mementomori

DeRango : 6,96
DeEtà™ : 7206 giorni • Qui dal 17 settembre 2006
Dario Argento Inferno
Voto:
film invotabile...a me piace un casino, ma non nego che si tratti di una cagata pazzesca...sceneggiatura inesistente, veramente senza senso, così idiota il finale che proprio nell'idiozia trova un'ancora di salvezza...però la scena toponi di fogna vs vecchiardo cieco ammazza gatti è un vero cult...le musiche di emerson poi sono spettacolari, consiglio vivamente l'acquisto della colonna sonora...buona recensione, non sapevo che si fosse anche tentato di giusticare questo film, che credevo una merdata secondo l'unanimità della critica... sinceramente, più che free-jazz mi pare il delirio di un bburino che inizia ad intraprendere la comoda via del manierismo... peccato che il darione sia oggi divenuto l'artefice del peggior cinema in circolazione...Fidia, argento è stato un maestro ed è conosciutissimo all'estero...i suoi coloracci pastello hanno sicuramente fatto il giro del mondo, ma sinceramente non ci vedo un collegamente diretto con herzog, non penso che l'uno abbia inflenzato l'altro...magari hanno raggiunto gli stessi risultati per vie diverse...
AA.VV. Serata Dark Al Black Hole Di Milano - 06.05.07
Voto:
eh eh, in effetti "Il kebab mi gonfia la pancia e mi salgono dei rutti cipollosi, che smorzo con la massima finezza a bocca chiusa, anche se sento che mi si gonfiano le froge" una risata nella solitudine me l'ha strappata...quant'è vero...ma le froge non erano quelle del naso???
AA.VV. Serata Dark Al Black Hole Di Milano - 06.05.07
Voto:
eh eh, in effetti "Il kebab mi gonfia la pancia e mi salgono dei rutti cipollosi, che smorzo con la massima finezza a bocca chiusa, anche se sento che mi si gonfiano le froge" una risata nella solitudine me l'ha strappata...quant'è vero...ma le froge non erano quelle del naso???
Area International POPular Group Arbeit Macht Frei
Voto:
premesso che ho dato 3 al disco e non al gruppo, personalmente parlando tendo a preferire personaggi con un'idea precisa in testa e che poi hanno la pazienza di svilupparla, magari andando anche a vedere l'effetto d'insieme...insomma, non per scomodare Dio, però in un pezzo come Lark's tongue in aspik si improvvisa, si sperimenta, ma si riconduce il tutto ad uno schema ben preciso, si progredisce e gli strumenti hanno un ruolo preciso nel tutto...certo, il paragone non è centratissimo, ma alla fine l'impressione che mi lascia la musica degli area (premetto che non conosco la teoria musicale) è quello di una jam sassion fra artisti con le palle, gente che si diverte, che dall'alto della propria sapienza si permette di "scazzare"...è dal punto di vista concettuale che mi sembrano deboli (salvo, appunto, le conettualizzazioni sull'utilizzo della voce come uno strumento musicale da parte di stratos)...certo, è anche questione di gusti, non mi piacciono le cose "barocche", in fondo preferisco i king crimson agli EL&P...
Area International POPular Group Arbeit Macht Frei
Voto:
recensione grandiosa (ben vengano doppioni di questo tipo!) per un album secondo me non all'altezza della recensione stessa. Arbeit è passato alla storia ed è divenuto l'emblema della band, ma secondo me il meglio gli Area lo daranno nelle performance dal vivo, dove i pezzi possono finalmente sprigionarsi, respirare e vivere di vera improvvisazione, la cosa che forse agli Area riusciva meglio. I lavori in studio non mi hanno mai entusiasmato, questo poi lo trovo troppo breve e un po' ingessato (mi pare che le enormi potenzialità degli strumentisti vengano qui compresse, un poco ammaestrate e private dell'irruenza e dell'immediatezza d'improvvisazione, ma al contempo non si vanno a costruire trame studiate o soluzioni particolarmente geniali. Lo stesso stratos mi pare un po' in sordina, rispetto ad altri situazioni...oltre tutto, qua e là si mangia qualche parola, dimostrando che l'italiano non è proprio la lingua migliore per i virtuosismi vocali). Quanto al contributo degli Area nella storia della musica, io sarei per ridimensionarli un poco: pieno rispetto per l'impegno e per le tematiche affrontate, ma tolto Stratos (forse il cantante più dotato di sempre), gli Area mi appaiono più un collettivo di abili strumentisti che un vero corpus unico in grado di costruire e consegnare alla storia qualcosa di organico ed innovativo. Insomma, per le influenze etniche c'erano già i Third Ear Band, quanto alla commistione con il jazz i Soft Machine mi paiono su un altro pianeta. E' in generale la tanto famigerata scena progressive italiana di quegli anni a non convincermi: mille gruppi, spesso testi insentibili e poche idee. Paradossalmente, la cosa più sconvolgente ed innovativa dal fronte italiano sono i bistrattati Jacula del fenomenale Bartocceti. Questa è comunque un'opinione personale, non c'è alcun intento polemico, si fa solo per parlare e scambiare opinioni.
