si aprono, nuove verità apprese, il tutto in prima persona, cosicchè non si capisce bene se è il protagonista che è un coglione per le foreste oppure sta divenendo davvero un semidio ma noi non possiamo capire... al quinto pezzo apprensiamo che sono passate 13 notti! cazzo, questo è 13 notti che ciondola nella foresta in preda alle più stronze delle visioni, un idiota a giro per le foreste...nel frattempo sembra che abbia trovato la chiave dell'antica fiamma, perà la foresta inizia ad intopirsi, sempre più sensuale e malinconica, lui naturalmente cede al richiamo, strane scopate non si sa bene con chi o con cosa (potrebbe aver ficcato il cazzo in un buco di un albero o per terra, non ci è dato saperlo), ma dev'essere un'esperienza elettrizzante: "il mio sangue nella sua bocca" e dettagli di questo tipo ci descrivono meravigliosi amplessi con la spiritessa della foresta...lui è infognato totale, è uno zerbino della spiritessa ("I belong her")...segue l'onnipotenza post-scopata, ore e ore di esaltazione estrema ("the fullmonn I adore, and it's victory, I raise my hand with their blood in me, as blasphemy rains over me") ed è bello notare come la goduria del momento non basti, ed anche in momenti in cui si dovrebbe essere in pace con il mondo, si finisce per essere ugualmente incazzati e blasfemi...ma è il Male, bimbi miei, non ci si può far niente...ma zitti tutti, la dea della foresta, ricompostasi dopo la scopata, accompagna da qualche parte il protagonista...mi pare di capire verso l'Eternità, a fianco di branchi di lupi, mentre la foresta svanisce e altre bellissime cose succedono...nell'ultimo episodio, a sorpresa, il protagonista decide di tagliarsi le vene, naturalmente a mezzanotte, mentre le fiamme più nere ardono...e nella morte trova eternità ed onnipotenza...esaltato, regala l'anima al diavolo, e diviene re, sposo, non ho capito bene di chi, forse della Morte stessa...insomma, un vero capolavoro! dico sul serio: invece delle solite sgozzate e spadate nel groppone, vendette e contro vendette, i naglfar ci confezionano un concept spirituale, dove a dominare è l'interiorità del protagonista, e dove confluiscono estasi panica d'annunziana, romanticismo, decadentismo, satanismo, folklorismo, masochismo, feticismo, autolesionismo, voglia di Male, culto della Morte, misantropia, nichilismo giovanile e di traverso anche un po' di fascismo (con tutte quelle fiamme nere)...come si dice dalle mie parti: a casa tua c'è tutto, c'è il salame, c'è il prosciutto, il budello di tu' maaaa !!!