Tin Hat The Sad Machinery Of Spring
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Difficle che possa rinfrescare le serate trellheim però può ben contribuire a rafforzare l'oscurità dei tuoi ascolti, se poi non riesci a trovarlo fammi sapere e un modo per fartelo ascoltare lo si escogita :) Quanto alla domanda sui Penguin Cafè Orchestra, poetarainer, non so dirti se incidano ancora, ma è difficile visto che l'anima dell'ensemble è scomparsa qualche anno fa per una grave malattia, Simon Jeffes infatti è morto nel ...aspetta che controllo su google l'anno... eccomi allora dicevo ... nel 1997. Grazie e buon weekend :)
Tin Hat The Sad Machinery Of Spring
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Dom't worry ZannaB, lo spazio dei commenti è libero ed è vostro, può dunque capitare l'off topic, consigliavo solo di scrivere alla mail che dicevo perché così è certo che ogni richiesta potrà essere almeno ascoltata, ciao :)
Tin Hat The Sad Machinery Of Spring
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Un grazie anche a tutti gli altri per la lettura e i feedback interessanti lasciati. Ribadisco che mi rammarica non averti convinto punisher, ma mi consola aver incuriosito altri debasers, evidentemente non si può accontentare tutti. Per quel che concerne la storia pregressa di questo gruppo mi sono già messo alla ricerca dei dischi precedenti a nome "Tin Hat Trio" e penso che non mi deluderanno affatto, questi sono musicisti nelle mie corde senza alcun dubbio, spero (parlo a chi non li conosce) che possano essere anche nelle vostre. Ascoltate e semmai ditemi. Tornando a questo disco vi consiglio anche di prendere il libro di Schulz citato nella recensione perché è davvero sorprendente e molto bello. Anzi provate ad accostare la lettura all'ascolto per gustare l'assonanza tra le atmosfere dei diversi linguaggi che si sposano perfettamente. E' davvero una bella sensazione cogliere il paradosso della musica che richiama le parole. Un'ultima cosa, il disco è interamente strumentale con una sola eccezione: "Daisy Bell" cantata da Carla Kihlstedt, che ha una voce splendida, solo questa canzone vale il disco, ma forse in questo caso per me è abbastanza ovvio ;) Per quanto riguarda le richieste relative all'organizzazione della home è possibile rivolgerle allo staff scrivendo con fiducia a editors@debaser.it . Haloa :)
Tin Hat The Sad Machinery Of Spring
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Ho poco tempo adesso per soffermarmi sui commenti, un grazie collettivo e un cenno veloce. Mi rammarica averti dato questa impressione punisher, ma mi conforta constatere che non è condivisa e che deathinaugust, dante e zappa abbiano colto il senso dell'artificio unitamente all'inopportunità di lasciare un foglio bianco che tra l'altro non avrebbe concesso il piacere di conoscere le splendide parole di schulz, necessarie anche per giocare con un paradosso che in fondo è l'anima stessa di questo sito. Ascoltate questo disco, per me già uno dei 10 del 2007. Ciao :))
Robert Wyatt Shleep
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@squalo - al consiglio (ottimo!!) di kataklisma mi permetto di aggiungere "Dinner Music". Ho visto Carla Bley in concerto l'estate scorsa proprio su un progetto dedicato a "Dinner music" per me molto bello. Poi l'ho vista anche in un pomeriggio rovente suonare all'ombra di un uliveto insieme a Steve Swallow e Andy Sheppard, un concerto magnifico, un'atmosfera magica... mi avete fatto venir voglia di ri-ascoltarla :)
M. Night Shyamalan Il Sesto Senso
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Debaser è un'agorà, Maria Elena, una piazza dove ci sono mille personalità differenti. E' vero che con alcune dialogare non è facile, ma con molte invece è possibile. Vorrei insinuarti un dubbio: forse sono più di quelle che credi ora. Così prova anche tu a sviluppare un approccio nuovo, diverso e magari vedrai diversamente quelle persone che ora giudichi male. Non è detto ma tentar non nuoce. Ciao
Robert Wyatt Shleep
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"Shleep è un disco speciale, affascinante, maturo, a mio parere il suo migliore insieme a Rock Bottom, pur avendo un'importanza storica indubbiamente minore." Sono completamente d'accordo con te!
