Andrea Frova (docente fisica generale) "noi che abbiamo dedicato tutta la vita alla scienza non ci sentiamo di ascoltare, a casa nostra, una voce autorevole che condanna di nuovo Galileo"....
Alla fine, come si suol dire: col culo degli altri siamo tutti froci. Ma pensavate tutti davvero che 'sti 4 ebeti pseudo-fisici de 'sti cazzi (tradotto: comunisti) non se ne uscissero con un'altra delle loro trovate sminali per evitare di essere sputtanati e ricordati alla storia come la razza più infida e idiota della Terra?
Ecco i fatti (o, meglio, i misfatti): ".... il processo di Galileo ''ragionevole e giusto"....."
Ed ecco la verità: "..... è una frase estrapolata dal contesto e male interpretata è all'origine anche delle contestazioni e della mancata visita del professor Joseph Ratzinger al noto ateneo romano. Si tratterebbe di una frase pronunciata durante un intervento del 1990 dall'allora cardinale e prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede riguardante il processo di Galileo. In questa frase si definirebbe il processo di Galileo ''ragionevole e giusto''. Peccato che Ratzinger non stesse esponendo il suo pensiero, ma quello dell'epistemologo agnostico e anarchico Paul K. Feyerabend." (fonte:
magdiallam.it Il pensiero del papa era: ".... fusione tra Fede e Ragione. Questo era il senso profondo sia del discorso di Ratisbona che di quello contestato dai docenti di fisica. Come ha fatto notare sull ''Osservatore Romano'' il matematico di origine ebraica Giorgio Israel ''il discorso del 1990 può ben essere considerato, per chi lo legga con un minimo di attenzione, come una difesa della razionalità galileiana contro lo scetticismo e il relativismo della cultura postmoderna'' e che ''chi conosca un minimo i recenti interventi del Papa sull'argomento sa bene come egli consideri con 'ammirazione' la celebre affermazione di Galileo che il libro della natura è scritto in linguaggio matematico''. Ricordiamo infine che fu il cardinale Ratzinger, assieme a Giovanni Paolo II, a volere la revisione del processo a Galileo ( sebbene molti illustri uomini di Chiesa avessero già proposto onori al grande scienziato: nel primo novecento il cardinale Pietro Maffi propose di erigere a Pisa un monumento pubblico a Galilei).I fatti di Ratisbona e i fatti di Roma. Legati da un filo rosso inquietante: il linciaggio pubblico di una persona basato non già sul suo pensiero, ma su su citazioni non sue estrapolate dal contesto.....".
E, tanto x mettere i puntini sulle "i",secondo Paul K. Feyerabend "... a suo parere, tanto per citare un esempio storico, non si ha progresso con il passaggio tra la teoria tolemaica e quella copernicana". Egli è nemico delle ".... astrazioni, ossia dei processi astrattivi tipici della scienza o della filosofia", nonchè difensore dell"Anarchismo Metodologico, ossia filosofia secondo la quale ".... adottiamo una teoria per spiegare un fatto, il fatto stesso si presenta diversamente una volta che è stato spiegato per mezzo della teoria. In altre parole i fatti dipendono dalle teorie da cui sono spiegati; non è dunque in alcun modo possibile mettere a confronto assunti teorici ed evidenze fattuali."
MA dobbiamo veramente continuare?
Spero di no. Ancora una volta abbiamo dimostrato che ci fa comodo ascoltare/pensare/scrivere/dire solo quello che più ci conviene, tralasciando completamente le motivazioni e/o i fatti storici che hanno indotto a delineare una tendenza/linea di pensiero/filosofia/quant'altro.
Conclusione: la "TEORIA ANARCHICA" è teoria della conoscenza, secondo la quale la ricerca degli scienziati progredisce meglio se avviene al di fuori di ogni autorità, compresa l'autorità della "ragione " o del "metodo". L'anarchismo metodologico coinvolge la storia della scienza e l'epistemologia: ogni mutamento di paradigma scientifico deriva dalla continua violazione di regole metodologiche e condizionamenti culturali ed ideologici. L'epistemologia tradizionale, secondo Feyeraban