mj64

DeRango : 0,34
DeEtà™ : 6798 giorni • Qui dal 30 ottobre 2007
Claudio Baglioni Q. P. G. A.
Voto:
"ma i poco lungimiranti discografici di allora...." beh, meno male che erano poco lungimiranti, altrimenti - se solo avessero fatto uscire la versione doppia chiesta dall'autore - il baglioni invece di vendere qualche milione di 45 giri e album, trascorrere anni in vetta alla hit parade (ricordi della mia infanzia ormai lontana) e sfornare tour oceanici con concerti da stadi pieni e insopportabili aleoò, sarebbe diventato probabilmente il monarca assoluto dell'universo.
detto ciò, la recensione è più che carina, anche se in effetti l'oggetto scelto non è il massimo. baglioni è stato un discreto interprete nazionalpopolare, ottimo cantante (provate a cimentarvi con i suoi successi, sono difficilissimi da riprodurre, ha un'estensione della madonna), autore di brani facili e di melodie furbe, dischi ascoltabili fino all'inizio degli anni 80. poi ha iniziato ad avere manie di grandezza, a ingaggiare tony levin e altri giganti mondiali per suonare sui suoi dischi, si è spacciato per amico di peter gabriel ma il risultato si è vieppiù appesantito perdendo quella freschezza che lo salvava in precedenza. oggi è un patetico manichino di plastica che tenta operazioni come questa per rinverdire la sua fama, ma tutto sommato nel panorama italiano c'è ancora qualcosa di peggio, da pausini a eros, d'alessio etc etc
David Sylvian Manafon
Voto:
...ma mi preparo mamma red guitar e papà orpheus in caso di crisi. comunque una cosa va detta: potrà piacere o meno, ma non cambia il giudizio sul sylvian Artista con la A maiuscola, dai tempi dei Japan a oggi, passando per quella meraviglia di Forbidden Colours (vabè, credo che sia di Sakamoto, ma lui qualcosa conterà pure)
David Sylvian Manafon
Voto:
la recensione è bella, il disco dopo due ascolti l'ho abbandonato gettandomi nelle accoglienti braccia di brilliant trees e secrets of the beehive. sarò banale io e più legato a stilemi consolidati, ma anche a me puzza di cagata pseudocolta. e mi pare piuttosto blasfemo il paragone con mark hollis il quale, nella sua parabola di sgrezzamento e di ricerca del minimalismo musicale, non arrivò comunque mai a snaturare così le sue caratteristiche (addirittura in manafon ho trovato imbruttita la voce di david), producendo laughing stock, capolavoro, e l'omonimo solista sempre su livelli altissimi. detto ciò gli darò un'altra chance, ma mi perplimo alquanto
David Sylvian Manafon
Voto:
concordo in pieno con il commento 20. è esattamente quello che è successo a me. forse 1 è un po' eccessivo, però du cojoni...
Yes In The Present Tour @ Teatro degli Arcimboldi (MI) 06.11.2009
Voto:
la verità? Euri 0. I 45 più prevendita necessari all'acquisto di un "platea bassa" sarebbero sicuramente stati un ulteriore ostacolo. Ma siamo "la terra dei cachi": perché non approfittare della mia bella (?) tessera da giornalista? Chiedo scusa a chi ha dovuto pagare, ma alla fine c'è di peggio che spendere 50 euri per vedere 2/5 di uno dei due-tre più grandi gruppi della storia del rock a teatro.
@heaven in black - Concordo con il tuo giudizio, accetto le 3 stelle, ma non vorrei che si trattasse di una vendetta per le mie critiche alla tua (peraltro apprezzabile) recensione di Radiation. Eccessiva per un live? Secondo me no: eccessiva in assoluto. Se in altri settori sono capace di sintetizzare e di portare un qualsiasi argomento da 3mila a 500 battute senza grande difficoltà, quando trattasi delle mie passioni (in primis la musica) sono un po' incontinente. Mi "ri-scuso". peace & love
Yes In The Present Tour @ Teatro degli Arcimboldi (MI) 06.11.2009
Voto:
che dire? grazie a tutti! sono d'accordo con molti dei vostri commenti. il mio 4 è dovuto in gran parte all'entusiasmo di poter vedere dal vivo cose che, all'epoca, ero troppo piccolo per gustare e con due e mezzo dei protagonisti dei tempi d'oro (personalmente, anche se alano bianco è arrivato già da yessongs, ritengo bruford il vero batterista degli yes). per dirla tutta, quando il vecchio jon annunciò il forfeit per i problemi respiratori, io non avrei mai messo in piedi un tour con un clone, ma evidentemente pecunia non olet. pare che jon se la sia presa anche maluccio per l'iniziativa. però non potevo resistere al richiamo e - almeno per howe e in parte squire - sono soddisfatto. ripeto, spero che ciò non accada più, ma il fatto che si trattasse di una "mezza" cover band ha solo in parte rovinato l'effetto
TransAtlantic The Whirlwind
Voto:
non l'ho ascoltato e forse non lo farò mai. io adoro il prog, ma non sopporto i transatlantic, belli ma vuoti. stolt è un gran chitarrista, portnoy ci sa fare, trewavas è il bassista del mio (quasi) gruppo preferito e morse è valido. però faccio regolarmente fatica ad arrivare alla fine dei loro dischi.
Yes Fragile
Yes Fragile
6 nov 09
Voto:
la rece è sotto la sufficienza, a mio modestissimo parere. capolavoro, come tutto fino a relayer. ma anche in tormato (onward) non mancano le gemme, e se devo dire la mia adoro anche drama. stasera mi cucco il concerto dei dinosauri (3) con figlio e clone, poi domani vi beccate la rece, cari miei
Elton John Goodbye Yellow Brick Road
Voto:
immagino che fosse la prima rece eltoniana, e si sente, cazzo! mi spiace ma un voto secco lo tolgo per la citazione dei merd theater. per me un disco che contiene funeral for a friend, la title track e bennie and the jets (la mia canzone preferita di reg) non può valere meno di 4,5. poi ammetto che qualche cosa di livello inferiore ci sia, comunque lui è (stato) un vero gigante
Elton John Caribou
Voto:
beh, elton john negli anni settanta era un'altra cosa. non è il mio preferito (odio abbastanza don't let the sun..., che ovviamente come ben dici non è IL disco, ma sicuramente ne influenza il giudizio), ma avercene. grande sir reginald