"Sono pochi i dischi che possono vantare di contenere brani così particolari, belli, originali, sentiti, fuori dagli schemi nel senso stretto del termine."

 "Un disco, quindi, che dà voce agli angoli bui, creando grande musica. Angoscia, amore, paura, rabbia, frustrazione, mistero."

La recensione elogia “L’Appeso” dei Frammenti per l'originalità e l'introspezione profonda che lo distinguono dalla scena hardcore torinese. Il disco mescola sonorità crude e melodie sorprendenti creando atmosfere tra il reale e il sognante. I testi toccano temi difficili come la sofferenza adolescenziale ed emotiva. Nonostante alcune tracce meno incisive, l’album riesce a dare voce alle emozioni più profonde. Ascolta “L’Appeso” e lasciati trasportare nel cuore pulsante della notte torinese.

 La musica di Ludovico Einaudi a me è sempre sembrata un fenomeno costruito ad arte, amplificato in tutti i modi possibili e sostanzialmente autoreferenziale.

 Seven days walking: day two alla fine è un'opera trascurabile. Non aggiunge nulla al già poco.

La recensione smonta il mito di Einaudi come genio del pianoforte, attribuendo il suo successo più al marketing e al contesto familiare che a qualità musicali eccezionali. L'album Seven Days Walking: Day Two viene definito gradevole ma banale, privo di originalità e simile a molti altri lavori nella scena new age e minimalista. L'autore evidenzia la prevedibilità delle composizioni e critica la mancata innovazione. Il successo di Einaudi, secondo la recensione, appare sproporzionato rispetto al reale valore musicale. Leggi la recensione completa e scopri perché Einaudi divide così tanto pubblico e critica.

 Quando ho cominciato a usare la dinamite credevo in un sacco di cose, la libertà, la rivoluzione... si finisce col credere solo nella dinamite.

 Questo film, insomma, è un'antologia delle vita umana, trasposta in una delle più avvincenti storie che si ricordino.

La recensione sostiene che “Giù la testa” sia uno dei film più innovativi e profondi di Sergio Leone. Pur meno celebrato di altri suoi capolavori, affronta temi politici e umani con maestria, superando i limiti del western classico attraverso narrazione, regia e colonne sonore. L’articolo enfatizza la ricchezza delle scene e la complessità dei personaggi, invitando a una riflessione sul significato di rivoluzione, amicizia e violenza. Scopri il lato più profondo di “Giù la testa” e lasciati coinvolgere dalla sua attualità.

 Ascoltare questo album ha un effetto simile a quello di fare un sogno con 39 di febbre.

 Il muro di chitarra è stato abbattuto: adesso la musica è sghemba, sciolta, incoerente, caotica.

La recensione racconta la storia di Antioch Arrow e del loro album 'Gems of Masochism', sottolineandone la svolta stilistica dall'hardcore al gotico caotico. Viene esplorato l'effetto straniante dell'ascolto e l'influenza dell'album nel panorama underground, nonostante la band si fosse sciolta prima dell'uscita ufficiale. Il disco è descritto come visionario e ancora oggi fonte d'ispirazione. Scopri il viaggio unico di 'Gems of Masochism': ascoltalo ora e lasciati sorprendere!

 Possiamo quindi dire con certezza che questo ‘Alter Bridge’ ha passato l’esame a pieni voti.

 L’assolo in chiusura, come si suol dire, ‘vale il prezzo del biglietto’.

La recensione esplora l'ottavo album omonimo degli Alter Bridge, analizzando traccia dopo traccia e mettendo in luce l'equilibrio tra potenza e melodia. Nonostante un inizio meno brillante, il disco cresce progressivamente fino a toccare vette altissime con la conclusiva ‘Slave To Master’. La band conferma la propria identità con brani efficaci, dimostrando maturità e capacità di rinnovamento. Pur non superando il predecessore 'Pawn & Kings', il lavoro si piazza tra le migliori uscite della discografia. Leggi la recensione completa e scopri se il nuovo Alter Bridge merita di entrare nella tua playlist!

