mementomori

DeRango : 6,96
DeEtà™ : 7206 giorni • Qui dal 17 settembre 2006
Blake Edwards Hollywood Party
Voto:
grandissimo personaggio, inizio con il botto, crescendo scoppiettante, però nel finale mi stanca un po'...secondo me hollywood paarty non è un capolavoro...comunque, per gli amanti della comicità demenziale, segnalo il francese louis de funès, anche se a me non fa impazzire...però, in fantomas 70 è perfetto nella parte del commissario maldestro... fra mere e mora quoto mere alla grande: come voti piglia delle cantonate pazzesche, però ci sono più film e sono descritti meglio (morandini si perde troppo nella trama, e poi non caga il cinema thrash...)
Marco Ferreri La grande abbuffata/La grande bouffe
Voto:
capolavoro! mai trivialità, dramma ed ironia hanno convissuto così felicemente...ma che lungo!, con quei quattro mattatori poteva durare anche sette ore...
Stanley Kubrick Il Dottor Stranamore. Ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba
Voto:
ed Herzog dove lo mettiamo? ma tornando a noi, si poteva in effetti dire qualcosa di più, però è anche vero che recensire un film è un po' più difficile che recensire un cd...poi, con tutto quello che è stato scritto su Kubrick e su questo film è veramente impossibile essere esaustivi. Apprezzo quindi il gesto. Personalmente parlando, sclero al sol pensiero dello sproloquio nazi-delirante del doktor ....
Michelangelo Antonioni L'Avventura
Voto:
dimenticavo i voti
Michelangelo Antonioni L'Avventura
Voto:
capisco il tuo punto di vista, dici cose vere e sensate, parli con cognizione di causa, ma mi trovi ai tuoi antipodi. Premesso che ho un debole per le cose pallose, Antonioni non si tocca. Molti suoi film risultano oggi datati per il messaggio e per gli intenti, ma la magia è rimasta tale e quale, e più che mai in questo film: i piano sequenza infiniti, la suggestione delle immagini, l'indugiare sui particolari, certi virtuosismi tecnici possono spaccare anche il cazzo, e magari diverranno maniera in futuro, ma rimangono i migliori (e i primi!) tentativi di esprimere un senso di vuoto, un baratro esistenziale nel cinema. E per chi ha pazienza e piacciono queste cose è una goduria infinita. che ci posso fare, ficcarmi un compasso negli occhi?
Current 93 Sleep Has His House
Voto:
che ce voi fa' kosmic girl, si tira avanti anche nei tempi duri, death goes on...
David Lynch Inland Empire
Voto:
due rece su questo film sono poche, dovrebbero scriverne una tutti quelli che hanno visto il film, dato che ognuno ne avrà tratto le proprie conclusioni, e che ogni tentativo di dare una visione esaustiva e valida per tutti è impossibile. O almeno ce ne vorrebbe una terza che smussi i due punti di vista, che secondo me partono da pregiudizi opposti ed inconciliabili, ma perfettamente legittimi. L'ho detto nell'altra rece: inland empire è un buon film, coraggioso, "assoluto" per certi aspetti, che fa perdere e al tempo stesso guadagnare qualcosa al cinema di lynch, e per questo, a mio parere, ancora ingiudicabile (o meglio, al di sopra di ogni giudizio). Due appunti al recensore, che dimostra di conoscere ed amare il cinema di Lynch: anzitutto si nota un atteggiamento un po' snobistico verso chi non apprezza film e regista, cadendo a sua volta in un pregiudizio opposto di chi odia il regista, a sua volta tacciandolo, erroneamente, di manierismo o autoreferenzialità: lynch, ricordiamolo, non è l'unico autore che scardina il meccanismo del cinema, e molti non gli rimproverano la mancanza di una trama intellegibile, ma la mancanza di un "senso emotivo" nella recezione dell'opera. Non si può certo dire che il cinema di Tarkowskij, Godard, Herzog, Cronemberg, Antonioni, Fellini, Pasolini e compagnia bella sia facile, ma a molti piace perché, pur nell'incomprensione dell'intreccio, si è in grado di percepire le varie scelte stilistiche, e quindi l'uso del mezzo, come un qualcosa di focalizzato e funzionale ad un disegno più ampio o ad un messaggio o visione del mondo dell'autore. Non è quindi questione di analfabetismo cinematografico, ma di soggettivo modo di recepire un autore e la sua arte. Cosa che naturalmente non deve legittimare alla demonizzazione di un artista che non rientra nelle proprie corde emotive. L'altro appunto al recensore è che in Inland Empire, contrariamente a quanto successo in altri film del regista, per lo spettatore è impossibile immedesimarsi nelle emozioni dei personaggi: il film è disseminato di indizi e vere e proprie rivelazioni, ma queste rivelazioni, che si mescolano spesso ai tranelli, non sono mai veramente scioccanti, ma recepite in modo piuttosto anonimo, poiché tale è il bombardamento di input che il cervello non ha il tempo di elaborare le informazioni e metterle insieme. E questa impossibilità di scindere fra elementi che contano ed elementi travianti impedisce un vero e proprio climax emotivo ed un percorso di immedesimazione con il personaggio che sta alla base, secondo me, di una sana usufruizione dell'opera cinematografica. da rivedere e rivedere
David Lynch Inland Empire
Voto:
ok pene, ho letto la spiegazione sul sito da te consigliato: la trama mi torna abbastanza, qualcosa avevo intuito, certe cose non l'avevo colte, ma ho anche l'impressione che si tratti di una ricostruzione un po' forzata e che certe cose rimangano in ombra. Ripeto: la bravura di Lynch in questo caso non sta nel fatto che ci sia una trama nascosta (mi rifiuto di concepire il film solo come una caccia al tesoro, come un giochino da svelare...anche perché l'usuifrizione dell'opera diverrebbe solo una cervellotica analisi, un esercizio intellettuale da parte dello spettatore). Il merito di Lynch sta nell'aver camminato su un filo fragilissimo, nell'aver creato un labirinto talmente complesso che il cervello, per lo meno durante le prime visioni, è continuamente messo in crisi, perché sapientemente bombardato da nuovi input che, al momento giusto e continuamente, infrangono ogni tentativo (temporaneo) di costruzione (simil)logica. E' andato talmente oltre che posso capire il disappunto comprensibile di molti, che magari non hanno voglia di guardare il film più volte per trovarci un qualsiasi senso. Per adesso (chissà, magari in futuro mi ricrederò) lo colloco un gradino sotto a Mulholland, perché in quel film cuore e cervello marciavano di pari passo, mentre qui si è puntato più sul secondo, a discapito della tensione, del pathos e della godibilità emotiva dell'opera. Ad ogni modo mi stupisco di come quell'uomo sia costantemente avanti, e più noi fan gli stiamo dietro, e più lui ci lascia indietro. Irraggiungibile.
