Giorgio Gaber - La marcia dei colitici

SETTIMANA COL NASONE>>>>>>>>>>>>>>>>> E noi colitici, che siamo tutti un pò psicosomatici, insieme diventiamo più politici, ma democratici......
 
The Clientele . Falling Asleep Meraviglioso brano di Indie-Pop.
 
YouTube video non trovato s-YTHGj52
You'd better watch out Lady double dealer.... Splendidi tamarroni.
 
Ride - Here And Now Gemma da lucidare.
 
Mike Westbrook - Metropolis (Part IX)

Jazz Legends - The Second Lines (31 di 100) Mike Westbrook
from "Metropolis" - 1971 (Neon)
 
Giorgio Gaber - La presa del potere.avi

SETTIMANA COL NASONE>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> "E l'Italia giocava alle carte e parlava di calcio nei bar...."
Nihil novi......
 
Altro bellissimo disco della Born Bad Records.

#zot2017

Marietta - La passagère (Born Bad Records, August 25, 2017)

Magari il nome "Marietta" potrebbe far sorridere chi non si sia mai imbattuto finora in questo ennesimo bravissimo scrittore di canzoni francese. Di fatto un progetto solista del cantautore e musicista Guillaume Marietta (già conosciuto per i The Feeling of Love), "La Passagère", uscito lo scorso anno su Born Bad Records, è il suo secondo disco è oggettivamente quello che si può considerare come la consacrazione di un artista e un musicista dotato di uno spiccato gusto pop e allo stesso tempo istrionico e originale negli arrangiamenti. Il titolo è una citazione derivata da "The Idiot" di Iggy Pop e di cui il disco riprende forse alcuni immaginari decadenti e post-punk. Fondamentalmente devoto alla psichedelica di marca Syd Barrett e accostato a artisti contemporanei come Kurt Vile oppure Cate LeBon oppure Kevin Morby, Marietta si rivela per la verità molto più dotato di tutti questi musicisti. Avvicinabile sicuramente al compagno di etichetta Forever Pavot (Emile Sornin) il sound di "La passagère" combina il cantautorato francese con arrangiamenti derivativi dalla psichedelia anni sessanta ("La carte", "Livide est la nuit") e sperimentalismi che sconfinano nel campo della musica progressive oppure acid jazz ("Nos ventres nus", "L'insecte dans ma bouche", "La passagère") "La grande ville malade" mi ha ricordato i primi BJM e la loro devozione alla psichedelia anni sessanta-settanta, "L'electricité" e "La bouche du vent" sono ballate elettriche post-diluviane nello stile David Bowie. "Maud La Nuit" ha chiaramente riferimenti Japan e David Sylvian. Un disco semplicemente fantastico di grande cantautorato e arrangiamenti sempre intelligenti. Consigliatissimo (da segnalare la presenza di SOKO come collaboratrice) così come consiglio di dare un occhio a tutte le uscite di questa ottima etichetta francese.

Marietta - La passagère

#marietta #bornbadrecords #thepassenger
 
Savage Republic Trudge I'm in love with a voodoo.
 
Guardatemi bene - G. Gaber

SETTIMANA COL NASONE>>>>>>>>>>>>>>>>>> Guardatelo bene, sapete di chi sta parlando.......
 
Ornette Coleman - Lonely Woman

Jazz Legends - The Second Lines (30 di 100) Paul Motian
from "Etudes" - 1988 (Soul Note)
 
5 Vincenti. 5) Brian Eno
Brian Eno "Golden Hours"
Per celebrare il centenario del futurismo, Alemanno e la sua giunta pensarono bene di commissionare un'opera al nostro Brian. Ci fu chi plaudì alla coraggiosa lungimiranza, chi storse il naso, chi ridacchiò sotto i baffi, chi tacque non sapendo cosa dire. Il nostro Brian si presentò con un lavoro intitolato "Presentismo. Tempo e spazio in un tempo dilatato" e, mentre si aggirava per palazzo Ruspoli vestito come un professore di sociologia qualcuno si ricordò che negli anni '70 andava in giro coperto di piume e di strass come una drag queen. Ma nessuno lo disse ad Alemanno.
Ma in molti si chiesero, e continuano a chiedersi: chi è davvero Brian Eno?
Un genio, un furbone, un abile manipolatore, un geniale rielaboratore di idee altrui, un visionario, un calcolatore....
Non-musicista, non-cantante, non-tecnico, non-compositore ha ridefinito il concetto stesso di compositore (e di musicista, e di tecnico....), trasformando in oro (quasi) tutto quello che toccava.
Chi è davvero Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno?
Di sicuro non lo sapeva, né lo ha mai saputo (nè gli ha mai importato di saperlo) il buon Alemanno. Suppongo ricambiato della stessa attenzione dal nostro Brian, che salutati tutti e lasciato palazzo Ruspoli si sarà intascato un cospicuo (e ben poco publicizzato) guiderdone.
Ma com'era, alla fine "Presentismo"?
Bello.... anche se, alla fine, come sempre con Brian non riesco mai a capire se - in fondo. in fondo - non ci stia prendendo tutti per il culo.....