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DeRango : 0,97
DeEtà™ : 7607 giorni • Qui dal 11 agosto 2005
Harold Budd, Simon Raymonde, Robin Guthrie & Elizabeth Fraser The Moon and the Melodies
Voto:
La maggior parte dei loro testi risulta incomprensibile, ma questo garantisce una libertà assoluta (ogni testo può contenerli tutti, ognuno di noi puà scrivere il proprio testo) e dimostra che il fascino del gruppo valica facilmente i limiti idiomatici di ogni canzone. Entra nel sangue attraverso il respiro delle pelle, fluisce rapido dal cuore alla mente lungo sentieri di granito e velluto. (Alessandro Colavolo da Rockerilla n° 53 gennaio 1985)
Kate Bush Wuthering Heights
Voto:
Impetuosa e impudica la nostra strega/aliena fin dalla copertina.
The Smiths Hatful of Hollow
Voto:
"il senso della loro musica è meglio spiegato (che so?) dai giacinti disseminati sul palco, dall’estetismo delle copertine, da una voce monocorde che riesce chissà come a restare in aria"
The Young Gods Data Mirage Tangram
Voto:
Bella Sfascia che hai aperto le "porte" ai Giovani Dei. Il discorso alla lunga regge più sui suoni che sulla voce di Franz Treichler che sembra sempre più la reincarnazione di Jim Morrison. O sbaglio?
Ps: per l'imminente DeMeeting propongo un torneo di tennis over 50 con doppio misto
Vladislav Delay Anima
Voto:
Suona davvero senza tempo questa scultura sonora, al pari di un'opera di Picasso se seguiamo le parole dello Scaruffi: "cubismo dai frammenti melodici e ritmici" e rifila all'Anima un 8 clamoroso per i suoi parametri.
ps: Prima buona notizia del 2019: la Mille Plateaux rintorna in pista grazie ad un rinnovato fervore del mitico Achim Szepansky, Stay tuned!
Biosphere Departed Glories
Voto:
Facile dire droni. In realtà tutto il disco è formato da tracce vocali recuperate dalla tradizione folk est europea. Tramite l’Argeïphontes Lyre, un software inventato da Akira Rabelais, queste voci sono distorte al punto da diventare un suono che rievoca un mondo di fantasmi. Gli spettri sono quelli che popolano la foresta di Las Wolski, teatro della deportazione nazista degli ebrei di Cracovia e 800 anni rifugio di Bronisława -una regina medievale poi divenuta suora- nel tentativo di salvarsi dalla invasione dei Tartari.
"what kind of music someone like Bronislawa might have heard while trembling among the trees. Not real music, surely, but something the fears in the mind might conjure up."
G. Jenssen
Biosphere Departed Glories
Voto:
Capolavoro assoluto, della sua carriera, luminosissima e dell'ambient in generale. Consiglio di ascoltarlo più volte accompagnandolo con la visione dell'archivio fotografico di Sergei Prokudin-Gorsky. La foto di copertina è sua, scattata nel 1909 (!) e facente parte di un viaggio nella Russia Imperiale commissionato dallo zar. Cercatevi l'archivio e troverete un tesoro.
Qui un assaggio:
La Russia a colori, cent'anni fa - Il Post
Biosphere L’incoronazione di Poppea
Voto:
Semmai è Fennesz che si è abbeverato alle fonti biosferiche. Entrambi giganti ma Jenssen resta la sorgente. Poi de gustibus
Ben Frost The Centre Cannot Hold
Voto:
Come saturare l'aria di blu e restarne piacevolmente storditi. Il live set, in teatro, è memorabile. Peccato che su questo disco manchi forse il brano concept: Self Portrait in Ultramarine.
Applausi a tutti
Cocteau Twins Echoes in a Shallow Bay
Voto:
sì magnifico tutto, suono, canto, artwork e persino i titoli dei brani