Viva Lì

DeRango : 0,32
DeEtà™ : 7375 giorni • Qui dal 1 aprile 2006
Lucio Battisti Hegel
Voto:
Chissà dove sarebbero potuti planare, se Lucio non fosse morto, Battisti e Pasquale Panella. "Hegel" è il disco più anomalo dell'ultima produzione battistiana: testi come al solito eccessivamente ermetici, ma le musiche appaiono più spensierate e orecchiabili. Un capolavoro sfiorato o un flop ridimensionato? Marco Poletti Dixit.
Lucio Battisti E Già
Voto:
Perfettamente d'accordo con Eneathedevil. Sottoscrivo parola per parola. Marco Poletti Dixit.
Lucio Battisti Amore e non amore
Voto:
Forse il disco meno conosciuto del periodo Mogol-Battisti, ma anche il peggiore. A parte la censuratissima "Dio mio no", nulla è passato alla storia: i brani sono scialbetti e infarciti di doppi sensi maliziosi e scioccherelli, e le lunghe composizioni strumentali della PFM (tecnicamente perfette) alla lunga risultano noiose e inconcludenti. Marco Poletti Dixit.
Frank Sinatra My Way - The Best Of Frank Sinatra
Voto:
Su Frank e sulle sue canzoni niente da dire, ma questa antologia grida vendetta. Brani inseriti a casaccio e molte assenze ingiustificabili. Comunque, Frank è sempre Frank. Marco Poletti Dixit.
Franco Battiato Sulle corde di Aries
Voto:
Grande dispiego di musica e sonorità profonde e barocche. Il risultato è freddino, eppure indubbiamente interessante. Marco Poletti Dixit.
Franco Battiato Pollution
Voto:
Molta avanguardia, poca sostanza. Eppure, nonostante difetti evidenti e perdonabili, è l'unico nel panorama musicale italiana che sappia (e abbia il coraggio) di fondere Strauss con il pop e l'elettronica con il classicismo più sfrenatamente barocco. Ci sarebbe da riflettere... Marco Poletti Dixit.
Franco Battiato Patriots
Voto:
La copertina è rimasta famosissima (e ci mancherebbe). L'album è assai interessante, "Prospettiva Nevkij" vale il prezzo del biglietto, ma anche "Venezia-Istanbul" è da pelle d'oca. E' un Battiato iroso, eccessivo, magniloquente: una sorta di anticamera lussuosa che darà, come proprio godereccio frutto, l'entusiasmante "La voce del padrone". Da comperare immediatamente. O, a scelta, da riascoltare. Marco Poletti Dixit.
Franco Battiato Orizzonti Perduti
Voto:
Molto meglio del precedente "L'arca di Noè", eppure, nonostante qualche bella canzone, Battiato entuasiasma pochino, e quando prova a volare alto, spesso finisce impallinato. Forse però, è più impegnato a produrre artiste come Alice, Giuni Russo e a scrivere canzoni per Milva. Quando vuole però, ci sa fare eccome (vedi "La stagione dell'amore"). Marco Poletti Dixit.
Franco Battiato M.elle le "Gladiator"
Voto:
Bruttarello, senza sostanza e senza poesia. Una sperimentazione noiosa e goliardica, una sorta di estenuante esercizio masturbatorio. Ogni tanto però, pare entusiasmare. Marco Poletti Dixit.
Franco Battiato L'imboscata
Voto:
Album non malvagio, anzi, particolarmente interessante. Molto bella "Strani giorni", ma è "La cura" il vero gioiello di questo album ideato da Battiato come una sorta di spartiacque tra "Caffè de la Paix" (1993) e il successivo "Gommalacca" (1997). Nonostante tutto, non è un capolavoro. Peccato... Marco Poletti Dixit.