aries

DeRango : 1,18
DeEtà™ : 7435 giorni • Qui dal 30 gennaio 2006
Joe Jackson Night & Day
Voto:
Un entusiastico invito all'ascolto, a cui spero di dar seguito. Ho sentito poche cose di questo artista che, con "Steppin' Out" (brano che merita davvero lo status di capolavoro, per arrangiamenti e interpretazione) si è guadagnato il mio rispetto e la mia stima imperituri. Voto il disco sulla fiducia.
Max Bunker e Magnus Il numero 1
Voto:
L'idea più geniale di Max Bunker, probabilmente il più grande fumetto grottesco-satirico italiano, che con l'entrata in scena del Numero Uno ha un notevole salto di qualità. Molti episodi realizzati in coppia con Magnus sono capolavori (l'unico limite è che spesso fanno riferimento a episodi precedenti, per cui chi non li ha letti magari non è in grado di capire certe allusioni), ma è stato notevole anche il lavoro di Piffarerio e trovo riusciti anche diversi episodi degli anni '90 (soprattutto i più legati all'attualità). Con l'ingresso di Minuette (personaggio peraltro gradevole) al posto della banda TNT purtroppo ha perso molto d'interesse, almeno per me (complice il fatto che, con l'età ho mollato i fumetti. Leggevo anche Diabolik).
Mina La pioggia di marzo
Voto:
Non conosco l'originale di Jobim e nemmeno la versione di Fossati (che andrò senz'altro a recuperare), quindi non posso esprimere un parere sul testo cantato di Mina... posso dire solo che rende l'idea di parole che cadono come pioggia, quindi ha un suo perché. Apprezzo molto anche la versione francese di Moustaki.
@ luludia: pensando alla maestra che ti mise la nota per la battuta su Mazzini, penso che erano davvero altri tempi.
Gianni Mocchetti Andare
Voto:
Conosco solo il pezzo sanremese, secondo me uno dei pochi brani interessanti (e l'unico pezzo rock, in bilico tra sperimentazione e tentazioni commerciali) di quell'edizione, piuttosto modesta, di fine anni '70: ricorda vagamente "Himalaya" di Juri Camisasca. Anche per il suo passato nell'entourage di Battiato, mi sembra meritevole d'ascolto. Tra l'altro, in questo disco c'è Pino Massara, un altro importante artefice dei primi lavori dell'artista catanese.
Claudio Lolli Michel
Voto:
Credo che "Michel" sia una delle più belle e amare canzoni sull'amicizia. Io all'asilo ci sono stato solo tre mesi, mi hanno ritirato perché piangevo sempre, però una delle mie amicizie più antiche e durature cominciò a quei tempi. Lui correva più svelto di me, però alla fine il treno l'ho preso io. Ci siamo rivisti in età adulta. Quell'incontro mi ha lasciato la sensazione che, dopo anni di separazione, il minimo che possa accadere è evolvere ciascuno in modo diverso.
Roy Orbison Mystery Girl
Voto:
Conosco solo "California blue", un brano davvero piacevole, e dispiace che la carriera - e la vita - di Orbison siano state troncate quando avevano ancora tanto da dare. Il disco dev'essere notevole, anche per il livello dei collaboratori.
Alessio Cremonini Sulla mia pelle
Voto:
Non so se vedrò il film, quanto meno non lo vedrò ora, anche se ho apprezzato molto un'intervista in cui Borghi ha raccontato del suo coinvolgimento emotivo e della sua adesione al personaggio. Per i pochi film di produzione recente secondo me meritevoli di interesse, preferisco lasciar passare alcuni anni di decantazione, per non farmi condizionare troppo da opinioni tra loro discordanti e polemiche; spero vivamente che sia stato fatto per testimoniare e ricordare quello che è stato un vero e proprio fallimento delle istituzioni, che fa tanto più rabbia in quanto si sarebbe potuto evitare.
Riccardo Sinigallia Ciao Cuore
Voto:
Fino a oggi quasi ignoravo l'esistenza di Riccardo Sinigallia. Lavorando spesso nell'ombra, si è costruito un curriculum di tutto rispetto e il fatto che non gli piaccia apparire lo rende degno di stima. Per quanto ha fatto finora, direi che vale la pena ascoltarlo. Grazie per averne parlato.
Guè Pequeno Il ragazzo d'oro
Voto:
Mi sa che tutto il disco è un viaggio nella merda.
Manetti Bros. L'Ispettore Coliandro
Voto:
Una delle poche fiction veramente interessanti prodotte in Italia negli ultimi anni. La figura antieroica e politicamente scorretta di Coliandro è una boccata di aria pura tra gli stucchevoli miasmi buonisti che caratterizzano troppe produzioni televisive. E l'ambientazione bolognese, così atipica e ben evidenziata, fa il resto.