antoniodeste

DeRango : 1,38
DeEtà™ : 7683 giorni • Qui dal 27 maggio 2005
Pooh Un po' del nostro tempo migliore
Voto:
Con tutto il rispetto per il recensore e i suoi ricordi, mi permetto di scrivere che un pò del mio tempo migliore l'ho passato e cerco di passarlo con musiche che mi insegnino qualcosa. Da questi, ignorante come sono, non ho mai imparato niente.
Magma Köhntarkösz
Voto:
Gruppo assolutamente singolare sulla scena dei 70 e, secondo me difficilmente "catalogabile" in senso strettamente prog. Piacevolissima e ben scritta la recensione per un album oscuro, penetrante e decisamente ( come del resto l'intera esperienza Magma)originale. Direi che sia "Mekanik" che "Kohntarkosz" offrono una buona visuale del trasversale concetto musicale di Vander. Aggiungerei data la dimensione concerto anche il loro "Live" che ogni tanto vado a riascoltarmi.
DGM Misplaced
DGM Misplaced
14 dic 08
Voto:
.....ma DGM sta per Discipline Global Mobile ? :)) Bella recensione,( bella anche la copertina), non li conoscevo. Bravo Acqua !
Mercury Rev Strange Attractor
Voto:
Bella recensione visionaria e lisergica. Bel disco lisergico, visionario ed immaginifico.
Perigeo Live At Montreux
Voto:
Giusto un paio di precisazioni : questo live non è apparso, come sostiene il recensore, dopo gli album da lui elencati ( a cui invece seguirono "La Valle dei templi" e "Non è poi così lontano"), ma negli anni 90, a gruppo già sciolto da un pezzo. Il Perigeo infatti non ha mai pubblicato album live mentre era in vita. Inoltre non è corretto scrivere che il gruppo fosse "romano" ( ultime righe); Tommaso è toscano, Fasoli Veneziano, D'Andrea trentino, Sidney "oriundo", e Biriaco, l'unico, romano, anche se nativo siciliano, mi par di ricordare. Niente di importante, beninteso, ma per la precisione.....
Jimi Hendrix Truth and Emotion
Voto:
@Wildthing: non per restituirti la "cortesia". ma credo che ci sia molto di vero in quello che hai scritto e quindi appoggio il tuo punto di vista. Riguardo all'ineluttabilità dei sistemi del music business però una cosa si può fare : stare all'occhio e, con un pò d'attenzione, evitare di comprare il superfluo o le cosidette "fetecchie". Riuscendovi, dopo un pò anche le etichette smettono di saturare il mercato con prodotti mediocri o inutili ( vedi i Doors). Ovviamente, in questo caso, mi auguro anch'io che almeno l'audio sia buono. In caso contrario aggiungerei un siluro.....
Mike Oldfield Music of the Spheres
Voto:
Sono sostanzialmente dell'avviso di Paloz. Mi ha incuriosito la lettura della scheda perchè in fondo le magie e le alchimìe dei suoi primi tre album difficilmente si dimenticano e, in fondo, si spera che dopo una restante attività più che discutibile, dato il grande talento del personaggio, Oldfield possa in qualche modo "ravvedersi" e ritrovarle. Non posso sapere se sia così in questo caso ma se le parole del recensore sono affidabili, le probabilità minime potrebbero anche esserci. Di sicuro va dato atto a mattet85 di avere uno spirito ed un attitudine poetica non comuni con una recensione davvero ben scritta e per ciò invitante. Lo stile è una cosa che non si inventa dall'oggi al domani e qui, a parer mio, ne abbiamo un buon esempio....
Spirit Twelve Dreams Of Dr. Sardonicus
Voto:
Bello scambio di opinioni tra Psychopompe e Danverlaine; riflette due modi in realtà piuttosto vicini di ascoltare e concepire determinate cose anche se con accenti e percezioni (giustamente) diverse. Aldilà della totalità delle cose dette, da me ampiamente condivise, dall'una e dall'altra parte ( e non in contraddizione) mi resta solo da sciogliere il dubbio sulla componente jazzistica che, francamente , da ascoltatore di jazz, continuo a non percepire in modo nitido e/o netto. Voglio dire ( e ho già detto ) che non conoscendo l'intera produzione del gruppo può sfuggirmi qualcosa a riguardo, ma se penso al jazz americano storico ( Trane, gillespie, monk,Davis, Parker, Powell, Mingus etc..)non mi pare di cogliere alcun riferimento. Mi sembra che siamo proprio da un altra parte, anzi. Mi sbaglio, ? Grazie per eventuali chiarimenti.
Jimi Hendrix Truth and Emotion
Voto:
Indubbiamente se vi sono documenti che possano credibilmente aggiungere nuovi spunti di riflessione e ascolto sull'opera di Hendrix, sono i benvenuti, e, nonostante non conosca il lavoro in questione voglio dar credito all'impressione che il recensore ha avuto di esso. Nel contempo mi sento di sottolineare ( come lo stesso recensore comunque scrive indirettamente) come sia importante per chi NON conosce Hendrix rifarsi anzitutto alle cose "ufficiali" ( anche se effettivamente poche) pubblicate mentre il chitarrista era ancora in attività. Suppongo sia sempre meglio, in questi casi, seguire un processo possibilmente cronologico dopo il quale, dar corpo a tutto ciò che può "completare il quadro". In tema di Hendrix poi, come è noto e come lo stesso Brusko informa, l'enormità delle pubblicazioni ( spesso di pessima qualità nei 70/80) può confondere impedendo la possibiltà di una corretta valutazione. Non sembra fortunatamente questo, il caso..... .
Perigeo Genealogia
Voto:
Mi spiace essermi perso il "momento" in cui la recensione sbucò fuori e mi sembra che tutto il putiferio scatenato dallo "stile" del recensore sia andato oggettivamente un pò troppo sopra le righe. E' importante rilevare invece come il disco in questione sia stato valutato molto positivamente in questa scheda da chi ha avuto modo di ascoltarlo, di seguire le vicende del gruppo e anche dallo stesso recensore che infatti, nonostante le "divagazioni" lo ha votato col massimo. "Genealogia" , come anche "Abbiamo tutti...." è indubbiamente uno dei capitoli più felici di quella stagione dei primi anni '70 in Italia, dove qualche musicista cercava di accostarsi al nascente movimento jazz-rock di matrice europea. Vi furono anche altri mirabili esempi in questo senso, ma al Perigeo va il merito, per professionalità, originalità e costanza di aver dato uno scossone al panorama della scena musicale italiana che al tempo viveva quasi esclusivamente di scenari rock, pararock o cantautorali. Il loro scioglimento fu però, data la povertà culturale della nostra penisola in materia jazzistica, inevitabile. La stessa sorte ebbero infatti tutti i gruppi o i musicisti che si avventurarono in questo impervio territorio; Ma "Genealogia", a parer mio, rimane una perla .