donjunio

DeRango : 7,00
DeEtà™ : 7456 giorni • Qui dal 11 gennaio 2006
My Bloody Valentine Loveless
Voto:
è fatta molto bene, bravo
Love Four Sail
Love Four Sail
17 gen 07
Voto:
Beh caro Dave non siamo molto distanti. Io ho parlato di musica solare, ma in senso accecante e dilaniante:l'effetto si sposa alla perfezione coi testi e con l'immaginario evocato da Lee: il quale, preso dagli acidi, era per inciso convinto che sarebbe morto dopo la pubblicazione di "Forever changes". Anche L'eroina nell'entourage del gruppo girava a fiumi. A parte il batterista, poco prima della registrazione di "FC" morì pure il roadie Neil Rappaport, e la leggenda afferma che fu proprio Lee a procurargli la dose fatale. Poi dimmi se un verso come "Oh, the snot has caked against my pants/it has turned into crystal " non è una chiara allusione all'eroina! Sul discorso con gli Stooges la pensiamo allo stesso modo: entrambi propinavano una perversione da strada, ma iggy pop era molto più diretto nei testi, al limite dello sguaiato. Lee propinava una visione lasciva senza dover per forza dire "i wanna be your dog"! Proprio questa apparente dicotomia nella musica di Arthur Lee la rende unica a mio avviso, e anche la risposta al tuo quesito "hippie/non hippie" rimarrà sempre avvolta nel mistero, avvolta tra le pieghe di quel meraviglioso album che è "Forever changes". A proposito: lush vuol dire ridondante, rigoglioso, quindi una sorta di "pop barocco". Ma proprio lì' sta la forza dell'album, in accostamenti stilistici impossibili mantenendo e rispettando la sintassi del pop. Su "Daily Planet" io tuttavia gli accenni lisergici li vedo più di stampo westcoastiano più barrettiano, sarà che venne arrangiata da Neil Young, che era in ottimi rapporti con Arthur...in fine, il link, che mi hai dato è il classico monologo di un critico che cerca di smontare un mito: come Dave Marsh con Neil Young, o Scaruffi coi Beatles. Sono cose fisiologiche e necessarie nella critica, da sempre!
ciaooo
Love Four Sail
Love Four Sail
16 gen 07
Voto:
pretazzo si chiama marco, se non sbaglio
Love Four Sail
Love Four Sail
16 gen 07
Voto:
Caro Marco, prendiamo come esempio "Forever changes", che certamente conoscerai molto bene: hai certamente ragione quando ne descrivi la musica come "armoniosa, solare, estatica". Questa è la miscela californiana dell'epoca, e sopratutto prima del '69 quasi tutti i gruppi del posto si inserivano in quel solco. A mio avviso però, per i Love era diverso, o perlomeno non c'era solo quello che descrivi. Io trovo che queste iridiscenze, quest'aria calda che a momenti sembra dilaniare, queste ossessioni barocche e flamenco siano tutto fuorchè "soffici". Questo si avverte sia nei momenti di maggiore impatto orchestrale, come "the red telephone" o "You set the scene", sia quando sono più evidenti le derive rock- jazz, come la furia trattenuta di "House is not motel" o "Live and let live". Inoltre, tu dici che questa musica è "volta ad esprimere i sentimenti più tipici della loro epoca ("love" = amore, per l'appunto)...". Non sono assolutamente d'accordo! Premesso che ho parlato di "Velvet underground westcoastiani", quindi è evidente che la musica dei Love è intrinsecamente più radiosa. Una solarità, come ho già detto, a mio avviso allucinogena e acceccante e che sopratutto ( questa è per me l'unicità di Arthur Lee) si esprime rispettando la grammatica e i confini del pop ( cosa che ha sempre fatto storcere il naso ai vari Scaruffi). Questo per quanto concerne le sensazioni della musica: la storia e i testi di Arthur Lee poi credo confermino le mie teorie. Anzitutto Lee era nero, cresciuto in un ghetto, ed era pure eroinomane ( "Signed DC" è sintomatica, procuratela) e imbottito di Lsd. Parole come "pace e amore" le avrà sentite in chiesa da bambino e mai più. Nei testi di "Forever changes" oscurità e decadenza a mio avviso si trovano spesso, e conferiscono un carattere particolarissimo al tutto. Prendiamo un brano a caso: "Live and let live". I versi con cui si apre sono sintomatici. "Oh, the snot has caked against my pants/it has turned into crystal /there's a bluebird sitting on a branch/I guess I'll take my pistol" Il primo verso è una chiara allusione al risveglio di un junkie. Il resto del pezzo è un delirio paranoico, con allusioni ai conflitti sociali e alla guerra in vietnam, il tutto enfatizzato dalla musica che trova sfogo in un selvaggio accenno di jam. Un altro esempio, "A House Is Not a Motel": quando Lee canta versi vaneggiatori come "And the water's turned to blood/And if you don't think so, go turn on your tub" oppure "'the news today will be the movies of tomorrow'. Insomma, non mi