A.R.S.O.N. non porta con sé particolare innovazione o sperimentazione, porta conferme e tanta qualità.

 Nonostante sia palpabile, come detto, l’effetto nostalgia, questo lavoro vuole dimostrare che la band continua a maturare e non vuole far altro che affinare il tiro, alleggerendo il peso del tempo.

La recensione elogia A.R.S.O.N., ottavo disco degli Story of the Year, sottolineando maturità e coerenza della band. Il sound rievoca sia le origini emo/post-hardcore che nuove influenze nu metal, senza perdere identità. Spiccano entusiasmo, coesione e qualità, con un pizzico di nostalgia. Piccola pecca la durata: undici tracce scorrono rapide ma intense. Leggi la recensione completa e lasciati conquistare dal nuovo sound degli Story of the Year!

 Accompagnato da una produzione estremamente curata e di grande eleganza - sempre Robert Ponger ai controlli - e da una voce impostata che in alcuni episodi sfiorava addirittura il falsetto...

 Costato uno sproposito alla casa discografica—che in partnership con la TV di stato ORF produsse contestualmente un ambizioso lungometraggio interamente incentrato sui nuovi brani—l'album si rivelò tuttavia un indiscutibile Flop.

La recensione ripercorre la svolta estetica e musicale di Falco con l'album 'Junge Roemer', segnata da una produzione raffinata e una ricerca d'immagine ispirata a David Bowie. Nonostante risorse investite e aspettative alte, il disco fu un flop commerciale e rappresentò un momento difficile per l'artista, sia professionalmente che personalmente. Scopri come Falco ha rivoluzionato la sua immagine e perché 'Junge Roemer' è diventato un caso della musica pop!

 Ci sono dischi che gridano il proprio valore, e altri che lo affermano con silenziosa eleganza: 'Wahoo!' appartiene a questa seconda categoria.

 Pearson non esagera mai; ogni arrangiamento ha un disegno preciso, ma gli spazi per l’improvvisazione restano ampi e vitali.

La recensione celebra 'Wahoo!' come uno dei tesori nascosti del catalogo Blue Note. Viene esplorato il ruolo centrale di Duke Pearson come arrangiatore, la sua sensibilità melodica e la coesione dell'ensemble. L'approccio bilancia struttura e improvvisazione, mentre la cover art riceve un'analisi storica. Il disco è valutato come un esempio maturo e affascinante di jazz hard bop. Scopri la raffinata magia di 'Wahoo!' e lasciati incantare dal pianismo di Duke Pearson.

 Tutto decente, però tutto soprassedibile.

 Bailey è stato uno bravo, e un paio di album dei TT in discoteca fanno la loro figura e non prendono solo polvere.

La recensione racconta l’ultimo album dei Thompson Twins, 'Queer', uscito nel 1991. Il disco segna la chiusura di una carriera pop-synth, esplorando nuove sonorità dance, ma senza episodi particolarmente memorabili. Il duo si reinventa come Babble e finisce lentamente nell’anonimato. L’autore esprime nostalgia e affetto per la band, anche se riconosce la mediocrità dell’album. Scopri l’ultimo capitolo dei Thompson Twins e lasciati trasportare dalla nostalgia synth-pop!

 "Einzelhaft è stato il mio album migliore."

 Un 33 giri tanto semplice e lineare nella produzione musicale quanto abrasivo e ricco di un micidiale humor nero nei testi.

La recensione analizza Einzelhaft, primo album di Falco, ponendo l’accento sulla sua genuinità e il ruolo chiave di Der Kommissar. Si evidenzia una produzione semplice e testi ricchi di humor nero, ma anche una ricezione tiepida in Italia a causa della lingua. Vengono citati altri brani notevoli e le scelte artistiche audaci di Falco. Leggi la recensione completa e riscopri l'album d’esordio di Falco!

 ‘Perché Non Si Sa Mai’ è il disco più corale dei Bull Brigade, uscito nella fase più importante del loro percorso: quella della riconferma.

 Le orchestrazioni dipingono un cielo grigio, ma mai spento.

La recensione esplora 'Perché non si sa mai' dei Bull Brigade come un disco di transizione, segnando un allontanamento dall'Oi! verso sonorità più cantautorali. Si analizza la riflessione sulla crescita personale e sulle proprie radici torinesi, sottolineando il valore lirico e il tentativo di rinnovamento della band. Nonostante i rischi presi e qualche inciampo, il lavoro rappresenta una fase importante nel percorso dei Bull Brigade. Scopri come i Bull Brigade reinventano il loro suono e condividi la tua opinione sull'evoluzione della band!

 L’album si caratterizza per un uso costante di droni molto profondi, suoni creati da lui stesso ai synth e un uso predominante del riverbero.

 Stars Gate è un esordio onesto e coerente, che mostra una chiara direzione estetica ma anche margini di crescita evidenti.

