donjunio

DeRango : 7,00
DeEtà™ : 7455 giorni • Qui dal 11 gennaio 2006
Meshell Ndegeocello Bitter
Voto:
Bravo Odradek a ricordare i Thin White Rope, i quali oltre ad avere un repertorio tra i migliori degli anni 80 spesso applicavano la propria lente distorta su tante pagine del passato, con una serie di cover fenomanali(da Dylan ai Can).
Robert Johnson King of the Delta Blues Singers, Volume 2
Voto:
Inzia oggi l'era di C'è, il despota di DeBaser.
Soundgarden Down on the Upside
Voto:
Indubbiamente "Down on the upside" fu massacrato quando uscì, con toni livorosi che andavano aldilà del suo contenuto. Il grunge aveva un po'iniziato a stufare dopo anni di esposizione mediatica, e il passo falso di un simbolo di quell'epoca fu ovviamente impallinato senza pietà. Sicuramente è interessante vedere se a bocce ferme, come dici tu, il giudizio possa cambiare. Per conto mio è riamsto ahimé il medesimo.
Soundgarden Down on the Upside
Voto:
Ma io facevo un discorso più che altro musicale, non tanto di attitudine ( benché da grunge della primora mi irritasse un po' nel 96 vederli tramutati in algidi portabandiera della diarchia MTV/Lollapolaooza).Ma non è questo il punto.I Soundgarden non sono certo mai stati degli autentici innovatori a parte le primissime cose ( e su questo concordiamo). Ma fino a "Superunknown" hanno saputo mescolare magistralmente tutte le loro influenze, riuscendo a creare qualcosa di originale, fresco ed eccitante, in album che ancora adesso spaccano. Li vidi suonare alla grande nel 95 assieme ai Kyuss e pensai che avevano ancora tanto da dire. Poi, la grande delusione appena acquistato "Down on the upside". Che anche stando a ciò che si evince dal tuo resoconto, anche se diplomaticamente non gli hai dato un voto, non sembra certo memorabile. Per carità, un disco del genere, che a essere gentili si può definire interlocutorio, non inficia minimamente cotanta carriera e anzi è sempre interessante sviscerarne i contenuti. Massimo rispetto anche per chi come il buon Blackdog ne rivendica i pregi con le movenze del Perrotta in rovesciata (in fuorigioco di un metro, per altro), però non mi sembra ci siano i presupposti per una rivalutazione per questo Giardino del Suono.
Soundgarden Down on the Upside
Voto:
"Blow up the outside world" non è certo un capolavoro e ha oltretutto una durata sfibrante. Ma la sua progressione melodica mi sembra francamente l'unica cosa che rimane impressa dell'album. Non certo la marmorea staticità di "Rhinosaur" ( nome omen sulla mutazione in dinosauri), "Never the machine forever" o "Never named", la rarefatta seriosità senza guizzi di "Zero chance", "Applebite" o "Switch opens", mentre "Pretty noose" e "Burden in my hand" sono inesorabili scorciatoie per il pubblico di MTV. Il che può non essere un difetto, come dimostrato dal precedente "Superunknown", purché lo slancio anthemico emerga all'interno di uan dialettica stilistica di ben altro spessore.
<<"Secondo me questo continua il discorso iniziato con supeunknown, con brani decisamente meno diretti rispetto agli esordi, (a proposito, i miei preferiti sono ultramega ok e appunto supeunknown) ma con molta più cura in sede di produzione e arrangiamento e un po' di ricerca in più". >> Io direi piuttosto che "Down on the upside" è la brutta copia di "Superunknown". Che sia prodotto e arrangiato con cura è semplicemente dovuto al fatto che si tratta di una produzione major coi fiocchi, perfetto esempio di cosa il grunge fosse diventato nel 1996: un popettone hard-rock radiofonico da quarantenni privo di pathos. E non credo si possa essere indulgenti verso chi, come Cornell e soci, aveva dimostrato di poter portare alle estreme conseguenze il proprio discorso artistico. La ricerca stilistica poi credo sia del tutto assente, giusto qualche velleità di Ben qua e là ,ma che sparisce rispetto ai pezzi del bassista dei dischi precedenti. Ritengo sia infine sintomatico che il gruppo si sia sciolto proprio dopo aver pubblicato un album così palesemente sotto i propri standard: sono stati loro stessi ad aver compreso che della loro musica era rimasto soltanto l'involucro, e lo scioglimento è stato il giusto atto di coerenza verso i propri fan. Se poi a te piace, tanto di guadagnato per te: per conto mio, le cose di Kim e soci che rimetto sul piatto sono ben altre. Ciao!
Jimi Hendrix Blues
Voto:
Alludevo proprio all'assolo infatti, un dettaglio non da poco. Comunque, ben lungi da me il voler entrare nelle polemiche "Tizio ha fatto x prima di Caio", " Sempronio ha copiato da piero" o "Hendrix ce l'aveva più lungo di Page", è evidente che all'epoca tutti prendevano spunti l'uno dall'altro ( Lee stesso fu accusato di plagio dagli Stones per "Revelations", senza capire che si trattava una dilatazione coltraniana del tema di "Smokestack lightning" e non un plagio della loro "goin' home", tanto per dirne una). Mi sembrava soltanto cosa buona e giusta ricordare un nome assente in questa pagina, ossia quell'Arthur Lee che fu il primo ad aver portato Hendrix in uno studio di registrazione ( "My Diary", nel 1963). E la stima e il rispetto tra Lee e Jimi erano comunque reciproci, dato che dopo "Forever changes" Arthur licenziò il resto della sua band e assoldò un chitarrista come Jay Donnellan, hendrixiano fino al midollo, per confrontarsi coi mirabolanti progressi del suo discepolo e rileggerli attraverso la propria sensibilità (i frutti sono visibili su "Four sail").
Jimi Hendrix Blues
Voto:
Va però detto che la versione di "Hey Joe" di Jimi era debitrice di quella apparsa sul primo dei Love, essendo stato Lee il primo ad accelerarne il passo....ma è risaputo che il buon Arthur aveva insegnato qualcosa al pur immenso Jimi...
Soundgarden Down on the Upside
Voto:
L'unico pezzo che si salva è per me "blow the outside world", il resto sempra una versione AOR dei Bad Company......
Soundgarden Down on the Upside
Voto:
vabbè, il voto è partito lo stesso..si vede che era destino :)!
Soundgarden Down on the Upside
Voto:
Classico esempio da tramandare ai posteri sul cosa significhi vedere la vena artistica di una band completamente dissanguata. Non lo voto perché a suo tempo fu una tremenda delusione, per fortuna si sciolsero subito dopo.
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