Contemplazione

DeRango : 9,45
DeEtà™ : 6870 giorni • Qui dal 20 agosto 2007
Etta James At Last
Voto:
Anche se..."Lady Jazz" forse di diritto se lo meriterebbe Ella Fitzgerald! Di Etta ho sentito solo un paio di brani sparsi, che mi piacquero molto quando li sentii. At Last! Me lo segno...
Ettore Scola La Cena
Voto:
...burbescenti...mi piace. Io invece sono stato abbastanza "petente"! (mix tra un peto, pesante e fetente). Alla tua prossima rece, why not su Herbie HEncock ;-)
George Antheil Fighting The Waves
Voto:
Ottimamente efficace per rendere il tuo concetto il parallelo Chaplin/Zio Paperone! Segnalazione molto interessante. Peccato per gli accenti sui numerosi "fu" alla fine della rece, nonché per lo StAinway, come altri hanno già fatto notare. e bbelo legere in koréto italyàno!!
Mike Bloomfield Live At Bill Grahm'S Fillmore West
Voto:
Curioso. Posseggo un cdillo (a cui darei un 4) nominato "Nick Gravenites (With Michael Bloomfield)-My Labors & More", parte studio e parte live, in cui la parte live è per l'appunto registrata al Fillmore nel '69, e in cui compare "It Takes Time". Le altre tracce che citi non compaiono nel mio cd. Ma Gravenites è presente in tutte? Bloomfield gran chitarrista blues, ma addirittura "il più gran chitarrista di tutti i tempi" NO per Diana!
Paul Anka Rock Swings
Voto:
Allora, premesso che Paul Anka è artista men che mediocre, e precisando che i "cantanti per signore" come Bublé hanno ben poco a che fare con lo Swing (il jazz degli anni '30, delle grandi orchestre, con gente grandiosa come Duke Ellington a guidare la strada), ho qualcosa da ridire su questa tua frase: "SE una canzone NASCE in quel modo, con quell?arrangiamento, con quel mood è giusto preservarla così nel cuore della gente che la ha amata.". Non sono d'accordo, non finché il rifacimento è rispettoso dell'originale e vuole avere l'intento di preservare ed esaltare le bellezze insite nel pezzo stesso. Un esempio su tutti: le "cover" di Radiohead e Nick Drake operate dallo strepitoso pianista-compositore-pensatore Brad Mehldau; esplorano nuovi territori, sviluppano certe malinconie già insite nel materiale di partenza, dilatano o restringono gli spazi, ma soprattutto sono una vera e propria CELEBRAZIONE, un ATTO D'AMORE nei confronti degli originali. In quest'ottica, con questo approccio e con questi risultati W le "cover"! Per quanto riguarda le versioni cantate è un po' (un bel po') diverso, comunque sia ben chiaro a tutti che Paul Anka NON è Swing e NON è Jazz. Il disco non l'ho sentito (ovviamente!), comunque 1 sulla fiducia!!
Ettore Scola La Cena
Voto:
Mò si!! Questa m'è proprio piaciuta...e ripensare al film mi ha ricordato l'atmosfera che c'era all'ultimo matrimonio a cui sono andato! I matrimoni...che scene trash. Uxo ma ce l'hai ancora con me? Il tuo povero Contempla bacchettone noiosone?
Roland Kirk I Talk With The Spirits
Voto:
Esatto Muff, bravo a ricordare la collaborazione con Mingus! Charlie ne tessé continuamente gli elogi, e nel suo classico disco "Oh Yeah" del '62, Roland suona benissimo! Oltre al sax tenore e al flauto, il "manzello", la "sirena" (siren) e lo "stritch". Della serie l'ordinarietà...
Vic Chesnutt North Star Deserter
Voto:
Quanto sono ignorante...non ho NIENTE di lui! Partirò da questo.
Francesca Comencini Mi Piace Lavorare (Mobbing)
Voto:
La Braschi finalmente in una prova recitativa degna di questo nome! Sarà stata la presenza del marito ad averne pregiudicato i risultati in passato? Film davvero ben fatto, come la recensione, "asciutta, pulita e descrittiva"!
Roland Kirk I Talk With The Spirits
Voto:
Grandissimo Roland Kirk, uno dei fiati più completi e poliedrici del jazz, vero e proprio capostipite di una successiva schiera di multistrumentisti. Tra l'altro la sua cecità rende ancora più straordinario il suo magistrale controllo simultaneo degli strumenti a fiato (fino a tre insieme). Qui suona solo il flauto, voleva essere un concept album, ma secondo me i frutti sono parzialmente deludenti, specialmente se confrontati con i risultati da lui raggiunti con gli altri strumenti a fiato nei suoi dischi migliori, quelli da conoscere per forza, che sono: "Rip, Rig And Panic" (nel cd è incluso anche l'LP "Now Please Don't You Cry, Beautiful Edith"), e "A Meeting Of The Times". Due dischi da 5, in confronto questo è da 3. Forse ti sei dilungato troppo sui Jethro Tull...si vede proprio che è stata una recensione "indiretta"! Cioé non te ne poteva fregare di meno di Roland Kirk ma siccome l'ha nominato Ian Anderson ti sei andato a pescare il disco e hai scritto due righe ;)