mementomori

DeRango : 6,96
DeEtà™ : 7206 giorni • Qui dal 17 settembre 2006
Sol Invictus Lex Talionis
Voto:
ovviamente per i Sol Invictus, dove Wakeford concentra le sue energie migliori e al contempo si fa accompagnare da musicisti eccelsi: più in generale, i lavori dei SI sono più curati, mentre quelli di wakeford solista sono più "sperimentali" e un po' tirati via e spesso non godono del talento di grandissimi musicisti (spesso è lo stesso wakeford che torna a barcamenarsi fra più strumenti, e si sa che tecnicamente è un artista limitato). Che dire, se vuoi uno ed un solo album, ti consiglio "In Europa", ottimo live dei sol invictus che dà una buona panoramica della loro arte. Poi, se vuoi assaggiare un album maturo ti consiglio "In a Garden Green" o "In the Rain"; se invece vuoi una testimonianza del passato più rozzo (ma anche più ispirato) c'è senz'altro "Trees in Winter" (un po' di cautela per il buono "Sol Veritas Lux", storico quanto ti pare ma ancora molto molto molto acerbo). ciao
Maudlin Of The Well Leaving Your Body Map
Voto:
un lavoro bellissimo, che mi ha trovato scettico all'inizio e poi mi ha conquistato ascolto dopo ascolto...musica onirica che trascende il metal per divenire esperienza...sleep his a curse è meravigliosa e mi ricorda i king crimson più sognanti...da ascoltare ovunque e con chiunque...a me però piace di più l'album gemello "bath"...e non disdegno nemmeno i kayo dot, formazione nata dallo scioglimento dei maudlin e che vede la presenza di molti ex-componenti e la rilettura in chiave post-rock della musica della band originaria...
Bethlehem Dictius Te Necare
Voto:
minchia, rispetto alle tue vecchie recensioni (che già erano buone) hai fatto passi da gigante...questa è certamente la tua migliore...loro li ho incocciati per sbaglio una volta, ma non mi entusiasmarono...forse ricordo male, ma a lasciarmi perplesso fu proprio la voce (si udivano anche acuti alla king diamond o sono io che faccio confusione?)...
Current 93 All The Pretty Little Horses
Voto:
Beh, Vortex, provo a risponderti io. La sentenza esatta è secondo me "mission is changed"...io non mi ritengo un magno conoscitore della scena neo-folk/industrial, perchè alla fine il mio amore si limita a 4 e 5 gruppi che adoro (e quindi la mia imparzialità va palesemente a puttane). Che dirti, molti gruppi che citi non li conosco nemmeno, per quelli che conosco mi sembra che tu ti riferisca più che altro alla prima ondata di industrial britannico, ma la situazione, per molti gruppi, mi pare che sia cambiata già nella seconda metà degli anni ottanta. Certo, i C93 mi farebbero ridere se tutt'oggi continuassero a fare album come Blood Dogs Rising, ma così non è stato: da Imperium in poi la loro evoluzione è stata clamorosa, hanno sfornato dischi memorabili, uno più bello e coraggioso dell'altro...lo stesso Cristopherson, che secondo te avrebbe messo il sigillo finale alla scena nell'81, ha continuato con i Coil, con i quali ha dimostrato di poter dare un seguito credibile alla rivoluzione dei TG...Se una missione è terminata, un'altra altrettanto ardua è iniziata: non essere più dei pionieri ma dei "semplici" musicisti che hanno qualcosa da dire. Ad esser cambiato è il paradigma: non più quello della musica industriale/sperimentale, ma quella del cantautorato (nel senso ampio del termine): esprimere e dare emozioni, e non mi pare una cosa da poco. Che si prendano sul serio o meno, questo riguarda solo loro (e posso capire che P-Orridge, personaggio particolare, conoscendoli abbia qualcosa da ridire, ma questo riguarda la sfera personale dell'artista, non quella più propriamente artistica). In verità, io ho una visione diversa delle cose: ho visto dal vivo Death in June, Sol Invictus e C93, per esempio, e sembrano le persone meno sicure, più fragili e timide del mondo (mentre, pur non conoscendolo, è proprio P-Orridge quello che più di tutti si atteggia da divo...). Più in generale, non penso esista artista non convinto della propria arte, anzi, sarebbe preoccupante...e poi, il ruolo dell'artistoide piace, questo però va perdonato. Non solo: a guardar bene mi pare che ci sia più ironia di quanto si pensi (basti vedere certe foto scattate a Tibet e a Douglas P.), nè si può dire che il coraggio di osare manchi: solo i Death in June sembrano aver marciato su una formula ben precisa, gli altri hanno cambiato continuamente stile, e se hanno perso la carica pioneristica degli esordi, c'è da dire che hanno trasformato la loro arte in qualcosa di personale, che trascende stili ed attitudini: se Tibet mi recita una poesia, io godo e basta, non vado a vedere la carica realmente innovativa della sua musica (mi sembra un modo limitato di vedere la questione), ma lo apprezzo come artista che sa dare emozioni, alla stregua di un Drake o di un Cave, tutt'altro che degli innovatori...la fine del mondo? certo, è un concetto abusato e per certi aspetti banale, ma è bello vedere come ciascuna entità lo interpreti a modo proprio (chi in chiave psicoanalitica, chi in chiave religiosa, escatologica, politica, filosofica, estetica, romantica ecc. ...), e ancora più bello è constatare come un'etichetta generica come neo-folk vada in realtà a ricoprire i più disparati impeti artistici. Insomma, Vortex, per risponderti: cosa significhi noiso o monotono, questo lo decide l'utente a seconda dei propri gusti; se poi mi dici che la scena è ricca di incompetenti, posso essere d'accordo, ma anche qui bisogna vedere i gusti (ci sono ballate dei Death in June o dei Sol Invictus che mi fanno impazzire nonostante possa eseguirle un bimbo di terza elementare). Comunque la mia non è una crociata, Vortex, ben vengano gli interventi argomentati come il tuo...mi pare solo che si parta da presupposti diversi...tu, correggimi se sbaglio, mi sembri avere un background avanguardistico, mentre io emergo dal rock e dal dark, ed è ovvio che sia più attratto dall'impatto emotivo rispetto che dal lato più strettamente cerebrale (che, beninteso, anche quello è importante). ciao.
