donjunio

DeRango : 7,00
DeEtà™ : 7455 giorni • Qui dal 11 gennaio 2006
Hector German Oesterheld L'Eternauta
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Il miglior modo per recensire le "interiori", ma avrei gradito di più leggere qualcosa sul venerabile.
Rollins Band Come in and Burn
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Tranquillo, stavo solo cercando di sdrammatizzare un po' i contenuti della pagina.
Diaframma Live @ Liò Bar, Brescia 17/10/2008
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bel resoconto.
Rollins Band Come in and Burn
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Noto un Supersoul tutto preso dal suo amore per Rollins che non trova neanche il tempo di passare a commentare le sue vecchie passioni country-rock......
Rollins Band Come in and Burn
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Ah, la recensione è tua? Mi sembrava troppo buona per essere di un neofita. Sul Rollins personaggio: è il solito discorso, qui un po' più rozzo, che si può fare per Dylan, Reed, Young o Bowie. Non sai mai dove finisca l'artista e inizi la maschera, e in quale delle sue caselle si nasconda l'uomo. Poi sarà anche una testa di cazzo, ma faccio fatica a ricordare uno che abbia superato il deserto degli anni 80 senza perdere qualche rotella: Westerberg, Mould, Mascis etc...alla fine conta solo la musica. Personalmente l'ho sempre rispettato tantissimo, anche se i miei idoli sono stati altri.
Rollins Band Come in and Burn
Voto:
Supersoul, non serbo grandi ricordi di questo album anche se è da tanto che non lo metto sul piatto. Invece "The weight", che se non ricordo male sta cronologicamente tra i due, mi pare avesse più grinta e ispirazione, pur non trattandosi di un capolavoro.
Tyrannosaurus Rex My People Were Fair And Had Sky In Their Hair...
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Uno dei 2-3 più grandi gruppi di sempre. A 45 giri però.
Rollins Band Come in and Burn
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Il Rollins solista l'ho apprezzato fino a "The end of silence", lavoro sfaccettato in grado di rivaleggiare ad armi pari coi pesi massimi hard in un'annata particolarmente florida come il 92. Questo mi era parso ababstanza sfibrato al momento dell'uscita.
Dillard & Clark The Fantastic Expedition of Dillard & Clark
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Mi fa proprio piacere leggere questa pagina, anche perché fino ad ora ero stato l'unico a trattare il Clark solista, e una prospettiva diversa arrischisce. Del resto, se ci sono 12 o più "dissertazioni" di "Death Magnetic", due di questo capolavoro non stridono. Vedo che ti sei avventurato anche in paragoni con "Sweetheart of the rodeo" e con Parsons, terreno in cui i seguaci del country-rock notoriamente discutono animatamente. Anche io preferisco il sidecar al rodeo (perlomeno a quello riveduto e corretto da Roger), benché ovviamente il secondo abbia cambiato le carte in tavola data la rilevanza del nome Byrds mentre il sidecar rimarrà per sempre in garage a prendere polvere. Non bisogna però dimenticare che il country-rock è Parsons, che dal country è partito, lo ha rivoltato con le sua visionarietà e gli ha dato la perfezione coi Flying Burrito. Clark, come rileva giustamente Lewis, rimane pur sempre un folk-rocker col gusto di esplorare nuove forme per incanalare il proprio lirismo: più “americana” che country-rock, non a caso nella mia recensione ho tirato in ballo Robertson e Dylan. Anche se poi gli esiti sono gli stessi: una "new american music" ( "Cosmic" per Parsons, più rurale e intimista per Gene) ben lungi dall'essere mero revival, ma un'idea di canzone di straripante vitalità.
Crosby, Stills, Nash & Young Ohio / Find The Cost Of Freedom
Voto:
Ciò che penso in materia l'ho già scritto a suo tempo nella rece di "Four Way Street", aggiungo solo i complimenti per la scelta, la perizia e la sensibilità nello sviscerare uno dei singoli più significativi della storia del rock.
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