La recensione di 'Stars Gate' analizza il debutto di Emanuelle De Lange, un album autoprodotto nel segno dell'ambient e della space music. L'opera si distingue per l'uso di sintetizzatori iconici, riverberi profondi e tracce dilatate, ispirandosi a Constance Demby, pur mostrando limiti tecnici tipici di una prima esperienza. Un esordio onesto e promettente, da un artista emergente con potenziale di crescita. Scopri l'atmosfera di Stars Gate e lasciati trasportare nello spazio sonoro di Emanuelle De Lange.

 Il console generale è un album suonato senza spartiti e senza metronomo, nonché in accordo con le fasi lunari.

 Consiglio a tutti l’ascolto del disco nonché la presenza a un suo concerto.

Flavio Giurato torna a nove anni dall’ultimo album con ‘Il console generale’: sette brani inediti e uno già conosciuto, affrontando temi storici, introspezione e novelle sonore. L’album colpisce per la sua originalità, la libertà esecutiva e l’approccio sperimentale. Consigliato sia l’ascolto che la partecipazione al tour imminente. Scopri ora ‘Il console generale’ e lasciati sorprendere dal nuovo viaggio musicale di Flavio Giurato!

 I Crown Lands invece sono andati ampiamente controcorrente e si sono addentrati in territori ben poco battuti.

 Musica meditativa, sognante, paesaggistica, introspettiva, rilassante e tesa allo stesso tempo.

La recensione analizza l'EP Ritual II dei Crown Lands, evidenziando il drastico cambiamento stilistico verso sonorità world, tribali e ambient. L'autore loda il coraggio del duo canadese nell'allontanarsi dall'hard rock originario, proponendo invece un viaggio sonoro meditativo e paesaggistico. Il nuovo approccio viene definito affascinante e coinvolgente, pur notando la possibilità di un ritorno al sound precedente nei prossimi lavori. Scopri l'affascinante viaggio sonoro offerto da Ritual II dei Crown Lands!

 Prima si raccontavano memorie e dolori di uno skinhead, ora memorie e dolori di una persona normale.

 Rasoio in tasca perché non si sa mai.

La recensione analizza 'Perché non si sa mai' dei Bull Brigade, sottolineando l'evoluzione della band verso un punk più melodico, distante dalle origini Oi!. Il disco alterna momenti convincenti a esperimenti meno riusciti. Alcuni featuring riescono bene, altri meno. Si percepisce il distacco dall'identità storica della band, lasciando spazio a testi più universali. Il risultato finale convince solo in parte, ma apre nuove traiettorie. Scopri come i Bull Brigade reinventano il loro sound: leggi la recensione completa!

 Senza parole esatte, senza la poesia dei sentimenti, il mondo interiore di due amanti tormentati si trasforma in una posa a favore di flash e telecamere.

 A qualcuno potrà piacere, ma per favore, non chiamiamola più Settima arte.

La recensione critica severamente il nuovo 'Cime tempestose' di Fennell, notando come l'estetica prevarichi sulla sostanza narrativa. Personaggi semplicistici e simboli esagerati riducono il dramma a una soap opera visiva, sacrificando profondità e realismo per immagini accattivanti. Il film appare rivolto più a un pubblico social che agli amanti del cinema classico. Scopri se la Cime tempestose di Fennell fa davvero per te: approfondisci ora.

 Il potere è paragonabile ad una sostanza certo inebriante, ma altamente tossica tanto da avvelenare interiormente chi ne viene a contatto.

 Viene proprio da pensare che il potere corrompe e figuriamoci quando qualcuno accumula troppo potere fino a che punto marcisca nell'animo.

La recensione esamina il film di Assayas ispirato al romanzo di Giuliano da Empoli, seguendo la parabola di Vadim Baranov, consigliere fittizio dello 'zar' Putin. Il film esplora il potere come elemento corruttivo e analizza da vicino la trasformazione della Russia dagli anni del crollo sovietico all’epoca di Putin, con una riflessione disillusa sul prezzo da pagare quando si è troppo vicini ai vertici. Non perderti questo potente viaggio nei segreti del potere russo. Scopri il film e condividi la tua opinione!

 Quindici minuti e quarantasei secondi di pura macelleria e putridume.

 A mia madre ascoltandolo è scappata di casa e non so se ritornerà a breve per la paura di rimettere il tasto play a questa mostruosità casinara.

La recensione descrive Slumber Basket In The Casket - Cake Blast come un esperimento grindcore ironico e autodistruttivo. L’album si caratterizza per la sua natura caotica e volutamente grottesca, con suoni estremi e vocalizzi esagerati. Non punta a essere ‘serio’, ma a divertire e scuotere chi ascolta. Il progetto appare come uno scherzo rumoroso dedicato ai fan dell’estremo. Se ami l’estremo senza regole, ascolta Cake Blast su Bandcamp!

 Nusantara Beat celebra l'unità attraverso il ritmo.

 C'è molta energia qui, del tipo che invita a muoversi, piuttosto che a perpetrare i ritmi al rallentatore o l'isolazionismo.

