SALMACIS

DeRango : 0,48
DeEtà™ : 7818 giorni • Qui dal 13 gennaio 2005
David Bowie Hunky Dory
Voto:
Davvero disco di un altro pianeta. Il vinile l'ho letteralmente consumato. Le canne che mi ci sono fatto non so contarle. E' davvero musica per il fumo, o meglio per l'erba, LIEVE, DECADENTE, MALINCONICA,INTROSPETTIVA, GENIALE. Non ci sono riempitivi e momenti scadenti, però non mancano le vette e qui, caro BrunoDP, ti sei dimenticato di citare una delle più alte, ovvero "Oh you pretty things", vero gioiello dell'album assieme a "Life and Mars" (grandissimo Wakeman al grand piano), Quicksilver e la morbosa e tossicissima (...e la polvere sarebbe finita come sempre nelle nostre vene...) "Bewlay Brother", inquietante storia di perdizione e devianza che ci regala uno dei testi più belli e musicali dell'intera collezione bowiana; memorabile il verso allitterativo "He's Camelian, Comedian, Corinthian and Caricature"..
Black Sabbath Vol. 4
Voto:
Non capisco l'ostilità diffusa verso questo capolavoro. E' il disco in cui i Sabbath osano di più..uscendo in parte dal cortile plumbeo che li aveva protetti fino a Master of Reality incluso. Vol. IV, rispetto al predecessore ha qualche punto debole in più ma anche vette più alte, vedi Wheels of Confusion e Under the Sun, oggettivamente splendide e più articolate e dilatate songs rispetto allo standard sabbathiano. La rece fa veramente schifo...e poi c'era già! E CHE CAZZO..
Dream Theater Images And Words
Voto:
..eh eh mio caro Corvo questa volta hai davvero toppato..hanno ragione loro..la race fa cacare...e poi..dai ancora Image e Words. Quoto invece l'opinione di Mayhem secondo cui : "Il disco obiettivamente NON è il capolavoro assoluto che tutti osannano, perchè ne esistono altri, come "Awake" e "Metropolis Pt-2...",che sono assai migliori." Vangelo, anzi, no.. Veda..
Jethro Tull This Was
Voto:
Ottimo disco buona recensione. Serenade to a Cookoo è davvero magica e riprende temi cari al grande jazzista eterodosso Roland Kirk. Tanto "My Sunday Feeling" quanto "Beggar's Farm" sono dei capolavoretti, su cui magari dovevi soffermarti un pò di più. Sono i pezzi più tipici del sound particolare di questo album, specie la seconda con il suo grande groove risulta incisiva e ben congegnata. Su "Dharma for One" sono d'accordo con te: è il brano più prog..segnalo la stupefacente versione live presente in "Living in the Past". Song for Jeffrey invece mi sembra sopravvalutata dallo stesso Anderson in primis.
In finale c'è da dire che questo album vede l'incontro-scontro tra due personalità artistiche ( e non) troppo forti e distanti tra loro per poter coesistere; sto parlando naturalmente di Ian Anderson, che la spunterà divenendo il deus ex machina della band, e l'ottimo chitarrista blues Mick Abrhams. Proprio l'aderenza ai canoni blues sarà il motivo del contendere. Il buon Mick andrà a sfogare le proprie istanze Mayalliane nei Bloodwin Pigs con discreti risultati, emarginandosi però dalla Storia della musica, al suo posto subentrerà fin da Stand Up il "fido scudiero" Martin Barre, d'allora in poi vero alter ego di Anderson e suo fedelissimo.
Andromeda Andromeda
Voto:
ragazzi se non conoscete i Mad River ed il loro fantastico omonimo album vi perdete davvero uno dei più fulgidi esempi di psichedelia lisergica californiana...dovrò farci su una rece..
Opeth Morningrise
Voto:
Grande Mars, anche se è vero che col tempo ho imparato ad apprezzare anche quei brani (gli ultimi due nella fattispecie) che in un primo momento avevano sollevato delle perplessità, per cui le stelle - ripeto- ora sarebbero 5. Sono confortato dal tuo parere sulla produzione, non avevo male "auscultato" allora!! Ancora Grazie.
p.s. estremamente d'accordo anche sul giudizio strapositivo per "My arms your hearse". Dicono che Akerfeldt avesse il raffreddore , ma il growl devastante e così efficace come in quell'album, basso e potente al tempo stesso, non l'ho più riascoltato..non tutti i mali evidentemente vengono per nuocere..inoltre considero "April Ethereal" la migliore canzone degli Opeth
Cathedral Forest of Equilibrium
Voto:
MA CHE GRANDE DISCO QUESTO...il brano finale poi "reaching happiness touching pain" è veramente sublime..dopo la lugubre ed inquietante litania vocale che costituisce la struttura della song ecco subentrare una gelida ed algida sonorità d'organo. Il cambio armonico al minuto 8'30", poi, è da orgasmo...sublime..capace di irretire la tua attenzione qualsiasi cosa tu stia facendo...questo è il vero Doom...il 18 Febbraio sono a Sesto Fiorentino allo Zero Circus..imperdibili!!