David Cronenberg M. Butterfly
Voto:
beh fidia, il sentimento dell'amore è una cosa talmente soggettiva che è difficile rispondere. Personaggi un po' ambigui come quelli da te descritti esistono, ma secondo me, in quella circostanza, la "colpa" (se di colpa si può parlare) è più tua che sua , ed Irons è lì a insegnartelo. Innamorarsi, vuol dire anche essere predisposti ad esserlo, perdere momentaneamente le capacità analitiche in vista del raggiungimento di obiettivi che travalicano la sfera razionale e a cui noi, anche inconsciamente, vogliamo dare la priorità. Spesso è più facile innamorarsi della persona sbagliata che si presenta al momento giusto. Spesso ci colpisce qualche elemento, e noi costruiamo la persona sulla base di questi pochi elementi. E, a seconda delle nostre necessità, selezionando solo gli aspetti che ci stregano, ci rafforzeremo nella convinzione che si tratti della persona giusta. Una volta innescato, il meccansmo diviene micidiale, e tornare bruscamente alla realtà (spesso perché alla fine siamo noi che torniamo sul piano razionale, e non tanto perché si svela la persona per quello che è) può essere veramente traumatico. Ma a questo punto non è che non amiamo più, ci rendiamo conto piuttosto che non abbiamo amato mai, e che il tutto è stato un abbaglio. Naturalmente è possibile anche il contrario, data l'irrazionalità dell'amore, ma francamente, io che non vedo l'amore sotto un'accezione metafisica e soprannaturale, son dell'idea che l'amore non sia altro che il frutto complesso di fattori che si intersecano...dall'interazione di queste variabili, tutto può succedere, ma se si esce fuori dalla visione romantica che spesso ci consegna l'arte, l'amore può esser ricondotto ad un piano più "normale", fatto di cose semplici, di conoscenza, di stima, di affetto, di soddisfazione di bisogni e certe volte perfino di calcolo, piuttosto che di vere e proprie sbandate che fanno uscire di testa. Bisogna vedere quanto si ha fame di affetto e quanto siamo disposti a snaturarci per saziare questo bisogno. Come in tutto, penso che la chiave sia in noi stessi, nella misura in cui siamo consapevoli di quello che ci sta accadendo e chiedersi sempre "io? io? io?". Forse è una visione un po' grigia, ma sinceramente, al di là che ho fatto mille cazzate nella vita, qualcuno/qualcuna che mi faccia perdere totalmente il senso delle (mia) realtà devo ancora trovarlo/a.
David Cronenberg M. Butterfly
Voto:
film estremamente difficile da recensire, nonché, secondo me, il migliore di Cronemberg...e se è vero che la riflessione compiuta in questo film è tipicamente cronembergiana, è anche vero che si può definire atipico per quelle che erano state fino ad allora le modalità espressive del regista...mi ricordo che la prima volta che lo vidi, mi sono aspettato fino alla fine un colpo di scena truculento...la differenza sostanziale con il resto della produzione del regista sta secondo me nell'aver saltato a piè pari il tema della mediazione della tecnologia nella costruzione della realtà, o, più in generale, non aver utilizzato le consuete mostruosità come metafore per rappresentare la realtà. In questo senso, oltre che all'amore, questa riflessione è estendibile un po' a tutti gli aspetti della vita, e per questo il messaggio di Cronemberg fa più paura che mai: la minaccia non è più esterna, non è un virus che ci contamina, ma è interna, connaturata con i nostri sensi, al modo con cui leggiamo ed interpretiamo la realtà. Pirandello docet...Ma non solo: la forza drammatica del finale è quanto più alto il regista abbia saputo esprimere (grande Irons!!!), che vince alla grande la sfida di confrontarsi con un tipo di cinema più canonico. Fidia, però io avrei svelato meno aspetti della trama...potrebbero guastare la visione a chi il film non l'ha visto...
