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#Obbligatorioilgestoapotropaico

Muore giovane chi è caro agli déi...

Ingram "Gram" Cecil Connor III Parsons (1946-1073) Cantautore, chitarrista, pianista. Già membro dei Byrds e dei Flying Burrito Brothers, unanimemente riconosciuto come maggior responsabile della transizione della musica più tradizionalmente country verso lidi più bagnati dal rock, non solo dai suoi colleghi e sodali a lui contemporanei, vedi Eagles o Jackson Browne e compagnia assortita, ma anche ai fautori della nuova ondata alt-country di fine secolo scorso.
Sia con i Byrds che con i Flying Burrito Brothers partecipò alla produzione di due album nel loro genere importantissimi, di culto, quasi, quanto scarsi di vendite come "Sweetheart The Rodeo" e "The Gilded Palace Of Sin". Anche da solista editò due album di cui almeno il secondo considerato poco meno che uno dei Vangeli del country rock modernamente inteso. Fu anche uno dei mentori di una band tanto seminale quanto apparentemente lontana dal suo mondo, i Modern Lovers di Jonathan Richman, così avanti da ispirare metà new wave di là da venire.
Così va il mondo.
Causa della morte: Indovinate un po'? Un bel cocktail di morfina, eroina, cocaina, alcoolici assortiti.
Menzione a parte merita l'odisea del suo cadavere: egli, in vita, aveva molto amato quello che oggi è il Joshua Tree National Park, tanto da aver espresso con gli amici il desiderio, alla sua morte, che le sue ceneri vi fossero sparse.
Al suo decesso, però, la madre fece in modo che alle esequie non partecipasse nessun esponente del mondo musicale, che li riteneva, e non a torto, colpevoli di aver introdotto il figlio all'uso ed abuso di droghe ed alcool.
Due amici, però, rubarono un carro funebre e la sua bara che stazionava in partenza dall'aeroporto di New Orleans, condussero la cara salma fino al Joshua Tree e lì riempirono la bara di benzina, dandole fuoco. Il cadavere, solo parzialmente carbonizzato, fu trovato dalla polizia che lo rese alla madre dopo giorni. Ora i poveri resti dell'Angelo Dolente giacciono al Garden of Memories di Metairie, Louisiana.

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Gram Parsons - A Song For You
 
Lucio Battisti | Equivoci Amici Famosa ma non è mai scadente, bellissima!
 
 
2 Step fuck off , turn back 2 Tone !,
bad manners , inner london violence
Omaggio alla 2 Tone, inevitabilmente agli Specials, all'integrazione, allo skatenarsi.
Dai gangster a Mandela, più o meno.
 
Wonderful scene from Dersu Uzala (1975)

"Dersu Uzala"
di Akira Kurosawa (1975)

#35mm
 
Message To A Friend

Charlie Haden (9 di 10)
"Message to a friend" from: Beyond the Missouri Sky
1997 (Verve)

#jazzlegends
 
You Don't Tell Me - Yard Trauma

Ultimi in ordine alfabetico sul registro di classe del neogarage anni ’80, gli Yard Trauma chiusero l’anno accademico ‘84/’85 in maniera egregia: dopo gli ottimi voti raccolti col “red album” e nonostante Lee Joseph abbia di fatto già sciolto la band e abbandonato Tucson per Los Angeles finendo nell’ultima line-up degli Unclaimed, gli Yard Trauma decidono di dare un seguito al loro disco di debutto: Must‘ve Been Something I Took Last Night è un piccolo classico del genere col suo Farfisa invadente pestato sia dal titolare Lance Kaufman che (I‘m Invisible, Situations) dall’ospite Rich Coffee e il criptico mulinello delle chitarre che forgiano il perfetto anello di congiunzione tra il suono degli Unclaimed e quello più spettrale dei Fourgiven e Plan 9, perfettamente equilibrato tra beat energici (You Don‘t Tell Me, la Situations vicina allo spirito degli Untold Fables, la cover di I‘ve Got a Girl dei Dearly Beloved, Only Mistakes) e una psichedelia avvolta da fosche tinte dark (Must‘ve Been Something I Took Last Night, Black and White, I‘ve Seen You Walking) e spaccato a metà da un fatato folk-rock come Dreamt in Color.

Colpevolmente snobbato allora anche da chi si limitava a comprare le uscite-chiave del fenomeno neo-garage, Must‘ve Been Something I Took Last Night è invece un ottimo campionario beat-punk in grado all’epoca di confrontarsi con i piccoli riconosciuti capolavori del genere (un bel gradino sopra il debutto dei Cynics o il secondo dei Lyres, una spanna sopra Stop Pretending delle Pandoras, tanto per dire, NdLYS) e che ancora oggi si scrolla con abilità dalla polvere del tempo.
 
Gabe Gurnsey - Push (Official Music Video)

@[ZiOn] conosci? Gran bell'album veramente. Secondo me ti piace di sicuro.
 
Lonnie Johnson - Summertime uno di quelli bravi