antoniodeste

DeRango : 1,38
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Paco de Lucía, Al Di Meola, John McLaughlin Friday Night In San Francisco
Voto:
.....beh, Jim, potrei aggiungere che, in quel periodo ( 1980), pochissimi, credo, sapessero chi era "Paquito" De Lucia e fu davvero uno shock vedere lo spagnolo e la nervatura delle sue mani incresparsi in continuazione durante l'esecuione di alcuni passaggi. Detto per inciso, NON fa (mai) uso di plettri e, data la tecnica e la qualità di ciò che suona, per un chitarrista la cosa ha del sorprendente. Meno, suppongo, per chi già conoscesse le meraviglie del flamenco e delle sue tecniche esecutive. Su DiMeola ricordo con chiarezza ( e un sorriso) che già dopo un paio di minuti dall'inizio dello show ( (lui portava una T-shirt nera con uno scudetto tricolore.....) le prime dieci file erano già osannanti e con le braccia protese verso il palco additando il chitarrista più "veloce del mondo" ( dopo Alvin Lee ). Lui era ancora nel suo periodo di "splendore" e annuiva compiaciuto. Di McLaughlin ho già detto. Incappò, suppongo, in una serata "no" in cui oltre che sballare scale e interventi, ruppe una corda, si innervosì perchè la gente osava fischiarlo ( e a me sembrava una situazione incredibile...) e non era proprio nel suo stato mentale migliore. Del resto chi conosce McLaughlin suppongo sappia che gli anni 80 ( e non solo per lui) non sono stati il suo forte. Ho avuto modo di vederlo altre volte ( prima e dopo) e questa fu decisamente la peggiore. A dirla tutta anche DiMeola non ha brillato in classe in quel decennio. Lo show comunque ebbe momenti di grande intensità con episodi in duo , a-soli e rivisitazioni inaspettate ( "Meetings Of The Spirit" - The Inner Mounting Flame ). Se penso che ci saranno state almeno cinquemila persone, mi risulta imbarazzante immaginare che oggigiorno potrebbe esserci ancora un affluenza simile..... . Dunque, vediamo Jim, alla fine di questo intervento mancheranno ancora 227 righe. Ma direi che possono bastare, no ? Che dici?:))
Frank Zappa One Size Fits All
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a' Dante : Hai giocato a briscola anche con Steve Vai ?
James Levine - The Met Orchestra Mussorgsky: Pictures At An Exhibition - Stravinsky: Le Sacre Du Printemps
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@EthosAntropoDaimon: Bazzecola di poco conto: noto che forse non è stato compreso il mio intervento; sono io ( come avevo già scritto in precedenza )che ho ascoltato la sagra a 12 anni. Ed è stato a quell'età che l 'ho trovata ostica. E Spero bene che a 21 anni non lo sia...... ! Umile suggerimento: lasciati dire che sarebbe davvero il caso, invece, di cominciare la giornata con una salutare colazione. Magari per leggere meglio.....o digerire Stockhausen o Ligeti alle 8 e 45........ Per Nirvana....direi che lo lascio alle pratiche religiose Hindu, e comunque non è mai stata musica per le mie orecchie; troppo fracasso.
Paco de Lucía, Al Di Meola, John McLaughlin Friday Night In San Francisco
Voto:
Penso potrei fare un intervento di duecentocinquanta righe per parlare di questo trio e dell'album ma ve e me lo risparmio (..... ). Però dirò la mia: il migliore, per me, è senza dubbio Paco, poi DiMeola e alla fine il mio amatissimo McLaughlin. Giudizio viziato da una serata di ventisei anni fa in cui il mio eroe era "fuori" e suonò malissimo; conobbi l'arte del flamenco da De Lucia, che sembrava un ufo e verificai con gli occhi ciò che le orecchie già sapevano dell'ipertecnico DiMeola. Un peccato che "Passion, Grace & Fire" di un paio di anni dopo sia stato praticamente un "flop". Mi piacerebbe sapere di più da Ajeje sul suo feeling con McLaughlin.