La recensione loda il disco di debutto dei Nusantara Beat, un ensemble indo-olandese che fonde psichedelia anni '60, funk e sonorità indonesiane. L'album spicca per energia, grazie all’alchimia tra basso e batteria e un sound stratificato ma coinvolgente. Si esalta la capacità della band di superare i derivativi del genere, offrendo una proposta fresca e ballabile, ricca di citazioni musicali e influenze retro-futuriste. Scopri il ritmo travolgente dei Nusantara Beat e lasciati trasportare dal loro groove!

 "Dischi come questo, benché obiettivamente mediocri, sono nettare musicale in confronto alle porcherie pop dance odierne."

 "Big Trash è dunque un condivisibile titolo, accostabile alla situazione cercata dai TT: grande casino ritmico."

La recensione analizza Big Trash dei Thompson Twins come esempio di passaggio dalle melodie fresche agli eccessi percussivi della dance elettronica di fine '80. Pur giudicato mediocre, l'album viene rivalutato rispetto alla scena pop/dance odierna, considerata priva di swing e melodia. L'autore esprime nostalgia per un'epoca musicale che, pur criticata in passato, oggi spicca in confronto ai trend attuali. Scopri come suonavano davvero gli anni '80 e lasciati trasportare da Big Trash!

 Si presentano al pubblico visibilmente mascherati ma paradossalmente hanno smascherato noi altri.

 Alla fine, nel cuore e nel mondo, tutti abbiamo un lato pop, siamo tutti un po’ 'popstar'.

La recensione analizza come gli Sleep Token combinino generi apparentemente in antitesi, alternando metal estremo e pop, trap e neo-soul in Even in Arcadia. L'opera è vista come apice della loro cifra stilistica, spingendo le contaminazioni all'estremo e polarizzando pubblico e critica. Si riflette sull’identità ambigua della band e sul messaggio sotteso di universalità della componente pop. La recensione cita momenti salienti dell’album e sottolinea la natura divisiva della loro proposta. Scopri come Sleep Token rivoluziona la musica: ascolta Even in Arcadia e lasciati sorprendere!

 "Mancare una voce. Mancare essendo cercata. Questo significa qualcosa, ma non so che cosa."

 "Quasi fin da subito ho trovato il libro semplice e piacevole da leggere e dopo un po' di anni ho anche percepito l'intensità, il cuore e la simpatia di Andrea."

La recensione analizza 'Barefoot Pilgrimage', memoir di Andrea Corr, soffermandosi sulle radici familiari, la storia dei Corrs, il dolore per la scomparsa dei genitori e la crescita personale della cantante. Il libro si distingue per semplicità e sincerità, alternando ricordi, poesie e brani musicali. L'autore lo considera piacevole ma dal sapore agrodolce, sottolineando come non abbia lasciato un impatto duraturo. Scopri la storia intensa e autentica di Andrea Corr: immergiti nelle emozioni di 'Barefoot Pilgrimage'!

 Non aspettatevi che questo disco dia voce alle vostre grida feroci e disperate mente sotto la pioggia, nella vostra città sacra.

 "Vernice sul cemento, nebbia poi vento, il fuoco non si è spento: nostro tormento".

La recensione analizza il terzo album dei Bull Brigade, sottolineando il passaggio da un Oi! rabbioso a sonorità più morbide e mainstream. Pur riconoscendo momenti brillanti, evidenzia la perdita di mordente rispetto al passato e riflette sul senso di maturità e cambiamento. L'autore valuta l'album come un discreto lavoro, ma meno incisivo rispetto agli esordi. Leggi la recensione completa e scopri se il nuovo album dei Bull Brigade fa per te!

 La tragedia, la commedia più semplice e popolare, la trasfigurazione letteraria, il potere immenso della parola e della fantasia.

 Guido no, recita il buffone fino alla fine, anche davanti al fucile.

La recensione, inizialmente scettica, rivaluta 'La vita è bella' a distanza di anni, evidenziandone genio inventivo, profondità emotiva e valore educativo. L’opera di Benigni viene celebrata per la capacità di unire comicità e tragedia, trasfigurando l’orrore storico tramite la fantasia e l’amore paterno. Non mancano lievi critiche produttive, ma il bilancio è molto positivo. Scopri perché 'La vita è bella' continua a commuovere e insegnare anche dopo trent’anni.

 Il meglio per loro è passato, dunque.

 Si verifica lo strano fenomeno di avere un album dance con liriche serie, anche profonde.

Il sesto album dei Thompson Twins, 'Close to the Bone', segna l'inizio della loro fase discendente sia in termini di qualità che di popolarità. Sebbene le sonorità rimangano energiche e ballabili, le liriche si fanno più cupe e personali, ispirate da tragedie private. La produzione di Rupert Hine mantiene alto il livello tecnico, ma solo i fan più appassionati apprezzeranno davvero questo disco. Scopri se 'Close to the Bone' fa ancora per te: ascolta e lasciati sorprendere dal mix di ritmo e malinconia.