 Questo Toni sembra più un Candide volterriano e mi sorge spontaneo il quesito: ma ci è o ci fa?

 Non proprio una pellicola da meritare il massimo dei voti, però un utile memento su una persona che, morendo violentemente a 36 anni, si è portato nella tomba tanti misteri legati a vicende che hanno segnato la storia oscura d'Italia fra gli anni '70 e gli anni '80.

La recensione analizza 'Il Falsario' di Stefano Lodovichi, un film ispirato alla vera storia di Toni Chicchiarelli, abile falsario coinvolto nei misteri politici degli anni '70 e '80. Pur apprezzando la buona interpretazione e la ricostruzione storica, l'autore evidenzia limiti nella caratterizzazione del protagonista e nella precisione dei fatti, suggerendo una visione meno romanzata della vicenda. Il risultato è un biopic utile ma non del tutto convincente. Scopri la storia poco nota di Toni Chicchiarelli e lasciati coinvolgere dal dibattito sui misteri italiani.

 Ricochet è musica nata dall’improvvisazione e poi scolpita in studio, senza perdere la sua carica ipnotica.

 Riascoltato oggi, Ricochet resta un viaggio totale: una trance elettronica che ti cattura lentamente e non ti lascia appigli.

La recensione celebra Ricochet come l'apice creativo dei Tangerine Dream, capace di unire improvvisazione dal vivo e sofisticato lavoro in studio. Evidenzia il perfetto equilibrio tra istinto e controllo e traccia i cambiamenti successivi della band. Ricochet viene visto come un viaggio ipnotico, lontano dai compromessi e ancora oggi attuale. Scopri il capolavoro elettronico dei Tangerine Dream e lasciati trasportare da Ricochet.

 I Bull Brigade sono una delle più influenti band Oi! italiane dagli anni duemila.

 Questo è un buon disco di punk che non farà certo storcere il naso a chi è cresciuto a pane e pop punk, ma che piacerà anche a chi ama il vecchio Oi!.

La recensione analizza 'Stronger Than Time' dei Bull Brigade, sottolineando la loro influenza nella scena Oi! e il passaggio verso sonorità più melodiche. Pur segnalando limiti nella scelta dell'inglese e nostalgia per il passato, si riconosce il valore dell'album come degno esponente del punk attuale. L'autore apprezza il coraggio della band pur evidenziando qualche pecca rispetto al disco d'esordio. Scopri come i Bull Brigade osano rinnovarsi senza tradire le proprie radici.

 È molto più di un live. È un rituale cosmico, un frammento di storia dell’universo che prende forma su un palco infuocato.

 La sua fine è necessaria. La sua fine è cosmica. E questa registrazione è il suo addio megalomane, perfetto, inevitabile.

La recensione celebra l’ultimo storico concerto di David Bowie come Ziggy Stardust, sottolineando la potenza e l’iconicità della performance del 1973. L’evento è interpretato come un rituale cosmico di trasformazione, addio e rinascita, con la band in stato di grazia. Viene esaltato l’impatto che l’album e il film hanno avuto sulla storia del rock, sul glam e sulle generazioni future di artisti. Lodi speciali a Mick Ronson e un profondo ringraziamento a Bowie per il suo contributo all’arte e alla musica. Scopri la magia dell’ultimo concerto di Ziggy Stardust e lasciati travolgere dalla leggenda di Bowie.

 Dal primo accordo, Zarathustra ti avvolge con una potenza che pochi album prog italiani possono vantare.

 Un disco che ti prende dall’inizio alla fine e ti ricorda perché il prog italiano è diventato leggenda.