Throbbing Gristle Part Two: The Endless Not
Voto:
argh...volevo farla io...comuque complimenti, rendi bene l'idea, davvero poco d'aggiungere, se non che questo è il disco dell'anno, senza se e senza ma...il ritorno dei TG è al di sopra di ogni previsione...uno si aspettava la riproposizione di una formula riaggiornata stancamente agli anni 90, e invece ti ritrovi un disco freschissimo, con stupefacenti aperture melodiche, in cui i TG sono indubbiamente i TG ma suonano come mai i TG hanno suonato, un'orgia di rumori in cui confluiscono tutte le esperienze dei quattro musicisti (Coil, Psychic TV, Carter & Cosey), ma anche tutto quello che è successo in questi 26 anni, compresi Wolf Eyes, Matmos e Badalamenti. Sì, perché qua ci troviamo tutto: jazz lynciano, atmosfere malate, folli collage, noise, elettronica minimale, techno-trance, avanguardia, ambient, esoterismo, cantautorato dell'oltretomba (P-Orridge canta come una troia da night club!). Non voglio dire blasfemate, ma questo è il miglior cd dei Throbbing Gristle di sempre! Consigliato a tutti!
Fabrizio De André La Buona Novella
Voto:
un miracolo della musica, testimonianza del genio infinito di De Andrè...a stupire, secondo me, è la capacità di sintesi: solo 35 minuti per illustrare un concept davvero profondo, ricco di contenuti e di molteplici piani di lettura. Ogni parola è al posto giusto, ogni frase è da pelle d'oca, ed è sconvolgente notare come la poesia si intersechi con una difficile ed attenta opera di riduzione e di esemplificazione (spesso attarverso simboli o efficaci allegorie) di concetti e tematiche assai complesse, e devo dire ancora attuali a quasi quarant'anni della sua uscita. Ma soprattutto a stupire è la sensibilità con cui vengono trattati temi delicatissimi, il modo con cui l'ipocrisia della Chiesa e gli spauracchi della morale cattolica vengono messi in discussione, senza mai scadere nel blasfemo o in una minima mancanza di rispetto. Immenso.
Björk Volta
Björk Volta
6 mag 07
Voto:
il 4 significa per caso "buon disco, ma la Bjork di un tempo era un'altra cosa"?. Anche a me Medulla non è piaciuto, e penso che la mia avventura con Bjork sia finita lì...rimane una grandissima artista, da rispettare senz'altro, che continuerà a sfornare album sopra alla media, ma per quanto mi riguarda si è rotto definitivamente qualcosa, da Vespertine in poi è venuto a mancare qualcosa di indefinibile che non me la fa piacere più, anzi, a tratti me la fa stare sul culo...comunque buona ed obiettiva la recensione (soprattutto se si tiene conto che è fatta da una fan, e tante volte è difficile rimanere sobri per parlare dei propri artisti preferiti). Da queste parole capisco già che l'album non mi piacerà, e, fra le righe, mi sembra di intuire che la crisi è ancora in atto, che la Nostra è ancora in uno stato confusionario e che non sa più che pesci prendere. E che oggi più che mai è vittima di se stessa, del suo personaggio e di questo evoluzionismo forzato che è costretta a percorrere...oggi ci tocca anche sorbirci maracas e tante lezioni di vita su come vivere su questo pianeta, e sinceramente non mi va di prendere lezioni da superstar che vivono su un altro pianeta e non hanno la minima idea di come viva le gente normale...ciao Bjork, è stato bello finché è durato...