odradek

DeRango : 8,55
DeEtà™ : 7678 giorni • Qui dal 3 giugno 2005
Darren Aronofsky Requiem For A Dream
Voto:
Leggo solo ora Fidia e non capisco. Spocchia? Mi pare che si tratti di opinioni, nette, diverse dalla tua. Che è decisamente molto opinabile, visto l'esempio che usi per sostenerla. Che senso ha? Davvero hai bisogno di immaginare cazzi neri per capire? Il film è mediocre, non solo a mio avviso, del recensore o di qualche altro utente (e la cosa può non essere condivisa), la recensione è chiara, ben scritta, non pretenziosa ma argomentata e riferita ad aspetti della pellicola tutti riscontrabili senza sforzo se solo si evita di esercitare la facoltà della critica accettando il confronto sulle opinioni, anzichè esprimere giudizi lapidari e non motivati ("fa cagare" è determinato probabilmente più da condizioni instabili del tuo apparato gastrointestinale che dal testo in oggetto) A meno che tu sia un altro sostenitore del "messaggio" (e in questo caso peggio ancora: se il messaggio fosse quello suggerito sai che sforzo, a proposito di disinvolte cagate) e de "la mia legge, l'unica che riconosco". In tal caso è assolutamente priva di senso qualsiasi coversazione. E i presunti "intellettuali" andrebbero certo giustiziati dall'orda dei duri e puri con le loro personali sentenze. Ma non mi pareva tu fossi del branco. Se così è il presunto intellettuale è comunque "accavallato" per tutte le evenienze, e stiamo a vedere. - Ehi, chi si rivede! Ciao, Regular..
Cormac McCarthy La Strada
Voto:
Ho evitato di scrivere di questo libro anche se era l'unico del quale mi interessasse farlo. Non l'ho fatto perchè credo non si si possa (io non riuscirei) rendere la sua ricchezza (paradossale, in una scarna desolazione simile) che emerge da un abisso che NON E' determinato dalla "storia" narrata o dalla scrittura (fenomenale), ma dal reticolo di connessioni che il non detto pulsante che lo attraversa attiva in un lettore che accetti di sprofondare nel cuore delle pagine. Per quanto mi riguarda l'unico libro negli ultimi anni che, senza se e senza ma, "giustifica" e "dà senso", da solo, alla "narrativa "contemporanea" Un peso specifico superiore, un McCarthy ancora più grande e definitivo. Dopo aver chiuso il libro, letto appena giunto nelle librerie italiane, è sopravvissuta in me un'eco che non si spegne e riaffiora, ancora oggi, sorprendendomi nel bel mezzo di una giornata... Apprezzo il tuo contributo ed il tentativo di "raccontare" il libro, anche se, ripeto, la grandezza di quelle pagine non sta nei "dati" che hai elencato e, ancor meno, nella banalizzazione della "chiusa". Ma va bene così, se riesce a portare qualche altro lettore tra quelle pagine, su La strada...
Il Piccolo Riccardino Fuffolo Mani In Alto
Voto:
Ma "Drammi medicali" non vi piace?
Darren Aronofsky Requiem For A Dream
Voto:
Gentile AlessioIride, il tuo bisogno di "dire" è piuttosto noto e palese, non è necessario ribadirlo. Il tuo bisogno di "messaggi" altrettanto, ma evidentemente son fatti tuoi, eviterei di estenderlo a legge universale, che a me, ad esempio, i messaggi provocano orticaria. La banalità di tale supposto "messaggio", inoltre, sarebbe talmente innocua da risultare ulteriore elemento di discredito della pellicola. Ma va bene, c'è sempre bisogno di qualcuno che ci spieghi le cose, e si permetta di indagare sugli spazi siderali nelle nostre zucche, 'chè di confrontare opinioni non se ne parla, in curva sud. No, Pixies, leggere non è opzione fondamentale, quando c'è "urgenza" di dire. Vabbè, meglio lasciar perdere. E' comunque tempo perso.
Darren Aronofsky Requiem For A Dream
Voto:
Il problema del film di Darren Aronofsky è che infastidisce, ma non nel modo in cui probabilmente lui avrebbe voluto. Infatti il fastidio, a tratti quasi intollerabile, è dato più che altro dalla delusione, dal dispiacere per questo film (brutto) che a giudicare da certi momenti avrebbe potuto essere grandioso, perché negare il talento di Aronofsky sarebbe francamente inammissibile visti i primi 20 minuti di "Requiem for a dream", tratto da Hubert Selby jr.
