antoniodeste

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Arti e Mestieri Giro di valzer per domani
Voto:
Sembra incredibile ma Symbad indica ESATTAMENTE le tappe musicali ( cronologicamente non saprei) che ho battuto anch'io. Voglio dire che tutte le volte che cita gruppi, musicisti di questa o quella direzione musicale, faccio un saltino sulla sedia perchè fanno TUTTI parte ( ed immagino che sia solo una piccola parte di ciò che cita) del mio trascorso musicale. Anche la specifica di "Commerciale" e "underground". Curioso, e stimolante. Riguardo a Beat Boy, credo si sia capito ormai in maniera piuttosto chiara come le "etichette" alla fine possano creare una sgradevole, disorientante e grande confusione. Ad esempio, nemmeno io mi sognerei mai di accostare EL&P al "filone" parajazzistico ma è innegabile che le improvvisazioni live di "Take A Pebble" o "Piano Improvisations" o "Aquatarkus" un sapore jazzistico ce l'abbiano. Come ho già affermato e ripetuto, sarebbe davvero un bene ABBANDONARE le etichette. Lo so, fanno comodo ma poi diventano delle gabbie. E a me hanno cominciato a diventare strette molto tempo fa. Lo ammetto, sono costretto ad usarle anch'io, mio malgrado perchè molte persone capiscono solo così. ( come certe solo con i numeri e le statistiche.....) , Saluti Symbad. Mi piacerebbe fare un bel trio con te. Alla batteria chi ci mettiamo ? O preferisci un bel quartet ?
Pat Metheny Group Offramp
Voto:
Ringrazio te, Fosca, per la lungimiranza, e Nightwalker per....la colpa attribuitami. Su ciò che sostiene Fosca non c'è da dilungarsi. Appare ormai chiaro che il free jazz non è nelle sue corde nè la può interessare, poichè ciò che di Metheny la attrae è indubbiamente e soprattutto l'estro, la fantasia armonica, l'intrinseca bellezza delle melodie nella sua valenza di "soft-jazz" come lei vuole definirlo. Da conoscitrice del chitarrista di Lee Summit infatti estrapola proprio gli aspetti più emotivamente romantici, a giudicare dai titoli citati. E ciò non è necessariamente una brutta cosa, sia chiaro. La posizione di Nightwalker che però egualmente condivido, aldilà delle "sprezzanti accuse", è quella di un cultore di un modo di intendere la musica(lità) forse più aperta e selettiva dove forse non c'è posto per chi magari ascolta anche cose più "leggere". Ciò però, a parer mio, non dovrebbe autorizzare nessuno a usare toni così forti intesi poi a sminuire il pregio e il valore di una preferenza, qualsiasi possa essere la sua motivazione. Peace.
Tortoise Millions Now Living Will Never Die
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Si, giusto, Renzo, ma se "gli altri" mi rompono le palle, io, scusami , non sto zitto a farmele rompere solo perchè quello non è il mio mondo. Per il resto : ho letto tutto : mi è piaciuto parecchio e parecchio condivido. Saluti.
