odradek

DeRango : 8,55
DeEtà™ : 7679 giorni • Qui dal 3 giugno 2005
Patti Smith Twelve
Voto:
Che gentile intromissione, Signor NoFake. Naturalmente sono biecamente sensibile alle lusinghe e quindi la pregherei di smettere, per evitare eccessivi rossori e scene di patetico autocompiacimento. La pregherei di smettere se non fossi così scemo da star qui a blaterare, in cerca d una parola amica, del conforto di uno sconosciuto ad una vacillante autostima. La prego quindi invece di insistere: sia eccessivo, non demorda. - Baci a tutti - Minnivaiu.
Patti Smith Twelve
Voto:
Natoli, ti riferisci alla mia chiusa? Era per fare un po'di penoso umorismo, mi serviva per giocare con L'aura. Mi piace scherzare, talvolta. Ma se vuoi smetto subito, ok. No, nessuno dice che non devono esistere, e neppure si sogna di pensare che qualcuno l'avesse sottinteso e, tra questi qualcuno, di certo non tu. E non sto scherzando, giuro.(Un mio amico in verità lo diceva spesso, ce l'aveva a morte con ECM e Adelphi, ma non lo dice più. Forse perchè è morto. E nemmeno adesso sto scherzando, rigiuro)
Patti Smith Twelve
Voto:
Ah, è vero, scusa, è colpa mia, faccio confusione: questo è Lesto Bang, Stronko è quell'altro e tu sei The Punisher. Giusto? E sono io che ho bevuto tutto l'assenzio? Sei una sagoma. Comunque, sostituisci a Stronko il nick esatto e il gioco è fatto. La frase mi pare comprensibile ed è riferita al tuo modo di "guardare" e di conseguenza "dire" del disco. Tant'è che la confermi: "..solo che io FOSSI STATO in lei non l'avrei fatto "così". - Credo tu abbia inteso benissimo il senso. Ma siccome, in modo più articolato ed argomentato mi pare ti sia stato perfettamente detto da Hal, non mi sembra il caso di ripetere. Mo' però me lo voglio ascoltare, 'sto benedetto disco . Ciao, nè.
Paul Hartnoll The Ideal Condition
Voto:
Grazie, Surferkangaroo :))
Alina Marazzi Un'Ora Sola Ti Vorrei
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No, sulla soglia mi piace: è statico estatico in bilico. Walk in progress. Lo compro!
Patti Smith Twelve
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P.S. ma è la recensione del disco di Patti Smith!!! Non l'ho sentito, Hal. Sono andato a leggere la tua, e scopro che consigli di farlo. Per lei provo tenerezza, non mi aspetto altro che la sua sincerità. Mi sembra di capire, dalla recensione e dai tuoi commenti, che ci sia. Lo cerco - P.S. 2: Stronko, so che è la tua recensione, ma mi sembra che tu stia parlando di un disco che non esiste: un disco di covers di Patti Smith di Stronko. Questo credo sia invece proprio il disco di Patti Smith. Che per fortuna se ne fotte della fama di "sacerdotessa amazzone cazzuta" che aveva. Che fa un disco di covers, magari senza l'intento di incidere un segnno indelebile nel cuore di qualche vecchio nostalgico. Sono canzoni che le piacciono. E' una cantante, le canta. Come una vecchia cantante, che a differenza dei molti suoi fans, probabilmente ne ha le palle piene della continua riproposizione mitizzata della propria immagine. E' un parere un po' azzardato forse, non la conosco personalmente, ma alcuni miei amici l'hanno frequentata nel corso degli anni e credo di non essere lontano dalla verità. Ciao.
Patti Smith Twelve
Voto:
Minkia, una chiacchierata interessante! Un po' con Hal, un po' con Natoli. Non perchè la verità stia nel mezzo, piuttosto perchè spesso i suoi molteplici frammenti si irradiano e poi si intrecciano. Vero quel che dice Natoli su
Blue Note e lapalissiano per ECM: ma a parte l'insofferenza quasi fisiologica di molti jazzisti verso l'uniformità del suono Ecm, ed è facile intuirne i motivi e in molti casi li condivido, quanti dischi hanno invece trovato la loro splendida dimensione proprio in quel suono, dimensione tutt'altro che "decorativa"? E nelle tortuose strade di avvicinamento alle musiche (spesso sentieri e rivoli e strettoie e poi piazze, distese, vastità da agorafobia) non necessariamente i percorsi sono prevedibili. Si incrocia la parabola esausta del suono di Garbarek (per me ha finito di dire quel che aveva da dire anni fa, mi piacerebbe essere smentito dal prossimo disco e temo non accadrà), si risale ai suoi primi su ECM, si trovano altri suoni e si finisce chissà dove. Certo, nello sguardo di un musicista jazz c'è, il più delle volte, una lettura chè è anche la sua personale storia del jazz, ed è fatta di cesure, scelte, amori smisurati e condanne senza appello. Ed è bello sia così, perchè c'è un elemento di visceralità che rende la cosa viva. Per me è diverso: forse ascolto con maggiore distacco, ed ho mescolato troppa sostanza sonora, troppo varia, antitetica, per capire anche solo che gusti ho. Lascio che il disco giri, e aspetto che mi dica di sè tutto quello che sono in grado di sentire. Ovviamente quando l'impronta estetica in una label è così determinante il rischio di morte per autocompiacimento è grande. Ciò nonostante si incontrano sorprese anche tra i suoi titoli, zigzagando. Adelphi: beh, il parallelo con ECM è molto calzante, invece. Solo che l'impronta di Eicher informa il prodotto, con i libri funziona di più quella che Natoli definisce l'aura, che è determinata dalle scelte editoriali, ma non determina le caratteristiche dell'opera. Ma foss'anche per i soli Walser e Tommasino Landolfi (Schnitzler l'ha già giocato Hal:)vale la pena che esistano: la Adelphi e pure l'aura (non c'è? E' andata via?)
Alina Marazzi Un'Ora Sola Ti Vorrei
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Sei riuscita a vederla? A me non mi lasciò entrare dal link che postai... Pensandoci bene il titolo è tradotto correttamente, non credi? Walks into è moto a luogo, o no? Vuolcando entra into la stanza: per un attimo è sulla soglia, nè di qua nè di là. Ma anche no, io l'incleso non lo so.
Paul Hartnoll The Ideal Condition
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Ad esempio quello del quale ha scritto il Ghemi, "Merciless" di Andy Stott è un bel dischetto. Ti consiglio un'origliata (e una visita a quella pagina così vuota di commenti....)
Andy Stott Merciless
Voto:
Bello, si. Forse sei troppo entusiasta, ma se "ti piglia bene" lo capisco. Io l'ho ascoltato molto appena uscito, ora è un po' che non l'ascolto. Ma è vero, ha una personalità marcata, un bell'equilibrio.