Tommy Emmanuel Endless Road
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Lui bravissimo, ma non mi appassiona, questo però non l'ho sentito.
M. Night Shyamalan Il Sesto Senso
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Sì hai ragione Lost, non volevo riferirmi a nessuno in particolare, diciamo che volevo solo buttare un po' di acqua sul fuoco e invitare a una riflessione serena, perché a tratti la discussione mi è sembrata generalmente troppo accesa, ciao :)
M. Night Shyamalan Il Sesto Senso
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Beh Poletti per me The Village non è un gran film, non solo e non tanto per la "trama", quanto per la prevedibilità e debolezza della struttura narrativa, grazie anche al modo in cui è girato, alla fragilità della recitazione, all'abuso di cliché ecc ecc. Opinioni... L'ho visto una volta sola al cinema e rimpiango i soldi del biglietto, che ci vuoi fare. Poi comprendo che possa piacere e che qualcuno come te possa ritenerlo un buon film, ma tutto sommato converrai (spero) che possa esserci spazio anche per opinioni diverse. Il sesto senso, invece, mi era piaciuto, ma senza entusiasmi eccessivi, carino e nulla più insomma.
Per quel che concerne il resto della discussione (La Mariaeleneide) vorrei dire che, per i toni assunti, mi sembra a tratti un po' esagerata. Vorrei provare a parlarne in modo diverso. Sbaglierò, ma secondo me quando si scrive qualcosa in questo spazio lo si fa perché qualcuno lo legga. Altrimenti tanto varrebbe lasciare ciò che si scrive nel proprio hard disk, al riparo da occhi indiscreti. Dunque si scrive per comunicare e condividere idee, impressioni, sensazioni su un disco o un film insieme alle le ragioni che ci hanno condotto ad amarlo/odiarlo. Se così è (comunicare e condividere) allora può non essere irrilevante il feedback di chi legge (presunta la buona fede), di cui è bene tenere conto. In questo caso, cara Maria Elena, emerge che molti (me compreso) leggendo non hanno afferrato il senso delle tue parole. E' lecito domandarsi il perché? Io ho la mia opinione che ho gettato sul piatto insieme alle altre. Se dalla comunicazione nasce un'incomprensione le ragioni possono essere tante, una possibile è che non ci si è spiegati bene. E ci si può spiegare bene anche essendo "imprecisi".
Dunque, non è tanto (o solo) un problema di precisione. Secondo me sei stata inefficace nel comunicare perché non hai canalizzato bene e con cura il tuo entusiasmo, privilegiando una scrittura "parlata". Forse sarebbe bastato rileggere più volte quello che hai scritto, magari a voce alta, limando le parole, le frasi, mettendoti nei panni di chi legge. E tutto questo comunque potrebbe non bastare. Tieni conto, infatti, che non riuscire a comunicare il proprio pensiero non è qualcosa di infrequente, anzi. E quando capita non succede nulla di grave o scandaloso, ma non è certo il caso di trattare gli interlocutori come idioti che non capiscono niente. Certo una critica può non far piacere, sicuramente anche io ho pensato o detto alcune volte "Siete voi che non capite" ma poi riflettendoci bene sono giunto alla conclusione che io non mi ero spiegato bene. In sintesi: se il messaggio che volevamo mandare non arriva prendiamo anche in considerazione l'ipotesi che possa dipendere dai noi stessi (mittente). Se comprendiamo/accettiamo questo forse abbiamo fatto il primo passo per migliorare la nostra comunicazione. Non so se mi sono... capito, lo spero. Ciao.
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