sembra che tra questi solchi ci siano quelle "buone vibrazioni" di cui vaticinava il pur immenso Brian Wilson! Siamo più dalle parti di Charles Manson... Ancora meglio è analizzare "The red telephone" in cui immense congerie di movimenti e intuizioni barocche sono solcate da versi come " sitting on the hillside / watching all the people die/I feel much better on the other side" per poi sfociare in "They're locking him up today/They're throwing away the key/I wonder who it will be tomorrow/You or me?", cono sinistri echi orwelliani. La stessa Los Angeles fotografata da un pezzo come "Maybe The People Would Be The Times Or Between Clark And Hilldale", caotica e spettrale, non sembra proprio uno scenario da Summer of Love. Non che fosse il solo: se ci pensi anche il David crosby di "Everybody's been burned" o il Neil Young di "The last trip to tulsa" avevano mostrato visionarietà e paranoie coeve, pur in un caldo contesto westcoastiano. Arthur lee era in definitiva l'uomo degli accostamenti impossibili: un'arte solare e decadente allo stesso tempo, colta e autoreferenziale ( i loro fan sono sempre stati gruppi cult: dagli Yo La Tengo ai Jesus And Mary Chain che nel video di "head on" mostrano i fratelli reid con la tshit LOVE): I doors e gli stooges che tu citi in tal senso hanno fatto molti più proseliti perché rappresentavano la decadenza in maniera più semplice, chi con poesia da liceale, chi con la perversione della strada. Ecco perché
Love Four Sail
Love Four Sail
16 gen 07
Voto:
In che senso hai dubbi, pretazzo? Il paragone che ho fatto si basa su alcune considerazioni: i Love furono, a parte il primo album, altrettanto poco noti al grande pubblico eppure influenti sui musicisti contemporanei e successivi: proprio come i VU(inutile ricordare la celebre frase di Briani Eno). I Love in tal senso estero la loro influenza anche oltre il reame californiano: stando a quanto dichiarò Robert Plant, furono ad esempio una delle principali influenze dei Led Zeppelin, per il modo unico di amalgamare differenti stili e di giostrare la tensione all'interno di uno stesso pezzo, pur rispettando la grammatica pop. Inoltre, entrambi i gruppi furono tra i primi a esplorare il "lato oscuro" dei Sixties e a stendere un velo di decadenza nela loro musica. Dei VU in proposito si sa tutto, ma non meno efficaci erano a mio avviso Arthur Lee e soci: si pensi a "Signed DC" nel loro album, uno de primi pezzi in assoluto in cui comparve l'eroina come soggetto Questi sono dati oggettivi: qualitativamente poi ,almeno per me, i Love non hanno da invidiare niente ai VU.
Stephen Stills Right By You
Voto:
Bella recensione, anche se mi lasciano un po' perplesso alcune frasi. Che male ci sarebbe a essere un "folkettaro californiano", scusa? Poi "Only love can break your heart" di Young è tutto fuorché una lagna, anzi è una delle sue canzoni più solari. Su Stills poco da dire: chitarrista eccellente e poliedrico, carismatico leader dei Buffalo springfield ( firmò perle come "rock and roll woman" e "bluebird", anche se a livello di songwriting non si è più ripetuto a quei livelli, a parte qualcosa nei primi album di CSNY). In effetti Stills e Neil sono i classici amici-rivali del rock: il massimo in tal senso per me lo raggiungono nella versione di "southern man" su 4 way street, quando si rincorrono a suon di assoli. Cmq "for what it's worth" è del 1966, e la versione della pubblicità fa schifo. Tra l'altro qualche anno fa "In Our House" di CSNY venne usata in una pubblicità della fiat: Young, da sempre contrario a usare sue canzoni in queste operazioni e autentica mosca bianca in tal senso (Dylan e Lou Reed non si mettono certo problemi..)pretese che venisse depennata la sua voce dai cori....incorreggibile e scorbutico Neil. Ciao!
Love Four Sail
Love Four Sail
15 gen 07
Voto:
E' risaputo che , fortunatamente, Arthur Lee è stato tolto dall' oblio in cui si trovava fino a una decina di anni fa.Io intendevo capolavoro dimenticato, o quantomeno eclissato dai suoi predecessori, nella considerazione della critica ufficiale. Anche da poco in una retrospettiva che ho letto su Rumore, non si menzionava "four sail" se non in 2 righe. Per i motivi che ho elencato nella recensione, si tratta invece a mio avviso di un'opera notevole.
Love Four Sail
Love Four Sail
15 gen 07
Voto:
grazie per i commenti: per enrybaxx, sicuramente non è un album essenziale o celebrato quanto i due precedenti, ma per me è altrettanto memorabile. I musicisti che affiancano Lee sono strepitosi, e il songwriting di Lee ne viene rafforzato. Un gioiello dimenticato.
Karate Some Boots
Voto:
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