Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7972 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Edoardo Bennato Così E' Se Vi Pare
Voto:
Non sono mai stato un fan sfegatato di questo "Bob Dylan dei poveri", e in particolare quello che va da metà anni '80 in poi mi fa pena. Proprio per questo l'unico disco che ho di costui è (guarda caso) quella "ridicola raccolta con la copertina rossa" citata. Vorrei sapere, a parte la copertina, che cos'ha di ridicolo, visto che su 3 CD 2 e tre quarti sono dedicati all'unica fase veramente salvabile della produzione del nostro Edoardo, ovvero gli anni '70. Per quelli che come me non amano particolarmente il folksinger dei Campi Flegrei, ma ritengono piuttosto interessanti le sue prime ballate, è una sintesi perfetta. Sul Bennato attuale meglio non esprimersi.
Giuseppe Verdi Traviata
Voto:
La sola citazione come "cazzata" dell'eterna, idiota eppure inestirpabile e ampiamente starnazzata affermazione che "La musica classica è rilassante...", fa virare il mio giudizio verso il 5. Il resto è fantasia e ironia a vagonate, e a queste cose ormai l'ottimo Kyrielison ci ha piacevolmente abituato. Certo non potrà fare altrettanto con coloro che appena leggono più di 30 righe vanno in shock anafilattico e non sapendo fare di meglio sputano un bell'1, ma a questo punto mi chiedo: che cos'è che spinge costoro a compiere l'inutile sforzo di cercare di capire parole come queste ? Non è più comodo leggere un bell'SMS non troppo lungo, pieno di xchè e di cmq, di lunghezza e contenuto più accessibili ai loro neuroni ?
Amy Winehouse Back To Black
Voto:
La recensione si chiude con un perentorio "tutto fumo e niente arrosto". Correggerei il tiro e direi che in mezzo a un fumo così fitto da asfissiare, creato ad arte per costruire un personaggio fintamente "maledetto" e "trasgressivo", intravedo anche un po' d'arrosto. Nulla di trascendentale, ma solo un disco di piacevole pop-soul e una voce piuttosto fuori dagli schemi adolescenzial-dementi che imperversano ovunque. In ogni caso nulla di neanche lontanamente paragonabile a certe artiste citate: non confondiamo il sacro con il profano, per favore. Anch'io mi sono procurato il disco per curiosità, dopo aver ascoltato lodi a dir poco sperticate, oltre ai soliti paragoni assurdi. L'ho trovato passabile e nulla più, e non credo che approfondirò più di tanto il capitolo Amy Winehouse. Quanto al personaggio, non è colpa mia se per far colpo sui gonzi bisogna fare tutto questo inutile schiamazzo.
Loreena McKennitt A Midwinter Night's Dream
Voto:
Per diversi anni questa eccezionale artista è stata presente su questo sito con la miseria di 2 recensioni, entrambe mie ("Parallel Dreams" e "The Book of Secrets"). Meno male che è arrivato Hell a renderle giustizia. Si sente che la ami alla follia, sentimento peraltro da me condiviso in pieno. Il disco mi incuriosisce, anche se preferisco la Loreena solenne e lussureggiante di "Book of Secrets" (e del suo seguito ideale "Ancient Muse") a quella rarefatta e natalizia, stile "A Winter Garden", o (andando più indietro nel tempo) "To drive the cold winter away". In ogni caso è sempre un bel sentire
Pino Daniele Schizzechea With Love
Voto:
@Gustavotanz: Poffarbacco, mi ero dimenticato completamente di Vai mo' e Bella 'mbriana, per me due capolavori. Chissà perché nei miei ricordi li mettevo cronologicamente prima di Nero a metà... Su Musicante sono molto meno entusiasta, ma sempre di ottimo disco si tratta. Sui colpi di coda e sulle patacche sottoscrivo al 100%. Come del resto sui capolavori, ma con la dimenticanza di cui sopra
Pino Daniele Schizzechea With Love
Voto:
Mi sono sempre chiesto come un gioiello nascosto come "Jesce juorno" potesse trovarsi in un album così mediocre. Non dico brutto, ma semplicemente mediocre, neanche lontano parente di quella irripetibile serie che va da "Terra mia" a "Nero a metà", senza scordare il live "Sciò", non fosse altro per i musicisti che ci suonano. Pino Daniele aveva già iniziato quel processo di involuzione che lo ha portato a certe cose improponibili degli anni '90, eppure qualche residuo di genio dormiva ancora sepolto sotto strati di melassa. In "Jesce juorno" possiamo apprezzarlo ancora in pieno, e non a caso è l'unico brano del disco che ricordo. Questa recensione, buona ma piena del tipico entusiasmo del fan che perdona tutto al suo idolo, mi ha comunque fatto voglia di andare a disseppelirlo dalla polvere.
Vinicio Capossela Da solo
Voto:
Sono ancora sotto shock da "Ovunque proteggi": ogni volta che lo ascolto provo un dolore fisico, specie nella prima parte, fino a "Medusa cha-cha" esclusa. Il che non è affatto un giudizio negativo, anzi: vuol dire che è un album che all'inizio mi scava dentro brutalmente, facendomi quasi sanguinare, per poi placarmi in un "sollievo di lacrime" (citazione da De André, tanto per cambiare) con "Nutless" , "Lanterne rosse" e l'agghiacciante "S.S. dei naufragati", roba da visioni di Coleridge. Un disco di cui si può dire tutto, meno che lasci indifferenti. Se questo lo segue anche in minima parte, vale la pena di conoscerlo. L'ottima recensione invita a farlo
Ivano Fossati Musica Moderna
Voto:
Se anche Battiato, Fossati e Conte fossero pur minimamente sopravvalutati, almeno nel loro caso si può dire che in parte se lo meritano, ovvero che l'eventuale sopravvalutazione parte da un innegabile, effettivo valore di base. Pensiamo invece a quanti zeri assoluti, specie nel panorama italiano, possono godere di eccezionale credito, e di ancora più eccezionali vendite (relativamente, vista la crisi nera del mercato discografico).
Ivano Fossati Musica Moderna
Voto:
Parzialmente deluso dal Fossati che ha ripreso in mano la chitarra (vedi "L'Arcangelo") e con molta nostalgia per la fase "pianistica" melodica che va dalla "Pianta del Tè" alla "Disciplina della Terra", spero che la smania di esprimersi in un linguaggio più immediato, già iniziata da "Lampo viaggiatore", non abbia portato il nostro autore verso il pericoloso baratro della canzonetta scontata, prospettato dal Punisher. L'unico brano che ho sentito purtroppo va proprio in questa direzione, ma non basta per giudicare l'intero disco. In ogni caso la recensione invita ad approfondire
Johann Sebastian Bach Matthäus passion
Voto:
P.S. E (dimenticavo) lo invito anche a non buttarsi troppo giù. Non ne vale la pena, e in ogni caso da queste parti si è letto assai di peggio