Smashing Pumpkins Mellon Collie & The Infinite Sadness
Voto:
Allora...d'accordo con Ale circa la qualità di "from twilight to starlight" ma non al punto da uguagliare o, peggio ancora, addirittura superare 'inarrivabile "Down to Dusk", che rimane il cd migliore che le zucche abbiano creato. Convengo altresì con Easycure quando afferma: "per me questo è uno di quei dischi sacri che per essere recensiti hanno bisogno di MOLTA cognizione di causa"...
Strana band davvero quella di Corgan. Nei suoi momenti migliori ha dato una tale dimostrazione di strapotere creativo che trova riscontri solo nei Beatles. E proprio quest'ultima mi pare il retaggio maggiore dei Pumpkins..Beatles+Black Sabbath, come del resto il buon Billy ha lucidamente ed onestamente ammesso...poi si sono spenti, o meglio..si è spento.
Per quanto riguarda i loro lavori ritengo che l'unico disco veramente sopravvalutato sia stato Siamese Dream, che trovo stucchevole poppeggiante e anche piuttosto banale..certo vi sono delle perle...ma neppure troppo giusto Disarm, Soma e Mayonnaise..e poi si sente che manca la Band dietro lo zuccone...tutt'altra musica invece in Gish..esaordio memorabile..quante volte avrò tutt'altro discorso invece per Gish: che esordio sensazionale..quante volte avrò ascoltato Rhinoceros e Siva...per non parlare della triade di perle incastonate crush-snail-suffer ..e che dire poi del finale di "My Daydream"!?! Sono stato a lungo incerto su quale considerare il best se questo o la prima parte di Mellon Collie..la freschezza o la maturità..anche se in questo caso ha vinto la seconda. Pisces Iscariot è ben più di una raccolta di B-side
Jethro Tull Thick As A Brick
Voto:
Questa una rapida paromica dei primi dischi dei Jethro
- This Was. Rock-Blues con alcuni squarci folk e Jazz (Roland Kirk). Ottima l'impostazione del "purista" blues Mick Abrahms la cui personalità era però troppo in contrasto con quella, fortenmente egocentrica ancorché creativa, di Ian Anderson.
- Stand-Up. Il primo capolavoro. Forti influenze hard-blues (A new day yesterday, Nothing is easy) cui si affianca una vena liricamente folk (Look into the sun). Le due perle sono la classica Bourée e "We used to know", nobilitata da un sensazionale solo del subentrato Martin Barre all'elettrica.
- Benefit. Album molto buono che qualcuno ritiene "di transizione" ed altri il capolavoro del gruppo. Permangono echi Blues (To cry you a song) e splendide ballate acustiche "Sossity you're a Woman", ma i risultati migliori arrivano quando questi due filoni si intrecciano come nelle splendide "With you're there to help me" e "Nothing to say"
- Aqualung. Brusca virata verso il Prog, il sound si avvale dell'apporto in pianta stabile del pianista John Evans. Due Concept in uno, il primo sul lato a del vinile, dedicato alle avventure di un fantomatico clochard, appunto Aqualung, vero Alter Ego di Anderson, e l'attacco alla religione costituita nella facciata di "God", che costituisce il capolavoro nel capolavoro, almeno tre brani "My God", "Locomotive Breath" e "Wind-Up" da antologia del Rock
- Thick as a brick in cui la svolta prog è compiuta. Grande suite piena di momenti sensazionali e fresca nell'insieme, ma, a mio avviso, inferiore ad Aqualung per creatività, ricchezza di temi ed inventiva.
Jethro Tull Thick As A Brick
Voto:
Sì, ce ne sono ma non proprio così tanti...su Progarchives che considero una delle migliori autorità in campo prog "Thick as a Brick" figura al quarto posto dopo Close To the Edge degli Yes Selling England e Dark Side of the moon, per cui c'è poco da restringere....personalmente ritengo Aqualung superiore a TAAB ma è altrettanto vero che quest'ultimo è da considerarsi l'opera prog per eccellenza del gruppo di Ian Anderson. Concordo poi col fatto che un simile capolavoro meriti qualche riga in più. L'album, curatissimo sia sul piano degli arrangiamenti musicali che dei testi, presenta i fulminante esordio del grande drummer Barriemore Barlowe, autore di un celebre assolo, insieme alla maturazione definitiva del geniaccio della Gibson Les Paul Martin Barre...il flauto è meno onnipresente rispetto al solito, mentre soprattutto nella seconda parte si segnalano per la loro nitida vittoriana bellezza alcuni inserti acustici di grande suggestione e fascino. Su tutti il genio di Ian Anderson. Un Must per tutti gli amanti della grande musica!!