La recensione celebra Zarathustra come uno dei migliori album prog italiani, potente e innovativo. Il disco spicca per la sua costruzione, la qualità delle tastiere e l'impatto sinfonico, mantenendo coerenza e tensione. Vengono citate anche le polemiche storiche sulla copertina, che non intaccano, però, la grandezza musicale. Oggi è considerato un classico assoluto del progressive, consigliato a tutti i cultori del genere. Scopri perché Zarathustra è un must per ogni appassionato di prog italiano!

 Liriche tutte in gloria di dio dunque, declamate intanto che diluviano ritmiche di chitarra compresse all’inverosimile.

 I suoi riffoni usa e getta sono impossibili da memorizzare tanto sono convenzionali, i cori angelici sparati a mille nella più convinta delle celebrazione del signore nei cieli sono straboccanti e a loro (tronfio) modo impeccabili.

La recensione ironizza sull'album 'In God We Trust' degli Stryper, emblema del Christian Metal kitsch anni '80. L'autore critica le eccessive sonorità compresse, i cori esagerati e la fanatica religiosità. Pur riconoscendo un certo affetto nostalgico, il disco viene definito insignificante e sopravvalutato anche nel suo genere. Scopri la recensione completa e condividi la tua opinione su 'In God We Trust' degli Stryper!

 Beh, sti Green Fingers LTD non fanno eccezione. Di sicuro son gentaglia della peggior risma, ma mi han salvato dal torpore psych folk...

 "L’egg punk è un micro-genere caratterizzato da uno stile lo-fi, ritmi frenetici, testi surreali o satirici e un largo uso di synth economici”

La recensione esplora il mini album "Liminal Safe Space" dei Green Fingers Ltd, band georgiana che sorprende con stile egg punk: ritmo frenetico, testi surreali e synth lo-fi. L'autore apprezza l'audacia e la varietà del suono, con qualche riserva sulla predominanza vocale. Un ascolto consigliato per chi cerca freschezza e stranezza. Se cerchi qualcosa di strano e travolgente, ascolta subito Green Fingers Ltd!

 Il Blues non è moda, il Blues è storia!

 Cavolo, se gioco bene le mie carte, posso riportare tutto al punto di partenza

La recensione esplora il nuovo album di Van Morrison, 'Somebody Tried to Sell Me a Bridge', celebrando il ritorno alle radici blues con l'aiuto di grandi nomi della scena. L'autore riflette sul ruolo del blues nella storia della musica e ne riconosce il valore fondante anche per i generi più moderni come la trap. L'album si distingue per autenticità e partecipazione collettiva, evitando la mera nostalgia e offrendo nuove interpretazioni di classici e inediti. Scopri come Van Morrison riporta in vita il blues: ascolta l’album e lasciati trasportare dalle sue emozioni senza tempo!

 Forever Alien resta uno dei lavori più visionari della psichedelia elettronica.

 Accendete le cuffie, spegnete il mondo esterno e lasciate che la musica vi trasporti: il ritorno non sarà immediato, e non sarà lo stesso.

La recensione analizza Forever Alien dei Spectrum come un'esperienza sonora immersiva e alienante, guidata da synth e atmosfere sospese. Il disco, privo di strutture canoniche, porta l'ascoltatore in un flusso psichedelico cosmico. Ogni ascolto offre nuove sensazioni, rafforzando la coerenza visionaria dell'album. Work innovativo e consigliato agli amanti dell'esplorazione sonora. Preparatevi a partire per un viaggio sonoro senza ritorno: Forever Alien vi aspetta.

 Bugonia è un film pazzesco. Oltre a essere l'opera di Lanthimos che a oggi ho preferito in assoluto, ha una tale densità e una tale forza dinamica da inchiodare allo schermo.

 Un fatto è certo: chiunque veda Bugonia non può restare indifferente e non schierarsi o quanto meno porsi in un qualche punto del conflitto sociologico.

