odradek

DeRango : 8,55
DeEtà™ : 7680 giorni • Qui dal 3 giugno 2005
Stereolab Transient Random Noise Bursts With Announcements
Voto:
Ed è proprio anche in opposizione a quell'attitudine molto vera che sfornarono il punk. Anche quello, però, moooolto attento all'"estetica".... - Anch'io degli Stereolab ho Tomato Ketchup, questo l'ho sentito al tempo ma non ho un gran ricordo.
Prince One Nite Alone Live!
Voto:
Si si, concordo, gli Chic ci stanno, nei termini che dice il Primiballi. Mi hai fatto proprio tornare la voglia di ascoltarlo, in particolare questo.
Aurora Sutra The Land Of Harm And Appletrees
Voto:
Visto? Ascoltandoli si ha l'impressione che la tua descrizione sia azzeccata, ma che il disco oggi suoni, ovviamente, un po' datato. Ma mi hanno incuriosito. Mi sa che li cerco. Grazie, Fidia.
Aurora Sutra The Land Of Harm And Appletrees
Voto:
Oh, ho letto la tua risposta a Qzerty. Ma non ci credo. Se ci son riuscito io semplicemente seguendo le istruzioni di DeB può riuscirci chiunque. Ma chiunque chiunque, eh.
Aurora Sutra The Land Of Harm And Appletrees
Voto:
Veloce, sintetica e bella, in effetti. Mai sentiti nominare. Sul sito la parte "Media" è in costruzione. Perchè non ci elargisci qualche samples?
Helios Eingya
Helios Eingya
10 set 06
Voto:
@Antmo: ma tu non le segui, il problema quindi non si pone. - Mi capita a volte di scrivere de IL DISCO, ma negli ultimi tempi sto facendo soprattutto cronaca. Son quasi tutte nuove uscite, e di generi spesso diversi. Tra le decine che mi è capitato di sentire negli ultimi mesi scelgo quelli: A) non recensiti B) che in qualche modo e misura presentano particolari caratteristiche, elementi di interesse riguardo il loro ambito C) dischi che non hanno, a volte, una grande diffusione ma mi sembrano validi quanto altri più noti D)Lavori anche non eccellenti (questo a me piace molto, ma non è oggettivamente un Grande disco) ma che hanno incrociato lo stato d'animo giusto quando li ho sentiti. - Un altra cosa, poi, e lo confesso, è la sfida con la scrittura: trovare, in tempi rapidi (pochi minuti) le parole che si adattino al disco, cercando di evitare le ripetizioni e di restituire le impressioni dell'ascolto. - Ascolto meno di quel che vorrei, e soprattutto non nelle condizioni che vorrei. Ho una montagna di dischi (comperati, scaricati, copiati, inviatimi da gentilissimi DeUtenti) generata dalla lettura di Debaser. La scalerò lentamente, con calma. Ma per il motore "noncepobblema": è fuso da un pezzo, vado a pedali. - Oggi sono serio anch'io, Mega, ma tu mi strappi sempre un sorriso. Cià.
Helios Eingya
Helios Eingya
10 set 06
Voto:
Ciao, boyz.- @Sfascia: I miei umili DeRispetti - @JoP: Se los sempols te gustan, fammi sapere. Bai. - @ Festwca: in molte delle ultime ho frenato la logorrea, qui son 2110, e non è la più breve. Grazie - @ Stoopid: il peso di tutti i suoni di questo cd equivale ad uno zampillo del vulcano che hai descritto meravigliosamente tu oggi. C U leta -
Dizzy Gillespie & Charlie Parker Town Hall, New York City, June 22, 1945
Voto:
Beh, col copia incolla vien sempre fuori qualche arabesco... Te l'ho postato per via dell'affermazione di Monk. Carina, no?
Dizzy Gillespie & Charlie Parker Town Hall, New York City, June 22, 1945
Voto:
Stoopid, ho trovato questo in un blog: " A fine anni Trenta, presso la Minton’s Playhouse di NY, dopo il normale lavoro nelle grandi orchestre o nei piccoli complessi, si riunivano alcuni musicisti, tra i quali Thel. In seguito arrivano il chitarrista Charlie Christian, il trombettista Dizzy Gillespie e il sassofonista Charlie Parker. Ma tutti i musicisti che stavano nella zonsa passavano di lì per capire “quello che succedeva”: i protagonisti “cercavano qualcosa”, anche se non sapevano bene cosa… Monk, Gillespie (Diz) e Parker (Bird) studiavano giri armonici complicati (si dice anche per evitare che “mezze calzette” si inserissero nelle loro improvvisazioni…) e disegnavano arabeschi nervosi, asimmetrici, spesso dissonanti…i fraseggi brevi e secchi, che eliminavano il vibrato, suggerirono il nome del “jazz moderno”: “bebop”…
Da quelle sedute informali emergerà soprattutto il sassofonista Charlie Parker, personalità eccelsa ai confini tra genio e follia, uscito di scena a 35 anni, al culmine della creatività a causa della droga.
Ma Monk dirà (a ragione, secondo molti testimoni): “Bird e Diz non mi hanno insegnato nulla, sul piano musicale, non un accordo o una malizia. Ho invece l’impressione che, a forza di suonare con me, di chiedermi consigli sul modo in cui ottenere una migliore sonorità, su come scrivere buoni arrangiamenti e di farmi correggere la loro musica, siano stati loro a comporre temi che, in qualche modo, provenivano direttamente da me”.
Verità o millantato credito?
Dizzy Gillespie & Charlie Parker Town Hall, New York City, June 22, 1945
Voto:
Ho gugglato e vedo che Bird e Diz è ancora nel catalogo Verve, rimasterizzato nel '97, con un'altra copertina (anche questa molto bella, nel mio c'è una "classica" foto dei due, rossa)e, mi sembra,con qualche alt.takes in più... - E mica scherzavo quando ho detto che lo cerco:))