Pat Metheny Group Offramp
Voto:
Sono tornato a leggere la recensione, dopo mesi per capire dove e se vi siano gli elementi rilevati da Nightwalker e, eventualmente comprendere la reazione un pò scorbutica, per la verità, di Fosca. Non so se effettivamente se la recensione possa sembrare una "pistola in mano ad un bambino" ma ,come spesso succede, quando la musica procura un enorme piacere si perde di vista il senso critico e l'obiettività del giudizio per lasciarsi ( magari anche giustamente) andare ai moti del cuore. Forse stavolta Nightwalker ( che secondo me da altri interventi pare essere un " puro e duro") ci è andato giù un pò pesante e Fosca, da par suo, cerca di mettere dei paletti. Ma alla fin fine: vi piace "Offramp" ? Si. E allora perchè andare a cercare il pelo nell'uovo ? In fondo, Nightwalker, pur fingendo io per un attimo di non conoscere Metheny, non mi sembra che nella recensione vi siano derivazioni o intenzioni "pericolose" o fuorvianti, no ? Tutt'al più posso dissentire sulla coda della recensione; Fosca non percepisce che "Offramp" ( la composizione) è uno dei manifesti del Metheny vicino alla filosofia free del maestro Ornette Coleman, in quegli anni. Fosca asserisce di aver visto Metheny tre volte, se non erro. Ti dirò, Fosca che oltre ad averlo visto per un numero di volte più che doppio rispetto al tuo, la prima volta fu nell'83, proprio quando Metheny dal vivo lasciava grandi spazi ( ma lo fa ancor oggi , in determinati contesti) all'improvvisazione di marca free. Ne parlai con lui a Peschiera sul Garda nell'87, poi, in occasione del tour promozionale di "(Still) Life Talking"; Metheny mi intrattenne per diversi minuti spiegandomi il suo concetto "contemporaneo" di Free legato ( e aggiornato) alle teorie di Ornette. E non fu facile seguire quei concetti. E' evidente che il successso del chitarrista è dovuto a ben altre fonti di ispirazione ed espressione ma le collaborazioni, gli episodi disseminati nei suoi lavori, il suo trascorso jazzistico non possono esimere un autentico conoscitore o "fan" di Metheny dal dover considerare con una certa importanza questo aspetto della sua musica. Se poi tu quel pezzo " lo salti", diviene curioso: è il pezzo che dovrebbe dare il tono dominante del Metheny-pensiero di quel periodo, anche se non il solo. Ti piace Metheny a metà ? Mi scuso per la lunghezza del post. Saluti
Arti e Mestieri Giro di valzer per domani
Voto:
Per Beat Boy: come vedi sia Magg che Symbad hanno chiamato la "cosa" col suo nome : all'epoca si chiamava proprio jazz/rock ( grazie Magg); ti dirò poi che in taluni casi ancora adesso mi ritrovo ad usare questo termine, parlando con amici, dei gruppi che in modo diretto e sintetico sono stati elencati soprattutto da Magg. Insieme a quelli citati da Symbad costituiscono un ottimo punto di partenza ( ma anche di arrivo, se vuoi)sullo stato di quella direzione musicale in quegli anni. Ascoltali ( tutti, possibilmente); Curioso come sei, (ed è un complimento) ti insegneranno sicuramente qualcosa. Saluti.
Pat Metheny One Quiet Night
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Beh, se è per questo ho entrambi ( il cervello e... sì, anche l'oiseau, piuttosto duretti effettivamente, pur, nel secondo caso non avendo alcun ascendente Bossiano ). In ogni caso, per gli osservatori è sempre possibile usare lenti di tipo diverso per vedere le cose meno rigidamente, tanto per rimanere nelle metafore terra terra. Eppoi io non uso frecce ma proprio proiettili; Odradek credo ( non me ne voglia) se ne sia accorto. Ma forse sono di gomma.
Pat Metheny One Quiet Night
Voto:
Per Odradek : ripeto: nonostante il tuo gentile invito riguardo le cascate di Wichita, mi sa che dovrei produrre uno sforzo non indifferente per essere "credibile" in una recensione "critica". Vedremo, potrei provarci, dipende dall'estro (armonico). Ti ringrazio comunque per la fiducia: so che sei un tipo "intelligente": io, un pò meno. Per Symbad : sei stato bravo a raccontare la storiella dell'old e new chautauqua : non sono in molti, suppongo, a conoscerla e ad associarla quindi, al senso del lavoro. Perchè non recensisci TU wichita ? Io col Metheny ci ho parlato a più riprese, lo adoro, non riuscirei a sottrarmi al fascino ripetuto delle sue cose che mi hanno deliziato praticamente per quasi trent'anni; non riuscirei proprio ad essere obiettivo e non è giusto nei confronti dei potenziali lettori di questo forum; poi magari mi trovo anche il pirla di turno che mi scrive " si, carino, ma chissà che mi aspettavo" e non esiterei ( sbagliando) a legnarlo. No, davvero, quell'album è legato ad un periodo della mia vita molto particolare e le emozioni vissute intorno a "september fifteenth" o "it's for you" ancora traboccano dentro di me, nel ricordo, rendendo impossibile una autentica e fredda disamina. Invito caldamente chiunque stia leggendo questo post a recensire Wichita. In cambio prometto commenti (.... che cambio.... !).