La recensione esalta Bugonia come l'opera più equilibrata di Lanthimos, capace di fondere satira, allegoria e dramma familiare. Attraverso la storia di due cugini coinvolti in un rapimento surreale, il film riflette sulle derive del complottismo e sulle grandi questioni della nostra epoca, sorprendendo con un apocalittico finale ricco di significato. Scopri perché Bugonia ti lascerà senza fiato: guarda il film e unisciti al dibattito!

 Lovecraft non racconta: espone, ordina, giudica.

 Il volume non mira a riabilitare né a condannare l’autore, ma a mostrarlo nel punto in cui la sua visione del mondo appare più netta e più scomoda.

La recensione analizza la pubblicazione da parte di Adelphi di una lunga lettera di Lovecraft, che ne svela il pensiero conservatore e la critica alla democrazia. Il testo, privo di intento narrativo, diventa manifesto intellettuale, illuminando le radici ideologiche dell'autore e offrendo ai lettori un punto di vista netto e scomodo. L'operazione editoriale privilegia la trasparenza rispetto al mito letterario. Scopri la vera anima di Lovecraft e lasciati provocare dalla sua visione scomoda.

 In conclusione parliamo di un ritorno che ci voleva, si aveva ancora bisogno dell’energia tamarra ma genuina dei Pendulum.

 Impossibile non restare indifferenti al mix di energia sintetica e melodia sgargiante di 'Come Alive', una vera e propria killer track che ci accoglie nell’album con un calore incredibile.

La recensione esamina il ritorno dei Pendulum con 'Inertia', sottolineando la coerenza stilistica ma anche una maggiore varietà tra drum’n’bass, elettronica rock e spinte metal. L'album si distingue per energia autentica e qualità compositiva, accostandosi a influenze sia anni '80 che contemporanee. Scopri perché il nuovo album dei Pendulum è imperdibile per gli amanti di elettronica energica e sperimentale!

 Vecchia scuola nell'atteggiamento: colpirne uno, educarne cento!

 La rivolta non si arresta.

La recensione analizza 'Attitudine offensiva' dei Zeman come un manifesto Oi!core moderno, con produzione pulita e suoni taglienti. Vengono evidenziati i temi antifascisti, i riferimenti politici controversi e la combinazione tra hardcore e Oi!. Non tutti i brani entusiasmano, ma l'album rimane un ottimo esempio di punk attuale con rimandi al calcio di strada. Scopri come la rabbia Oi!core si fonde con storia, calcio e politica: leggi la recensione completa!

 La sua voce vissuta e alcolica, lievemente depressa, rimane indubbiamente un punto di riferimento del blues stelle e strisce.

 Per me, come detto, non è stato un grandissimo, in ogni modo è un artista solo da ringraziare, da ricordare, da ascoltare ogni tanto e questo disco funziona benissimo in tal senso.

La recensione esplora 'Low Country Blues' di Gregg Allman, album di cover pubblicato nel 2011. L'autore riconosce la maestria interpretativa di Allman e il valore della sua voce, senza però trovarvi capolavori. L'opera viene collocata nel contesto personale e musicale dell'artista, celebrandone la figura a prescindere da un entusiasmo travolgente. Scopri la voce autentica di Gregg Allman: ascolta Low Country Blues e lasciati emozionare.

 Safari ebbene sì, è un rituale, un canto di Maldoror travestito da post-punk che impugna un coltello, ma con una lama rotta.

 In un deserto di specchi dove il viandante danzante assisteva al lento e graduale disfacimento ed alla polverizzazione del suo bel faccino riflesso.

La recensione esplora Safari dei Minimal Man come un viaggio sonoro oscuro e inquieto, capace di fondere brutalità industriale e malinconia post-punk. L'opera viene presentata come un rituale sonoro che seduce l'ascoltatore, tra atmosfere ambigue e lirismo autobiografico, rendendo omaggio tanto al carisma di Patrick Miller quanto all’estetica underground della scena San Francisco-New York. Scopri Safari dei Minimal Man e lasciati trasportare nel suo affascinante viaggio sonoro.