Pandoras "You Don't Satisfy"

Dopo la pubblicazione di It’s About Time, il nome scelto da Paula Pierce rivela tutti i suoi cattivi presagi. L’apertura del vaso fa si che per un certo periodo girino per i locali di Los Angeles ben due formazioni con il medesimo nome, che i fans ribattezzeranno, per comodità, Pauladoras e Gwynnedoras. Da una parte dunque le trasfu(i)ghe Casey, Gwynne e Bambi e dall’altra Paula con le sue nuove amiche Julie Patchouli, Karen Blankfield e Melanie Vammen. Se però quest’ultima riesce, rubacchiando riff e melodie dalla collezione di dischi sua e dei suoi ragazzi, a tirare fuori qualche buona canzone le altre, da pessime sarte, non riescono neppure in questa piccola operazione di taglia e cuci.

Quello che resta di loro è un banale brano punk-rock pubblicato su una raccolta della Enigma la quale, rottasi i coglioni di accompagnare le ragazze in tribunale per inutili controversie sui diritti legati al nome, scioglie il contratto e lascia nel cassetto l’altro materiale registrato per un disco di debutto che non vedrà mai la luce.

Paula, dal canto suo, riesce invece a strappare un contratto nientemeno che con la Rhino Records, etichetta dedita a ristampe di materiale d’epoca e scarsamente interessata a lavorare con le band contemporanee.

L’eccezione viene sancita nel 1986 dalla pubblicazione di Stop Pretending, con le dieci dita di Kim Shattuck al posto di quelle della Patchouli (finirà negli Out of the Fire ma continuerà a tenere viva la memoria attorno alle Pandoras curando il sito ufficiale della band, NdLYS).

Se la copertina del primo album, ispirata a quella del disco di debutto degli Shadows of Knight, rimarcava in maniera inequivocabile il legame col sixties-punk, lo scatto ammiccante e supercolorato del nuovo disco sembra voler invece cavalcare il fenomeno delle all-female band dell’area losangelina. Bangles e Go-Go‘s in testa. Stop Pretending però, pur levigando il suono abrasivo degli esordi e prestandosi di tanto in tanto al facile gioco del party-album (Anyone But You, che veleggia spensierata sospinta dal giro di 96 Tears, il jangle-pop accattivante della title-track, entrambe già collaudate con gli Action Now), continua ad immergere le mani nelle Nuggets in cerca di un’ispirazione che trova negli Standells, negli Strangeloves, nei Them, nei Dave Clark Five, nei Raiders di Paul Revere, nei Merry-Go-Round, nei Mysterians, nel Sir Douglas Quintet, i propri modelli di riferimento.

Ben presto Paula abiurerà dal suo credo per abbracciare la fede nell’hard rock sguaiato alla Runaways e palesare al mondo la sua ninfomania, spegnendo il fascino delle Pandoras prima di essere spenta ella stessa da un’emorragia cerebrale, senza avere il tempo per godersi il successo che sognava di raggiungere.
 
Swans - Paradise Is Mine (Lyric Video) la zuppa è cotta anzi riscaldata
 
@[rossana roma] Grazie per il rinnovato supporto!
 
Signed D.C.
L’ho rimesso in chiavetta… diamo un omaggio al maestro Pinhead alias @[danip], a Tito, a Leighton… a Leighton raga…
Il più bell’album di Cover??!! Per me nessun dubbio…
 
Sussurri e grida (Ingmar Bergman) - Dialogo allo specchio

"Sussurri e grida"
di Ingmar Bergman (1972)

#35mm
 
M - Il Mostro Di Dusseldorf (1931) - monologo

"M il mostro di Dusseldorf"
di Fritz Lang (1931)

#35mm
 
Keith Jarrett - The Köln Concert - Part I (1/4)

Keith Jarrett (10 di 10)
"Part 1" from: The Koln Concert
1975 (ECM)

#jazzlegends
 
Musiche altre di mondi altri (sottotitolo: 'scolta un cretino)
Itoh Masyitoh and Group Rineka Swara - Cipanon Ngembeng
"...e allora statevene fra di voi ad ascoltare gruppi peruviani con la cornamusa che se li ascoltano in 4 gatti e che non se li comprano neanche i loro parenti!" (cit.)
ECCOMI! PRESENTE! Io spocchioso saputello, frequentatore delle nicchie più maleodoranti e nascoste, che "io non farò mai parte di una maggioranza" come diceva quello in quel film...vi propongo di ascoltare alcune delle robe più impensabili che mi siano capitate tra le mani e le orecchie negli anni. Voi, date retta a un cretino, perdeteceli 5 minuti che ad ascoltare (leggere, guardare, mangiare, annusare...) sempre le stesse cose che già sai come sono, che non rischi, succede semplicemente che ti si atrofizza il cervello.
5) Itoh Masyitoh and Group Rineka Swara
Qui siamo davvero altrove! Il giro lunghissimo ed assurdo che portò questa cassettina tra le mie mani, sarebbe troppo lungo da raccontare; così come - altrettanto - complicato fu il modo in cui, quella cassettina, la persi (anche,se, alla fin fine ed in un modo o nell'altro, gira sempre tutto intorno alla stessa cosa...).
Ma quello che è davvero assurdo è che di questa roba ho trovato traccia sul web ed in giro, ben più di quanto avrei mai potuto sospettare! Ma, fidatevi, superato il primo momento di comprensibile straniamento, questa musica ha una capacità di entrarti sottopelle assolutamente insospettabile: evocativa, narcolettica, sottilmente alienante, profondamente misteriosa è la cosa più vicina al concetto di "trance" in musica a cui io riesca a pensare. Sono convinto che, se qualche producer dal naso fino, riversasse questa roba su supporto digitale con qualche "ritocchino" leggero e intelligente, messo al posto giusto, questa roba potrebbe fare il colpaccio...
 
L'attore Ivano Marescotti a Tagadà: "Vi racconto la mia storia"

Io non lo conoscevo ma vado a pelle e Marescotti mi ha sempre fatto una grande impressione umana… e poi era anzi è un grande antifascista … mi sembra avesse appena rinnovato i suoi valori…
 
MARESCOTTI MONOLOGO SULLA ROMAGNA

Ci capirete forse poco, ma è doveroso un saluto.....addio Ivano rip
 
Plastic Age - My Wild-e
Nooo vabbeeeh ho ritrovato un pezzo vecchissimo della mia band ahahah io voce e chitarra, per la cronaca ahahah volooo
 
Texarkana R.E.M. #pezziminori ... di gioiellini nascosti ne è piena la discografia REM e scelgo questa perchè contenuta in Out Of Time, disco che sbancò soprattutto grazie alla presenza di Losing My Religion. Non che sia album immeritevole (ci mancherebbe) ma che, a mio parere, era leggermente al di sotto di tutto quanto fatto prima.