Arti e Mestieri Giro di valzer per domani
Voto:
Beh, diciamo una cosa piuttosto chiaramente: anche se all'epoca il termine non veniva proprio usato, direi che classificare Arti & Mestieri come gruppo "prog" è un tantino audace..... . Non che mi interessino le etichette o le classificazioni , ma consapevole del fatto che molti se ne lasciano influenzare, vorrei dissipare questo dubbio o affermazione.
Pat Metheny One Quiet Night
Voto:
Si, va bè, ho letto tutti i post e ho apprezzato ( a suo tempo) questo piacevolissimo "esercizio di stile". che da Methenyano di vecchia data, quale sono, mi sono goduto, nella sua , forse apparente semplicità. Nessuno però, in tema di paragoni ( che comunque non è che mi sfagiolino) ha citato l'unico album in qualche modo paragonabile a questo ( se si esclude la tolleranza zero per il silenzio) e che è "New Chautauqua". Lo conoscete ? E' il Metheny targato ECM e il lavoro credo abbia un 25 anni o giù di lì, ma secondo me, quello è un bel confronto ( soprattutto con un intervallo di tempo così lungo). Lui nell'album si sovraincide due o tre volte le chitarre e tira fuori un paio delle sue perle ( per me) di sempre : "Sueno con Mexico", "Heremitage", " New Chautauqua". Ho sempre amato quel disco, come anche PMG ( l'album "bianco" del 77 ). E poi mi piacerebbe che qualcuno si prendesse la briga di recensire "As Falls Wichita, So Falls Wichita Falls" : io sono troppo legato a quel lavoro per essere obiettivo. E' una delle cime, da sempre, dell'opera Methenyana ( e di Lyle Mays) e lo considero un "must". Per Symbad : perdonami per la lunga assenza, ma oltre s Debaser, ho un sacco di cose a cui devo badare e la mia assenza lo dimostra. Ho letto la tua posizione su questo disco e ti dò un altra bella medaglietta. Dovresti avere il petto pieno, secondo me, adesso. Ho riascoltato di recente anche Steve Khan "Public Access" di cui disquisivi tempo fa e il lavoro tiene ancora bene il peso degli anni. Bel disco ( grazie anche alle "pazzielle" di Manolo Badrena e al basso supremo di Anthony Jackson.). Peccato che Khan sia diventato così "prezioso". baibai
Arti e Mestieri Giro di valzer per domani
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Mi unisco al coro degli esultanti aggiungendo la mia. A&M erano proprio bravi; tecnicamente cazzuti e musicalmente di grande respiro. Anch'io però preferisco di più "Tilt !"; "Giro di valzer" , pur piacevolissimo è meno ispirato e un pò frammentario. "Sagra" è ritmicamente proprio pazzesca. Ho provato ad acquistare, tempo fa, "Quinto stato" e, recentemente, "Murales"; nel primo caso ho un ricordo piuttosto confuso, nel secondo, bello ed incoraggiante. Concluderei in positivo (..-..negativo....) ricordando i due splendidi album ( all'epoca "postumi " di Arti & Mestieri) di Venegoni & Co. : "Rumore rosso" e "Sarabanda". Il mio buon amico fotografo Marco Zanta ne rimase così impressionato che qualche anno fa ha pubblicato ( tra gli altri) un curioso volume di foto intitolato per l'appunto " Rumore rosso". E visto che ci sono, amo ricordar (mi) che quando facevo radio ( vent'anni fa e più....sigh) curavo una trasmissione intitolata "Tilt ! Immagini per un orecchio " . Grazie a Gigi, Furio, Marco, Beppe, Giovanni, Gianfranco, Arturo. Grazie anche a Nightwalker10. Bravo !