Current 93 All The Pretty Little Horses
Voto:
H.B., all'album che menzioni darei un 3...non è male, ma preso da solo non ha molto senso: un solo pezzo, atmosferico ma assai ripetitivo, essenzialmente funzionale all'evoluzione del concept (meglio allora il terzo capitolo, che più o meno si muove sulle stesse coordinate, ma in modo più brillante, e con Shirley Collins nel finale che canta all the pretty little horses)...comunque ho visto sul sito della band che è stata recentemente ristampata la trilogia intera in un unico cofanetto, cosa che consiglio caldamente, dato che reperire materiale dei current non è così facile...gli Ain Soph, chi mi rimetti in mente, quasi quasi recensisco qualcosa di loro, anche se, devo dire, non è cosa affatto facile...
Nico The Marble Index
Voto:
a me la rece è piaciuta, a parte la piccola imprecisione iniziale e il fatto che non viene citato Cale, mi sembra fedele all'opera ed al contempo portatrice di una interpretazione personale del tutto condivisibile. Quanto a Nico, direi che non è affatto sopravvalutata e che si merita tutto il bene del mondo...solo per il fatto che, a prescindere dai contenuti (bellissimi!) la sua è un'arte unica e totalmente avulsa dagli umori della sua epoca. La sua musica suona tutt'oggi attuale, e ieri come oggi, non si trovano artisti di cui si può dire che abbiano fatto meglio in quell'ambito e in quelle modalità. La mitizzazione c'entra poco, o c'entra solo nella misura in cui si parla di un'icona del passato la cui immagine ci viene data e trasfigurata come cristallizzata in una forma ben precisa. Musica e "resto" sono difficilmente scindibili, ma in questo caso penso che un'operazione del genere non abbia senso...
Current 93 Hypnagogue I / Hypnagogue II
Voto:
dimenticavo...sono un po' lunghine le mie rece, suppongo che molti si scoraggino a vedersi aprire queste paginone dense dense...ultimamente mi sto sforzando di lavorare di sintesi, ma è una cosa che va contro la mia natura...internet è uno strumento meraviglioso, però non si presta a letture lunghe ed articolate...rileggendomi io stesso certe volte fatico, figurati uno che fa una puntata lampo e non ha voglia di applicarsi...poi, devo dire, certe volte sono un coglione io che per la foga di inviare una nuova rece (chissà poi perchè?) la mando senza averla adeguatamente ritoccata per renderla più snella e scorrevole. comunque, OleEinar, i Current, se non l'hai già fatto, ti consiglio di ascoltarli...prova con l'ultimo black ships ate the sky, che è ricco di collaborazioni interessanti...
Current 93 Hypnagogue I / Hypnagogue II
Voto:
Grazie OleEinar, sei sempre molto gentile...non penso però di essere sottovalutato, semmai sono sottovalutati i gruppi che recensisco, spesso poco conosciuti...solo fra sol invictus, current e death in june ne avrò scritte una trentina, e anche questa monotematicità affievolisce l'appeal di queste pagine...metti poi il fatto che molti di questi cd sono fuori catalogo e che io non metto a disposizione mai uno straccio di mp3 (cosa che dovrei iniziare a fare...non sapevo come si faceva, ma mi sembra di capire che è abbastanza una puttanata...). Però mi conforta il fatto che: primo, ci sono pur sempre delle persone interessate, e il fatto di aver portato qualcosa di nuovo nella vita altrui mi gratifica a bomba; secondo, piano piano si sta sviluppando un archivio niente male: paradossalmente, pur non essendo debaser un sito specializzato su musica dark, rischia di divenire il più esauriente in italia per quanto riguarda la scena neo-folk, che nessuno si caga (tutte le cose che scrivo sono maturate da autodidatta, non mi rifaccio al alcuna fonte in particolare...). se infatti dei death in june qualcosa si trova qua e là, sul resto è veramente tabula rasa...
Current 93 Hypnagogue I / Hypnagogue II
Voto:
ma...penso che anche come satanico fosse già un po' una mezzasega...e poi ad un certo punto tutti impazziscono, guarda Ferretti che fine ha fatto...sai, l'artisti son tutti dei ganzi...
Morgan Da A ad A
Voto:
ma no, che la mukkazza dark è una figata!