ajejebrazorf

DeRango : 3,31
DeEtà™ : 7682 giorni • Qui dal 29 maggio 2005
Richard Donner The Goonies
Voto:
da bambino è stato il mio film preferito assieme a indiana jones, ritorno al futuro e la storia infinita. Forse in assoluto il film che vedevo più volentieri, e questo nonostante il protagonista mi sia sempre stato sul culo in una maniera inenarrabile :) A vederlo da grandicelli saltano fuori anche i limiti: è un film per ragazzi ma rimane divertente, è ben fatto e ha ritmo. Insomma dargli uno è comunque una gran cazzata. Due... e mezzo, và
Nanni Moretti Bianca (1984)
Voto:
carino, ma Moretti davvero non mi entusiasma. Ecce bombo mi piace sicuramente di più.
Stanley Kubrick Orizzonti Di Gloria (Paths Of Glory)
Voto:
grandissimo, e grandissimo Kirk Douglas. Francescobus, scaricatelo perchè merita.
Lars Von Trier Le Onde Del Destino
Voto:
mettiamola così: quella componente sentimentale manca completamente, in compenso è assolutamente visionario. Sicuramente di quelli che ho visto di Von Trier (le onde, idioti, dancer, dogville) nettamente quello che mi è piaciuto di più (ed è un parere parecchio condiviso). Ma a me non dispiace neanche il resto, c'è da dire quello. Comunque molto diverso da tutti gli altri.
Lars Von Trier Le Onde Del Destino
Voto:
Poletti, posto che Umberto D è uno dei miei film preferiti di sempre e tutt'altro che un pezzo di storia (pochi film saranno attuali per sempre, uno è Umberto D), ma tu l'hai visto quel filmone che è The Kingdom di Von Trier?
Battles Mirrored
Voto:
@psycho: e postala like a commento, dai! Io non l'ho ancora sentito, ma non nascondo di avere qualche perplessità. Ok, Ian Williams è uno dei chitarristi più rivoluzionari di sempre, presi delle belle botte quando scoprii Don Caballero e Strom&stress; però Atlas, l'unica che ho sentito, con quell'andamento da filastrocca vezzosa mi perplime un po'. Pregiudizio il mio eh. Certo tutti ne stanno parlando benissimo, voi compresi, mi sa che dovrò sentirmelo.
Michelangelo Antonioni Blow Up
Voto:
si, trovo acuta la tua riflessione sul fatto che uno che crede nell'inutilità della comunicazione poi vada a comunicare. Però per quel che ricordo (dopotutto mi sto impelagando in una discussione che ho visto da tanto tempo e il rischio di parlare a sproposito è alto) non era solo quello. Prendi ad esempio la critica sarcastica al rock, la scena del concerto degli Yardbirds: la musica dei grandi ideali che voleva fare chissà quale rivoluzione ridotta al culto del feticcio per un pezzo di legno, una realtà che rimane confinata a una sala da concerto. A parte questo, ti prego non scrivere mai più "giUoco" seriamente
Pink Floyd Wish You Were Here
Voto:
>>>>@ajeje (evidentemente di pessimo umore): non davo del cretino (integrale, non totale...non è la stessa cosa) a te, ma a chi dice certe cose, e non come le dici tu. Comunque, il giochino è sempre quello: valutare "wish" o "dark side" è opera che non andrebbe fatta "ex post", ma provando a calarsi nell'epoca, magari tentando l'oggettivizzazione, e di non esser plasmati da tutto ciò che è venuto dopo, e che da "wish" e "dark side" ha preso a piene mani, anche quando non sembra.<<<< no, ti assicuro che non ero di pessimo umore, semplicemente mi sono riconosciuto nella descrizione che facevi, rientrando nel ritratto del cretino :) Sulla contestualizzazione: ti dirò, io sono appassionato di musica, non dell'importanza della storia della musica, che comunque mi interessa. Però se un disco (a prescindere da wish you e dark side nello specifico, dico in generale) non regge il tempo per qualsiasi ragione, cioè per un motivo o per l'altro ci sono dischi che fanno la stessa cosa in qualche modo meglio, non vedo seriamente perchè dovrei preferire il modello iniziale per il semplice motivo che è più importante storicamente. Onore al merito all'artista, ma poi se l'ascolto non è altrettanto appagante rispetto ad altre cose credo sia giusto dirlo. Io un disco lo valuto rispetto al mio presente e rispetto ai miei ascolti, e non potrei fare diversamente, e in fondo credo sia anche più interessante.
Mary Margaret O'Hara Miss America
Voto:
Uno dei più grandi dischi cantautorali al femminile di sempre, e lei è una delle più grandi cantanti di sempre. Forse l'ho già detto da qualche parte, ma i suoi tempi nel canto sono davvero l'equivalente di quelli di una chitarra math rock. Body's in trouble è un capolavoro assoluto di come si possa giocare sul tempo e sul fraseggio per creare ritmo e tensione. (per gli interessati c'è pure il video su Youtube). La cosa bella della Oh'Hara è che riesce a sposare lo sperimentalismo di cantanti come la Galas alla visceralità del soul, del gospel e del jazz e alla passione della canzone d'autore, senza risultare mai fredda o poco comunicativa (anzi, proprio l'esatto contrario. Lei in Canada (la terra dei cantautori e delle cantautrici, soprattutto) è considerata un'autentica leggenda, nel resto del mondo è quasi sconosciuta. se vi sta venendo in mente Joni Mitchell, questo è tranquillamente all'altezza delle sue cose migliori. Anzi, per dire: Blue per quanto sia un bel disco dopo un po' si affloscia, schiacciato da quel classicismo manierato e composto, forse troppo quadrato, sperando si capisca che voglio dire. Miss america invece dopo anni continuo ogni tanto a metterlo su con gusto. Ah, se piace Miss America è da recuperare anche quel pochissimo in più (purtroppo veramente una miseria come quantità) che ha regalato al mondo, la colonna sonora di Apartment, un filmettino senza alcuna pretesa e qualche altra canzone sparsa.