Aronofsky prende tutto ciò che di buono ha fatto o avrebbe potuto fare e lo getta alle ortiche per sbilanciarsi completamente verso un'estetica puerile, a base di insulsi giochetti visivi degni del repertorio di un qualsiasi videoclipparo dell'ultima ora. E si badi bene che dei suddetti atteggiamenti visivi non è la sostanza che qui si critica, bensì il loro abuso, che sterilizza, ridicolizza e infastidisce per la sua inutilità. Vediamo un esempio: lo split screen, mezzo di per sé esteticamente orribile che Aronofsky usa con incredibile intelligenza in due occasioni; nella prima, la sequenza iniziale, sceglie brillantemente di far coincidere il limite dello split con la parete che separa madre e figlio e mentre a sinistra la camera è fissa a destra è a mano e segue il figlio che cammina per la stanza. Il risultato è ottimo, come nel secondo caso, quando a letto due amanti sono vicini ma ulteriormente avvicinati dallo split, è questa è una contraddizione in termini, perché di solito lo split screen è usato per avvicinare mentre qui le due persone sono già vicine, per tanto ci si trova di fronte a una piccola ma intelligentissima rielaborazione del linguaggio filmico. Il problema è che esauriti questi due episodi Aronfsky ne abusa e utilizza questo espediente (insieme a molti altri) semplicemente per partito preso, senza preoccuparsi di constatarne prima l'utilità, e quindi tutti i buoni propositi vengono miseramente a cadere. Lo stesso discorso per esempio lo si può fare per il montaggio frenetico, espediente inutile in alcuni casi, gratuito in altri, banalissimo in una delle sequenze finali, una specie di insulso collage rumorista che non potendo colpire lo spettatore con sottigliezza finisce per spossarlo e stordirlo temporaneamente con una valanga di suoni e immagini a effetto.
Dispiace molto, perché l'idea di rappresentare il tema del declino della società americana attraverso un film che a mano a mano assume le caratteristiche dell'horror era di per sé lodevole.
Strepitosa colonna sonora del Kronos Quartet. - Voto: 5 - sottoscrivo in pieno anche quest'altra lettura del film. Che evidentemente non è partorita pensando a Trainspotting (i cui intenti e limiti sono di ben altra natura). Torno a scaldarmi la roba, prima che se la sparino tutta in vena i colleghi d'ufficio. Saluti.
Darren Aronofsky Requiem For A Dream
Voto:
Non vedo differenze sostanziali.
Darren Aronofsky Requiem For A Dream
Voto:
Ben detto, Chopinsky. Se non che l'immotivata enfasi degli adoratori trova riflesso nella stroncatura, quasi obbligata, ma più per reazione che per necessità. Film medio(cre?), non merita nè l'una nè l'altra sorte. Ma è un mondo di tifosi...
Arbouretum Rites Of Uncovering
Voto:
Non c'è pobbbblema, Psycho: Lukin m'ha fatto un assist che nemmeno il Pierino Prati dei tempi migliori poteva sprecare
Arbouretum Rites Of Uncovering
Voto:
Psycho, l'ultimo ce l'ho m questo non riesco a trovarlo. Hai mica un linkino? Denghiu
The New Christs Distemper
Voto:
Beh, Don, lascia perdere i dirigenti della Geffen (o di altre major) Italia: sono stati, nel corso dei decenni, esempi lampanti di incompetenza e dabbenaggine senza pari. Quindi credo non facciano assolutamente testo. Detto questo sia Alberto Campo(all'epoca ci si vedeva ancora abbastanza spesso)che io pensammo esattamente quel che dice Super. Anzi, ricordo bene che il giorno che comprai il disco (appena uscì, in un negozio dal nome programmatico di Verovinile) chiesi al proprietario di farlo girare e i clienti(tutti fedeli alla linea) erano schifati dalla svolta "commerciale" essendo adoratori di "Bleach". Io, che quando uscì Bleach mi auspicai una svolta verso una dimensione melodica più accentuata, al primo ascolto di "Nevermind" mi sorpresi del fatto che era ancor più forte di quel che mi aspettassi. E non fu difficile immaginare un botto sul mercato. Naturalmente non delle dimesioni che assunse, che quelle nemmeno il Mago Gabriel... - Il resto del discorso non mi pare abbia nmolto senso, a partire dalle premesse, pur comprendendo l'accezione che Super intende dare di Police dei '90: troppo distanti premesse, contesto, caratteri generazionali, mercato.. - Comunque 'sto disco dei New Christ era un bel sentire.