David Lynch Inland Empire
Voto:
A me è piaciuto molto, ma ne riconosco i limiti. Però non parlerei di manierismo o di guizzi estetici fini a se stessi. Semmai c'è molto coraggio e la voglia di sperimentare soluzioni inedite: Lynch, reduce dal divorzio e in totale libertà (la moglie era la sua montaggista e ha sempre spinto verso la "normalizzazone" dell'arte del marito) ha fatto un film per sé, un esperimento da vero artista, inseguendo le sua visioni e fottendosene di come sarebbe stato recepito dal pubblico. Cosicché i suoi detrattori hanno un motivo in più per odiarlo, e forse, questa volta, anche qualcuno fra i suoi fan ha vacillato.
Certamente Lynch ha perso qualcosa, soprattutto a livello di eleganza formale. Inoltre, il fatto che il film sia impazzito fin da subito, ha fatto sì che non ci fosse quella tensione che per esempio c'era in Mulholland Dr, quando nell'ultima parte vengono scombinati gli elementi. Da subito invece hanno prevalso abbandono e passività al bombardamento delle scene senza senso. E la rinuncia ad ogni tentativo di comprensione ha fatto perdere in effetti un po' di pathos. Così, non ci è restato che seguire le vicende con malsana curiosà, e per questo sono riuscito a non annoiarmi per tre ore (e non è poco!).
L'ho visto una seconda volta e devo dire che ci ho capito meno della prima (in effetti, ad uno sguardo più attento, le trame si infittiscono invece di semplificarsi), ma a quanto ho capito il film è stato ispirato dal monologo di Laura Dern e poi costruito in progress, quindi è anche inutile sforzarsi più di tanto nel comprenderne l'architettura e il meccanismo cinematografico ("ho visto cani riflettere": forse si riferiva agli spettatori).
Non è nemmeno da escludere la presa in giro (la citazione felliniana potrebbe essere un indizio), ma ciò non toglie niente alla forza espressiva del film. Se infatti Lynch ha certo perso qualcosa, c'è da dire che ha guadagnato qualcos'altro: questa volta è andato davvero oltre, ha fatto il film più estremo della sua carriera e forse del cinema intero (parlando di main stream), ha dimostrato coraggio e la forza di cambiare. Un flusso di coscienza che potrebbe gareggiare con quello di Joyce (e anche il grande Joyce non è una lettura facile e piacevole...questione di gusti).
La scelta del digitale inoltre non mi è dispiaciuta, ha conferito malattia e morbosità al tutto, e comunque ci sono state delle scene che mi hanno davvero colpito: come quella del barbecue all'aperto...l'ho trovata talmente idiota e al tempo stesso surreale che mia ha perfino inquietato.
Belli i conigli, bravissima Laura Dern, belle come al solito le musiche. No, secondo me Lynch non si discute, con inland empire è stato un perfetto architetto del non sense, come nessun altro avrebbe potuto. Mi ha fatto faticare (cazzo, quelle riprese sgranate e mosse con la telecamerina a mano, spazi corti, primi piani, al buio...sono uscito con dieci diottrie in meno!), questo si, ma non mi ha deluso. Da rivedere e rivedere e rivedere fino al sopraggiungere della cecità..
Current 93 Island
Voto:
ciao Lethe, grazie per i complimenti...dunque, se vuoi evitare i current più industriali, ti consiglio senz'altro l'ultimo "black ships ate the sky", molto bello. pure questo "island" dovrebbe fare al caso tuo. Poi naturalmente ci sono "thunder perfect mind", "of ruine or some blazing starre" e "all the pretty little horses", che sono quelli più folk, e forse i più belli (in particolare "of ruine..."). Bellissimi infine anche "soft black stars" e "sleep has his house", che però sono i più minimali (o pallosi, a seconda dei punti di vista), e quindi richiedono un maggiore sforzo. Ti consiglio anche "six six six: sick sick sick", in cui sono contenuti diversi EP, fra cui i bellissimi "tamlin" e "lucifer over london". "swastikas for goddy" è il primo tentativo folk, ed è senz'altro il più orecchiabile, però suona un po' acerbo e non sempre ispirato. se invece vuoi avere una panoramica generale, c'è "calling for vanished faces", un ottimo best of, oppure "all dolled up like christ", un buon live del 97 che racchiude un po' il meglio della fase folk.