Demetrio Stratos Cantare La Voce
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@Luca L-J : apprezzo moltissimo ciò che hai scritto, ma sappi che non volevo fare una"colpa" ad alcuno, esprimendo una mia ( se vuoi paranoica) idea. Il sostantivo ( oltre che participio ) è solo un termine che , giustamente, l'industria adopera per definire ciò che fa, e sono cazzi suoi. Sono cazzi nostri invece, secondo me, (anche se sembra una scemenza) poi "applicare" determinati vocaboli assimilati dal gergo industriale (Mi viene in mente anche "target") ad aree "non conciliabili" con certo "lessico" . E' un pò come quella gag in cui Nanni Moretti si sente dire per l'ennesima volta " ma in qualche modo la tal cosa....." e lui, stufo di questa genericità ( modaiola e superficiale)replica stizzito e leggermente iracondo : "Ma quale modo ??!!! ". Del resto, par di intendere, Luca, che tu ti sia già posto la "questioncina", No ? Beh, hai trovato il ganzo rompipalle( chi scrive in questo momento) che te la solleva, per quel che vale, ancora una volta....anyway, davvero, no problem @Symbad: ero più che certo riguardo al tuo lapsus. So,please, don't worry. Anzi..."What me worry ?" di Electric Frankenstein; che è tutto quello che mi rimane di Tofani. Da qualche parte avevo anche visto "Un gusto superiore" , ma chissà..... Poi un giorno, in una libreria in Toscana ho pescato delle pubblicazioni Hare Krishna in cui compariva Lui in veste di "produttore". Mah......
Demetrio Stratos Cantare La Voce
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E' musica questa ? E' un documento musicale ? un documento sonoro ? Un esperimento ? Un disco ? Una provocazione ? Erano solo queste le "etichette" con cui negli interventi si cercava di "definire" proprio qualcosa che sfugge per sua natura alla definizione; questo intendevo, senza provocazioni, nè allusioni cercando di capire quale ultima utilità avessero questi "tentativi di inquadramento", provando a "portare", se possibile, il discorso ad una interpretazione dei "contenuti", invece della "forma" ( !! ). Ripeto, non me lo ricordo bene il lavoro, ma già ajeje mi dà una suo punto di vista ritenendolo un "happening" pressochè irripetibile e, globalmente, è un contributo, per me, di cui tenere conto. Mi piacerebbe sentirne altri. Mi rendo conto sia difficilissimo trattare cose di questo tipo ! Ultima cosa: mi dispiace, davvero che qualcuno ( magari inconsapevolmente) abbia definito un'opera dell'arte umana "prodotto" ; sarò anche fissato contro le definizioni improprie o contro un certo tipo di sistema che tende a mercificare qualsiasi cosa, o un esteta nell'uso della terminologia, ma chiamare questa o altre opere col termine "prodotto", ( che puzza di costruzione e di industriale, come immagine, se non altro) non mi piace proprio. Poi, chiaramente, ognuno in cuor suo può fare ciò che vuole, of course; Voleva essere solo un'osservazione estemporanea.
Buon vecchio Charlie Buon vecchio Charlie
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@DanteCruciani: e mo' avanti con la seconda lezzzzione !!
James Levine - The Met Orchestra Mussorgsky: Pictures At An Exhibition - Stravinsky: Le Sacre Du Printemps
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@EthosAntropoDaimon: se non hai trovato "ostica" la sagra a 12 anni, mi fa davvero piacere per l'ampiezza delle tue vedute a quell'età! e dei "Klavierstucke" di Schoenberg, che mi dici allora ? li assapori talvolta per colazione....?:))
Demetrio Stratos Cantare La Voce
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@Symbad: sorry, non credo di aver capito; di Demetrio e Giulio sapevo, ma tu parli anche di Paolo, inteso come Tofani ??!! @Ajeje & Luca L-J : credo di capire ciò che cercate di dirmi ma riflettiamo un secondo da "uomo a uomo" : se uno è arrivato a leggere la rece di Stratos, con ( ottime ) probabilità lo ha fatto perchè GIA' conosce Stratos grazie al lavoro con Area, quindi è probabile che sappia del particolarissimo approccio vocale di Stratos. Se poi invece, ignaro, si fosse avvicinato alla rece per curiosità, credo che Zarathustra abbia spiegato piuttosto bene quale sia la "difficoltà di intendimento" già in fase recensoria. Dico ciò perchè non vorrei che si fossero tirate in ballo le cosiddette "etichette esterne"
solo perchè , in fondo non si sa come prendere la cosa nè che dire di preciso in proposito, non dicendo nè aggiungendo, in buona sostanza un bel nulla, tutto qui.
Demetrio Stratos Cantare La Voce
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Francamente non capisco i "distinguo" formali tra musica, esperimenti, disco, documento sonoro. Voglio dire che non capisco a cosa servano se non per complicare il complicabile. D'accordo, è un "lavoro" complesso e affascinante ma perchè perdersi sulle etichette esterne invece di provare ad esaminarne il contenuto in profondità con le possibili conseguenze ( o utilizzi), ammesso che vi siano ? Ho un ricordo sbiadito di "Metrodora" e di questo "Cantare la voce"; mi piacerebbe ricavarne qualche impressione in più. Ricordo invece benissimo le "affabulazioni sillabiche" di Stratos nel "sixty two mesostics : Re Merce Cuningham", sempre nella collana "Nova Musicha" quando fu la volta di John Cage. Fu divertente e mi piacque.