antoniodeste

DeRango : 1,38
DeEtà™ : 7683 giorni • Qui dal 27 maggio 2005
Julian Cope Krautrocksampler
Voto:
Grazie Enea, uno stile inconfondibile il tuo.... .
Julian Cope Krautrocksampler
Voto:
.....
Julian Cope Krautrocksampler
Voto:
Ho vissuto in prima persona il fenomeno del cosiddetto "krautrock" negli anni 70, seguendolo da vicino ( lo trasmettevo addirittura per radio da 17enne, insieme ai fenomeni americani, peraltro di natura diversissima Reich, Riley, Young, Subotnick, Glass, ecc)ed entusiasmandomi ai suoi suoni "siderali" e astratto-futuristici. Poi mi è passata, ma oltre vent'anni dopo è sbucato quello sballato di Julian Cope che mi ha raccontato il suo punto di vista ; e mi ha divertito non poco, devo dire. Anche se mi hanno divertito meno i suoi "Teardrop Explodes" però ( che ritengo un tantinello sopravvalutati). Però Lui le orecchie per capire il Krautrock ce l'ha e per chi voglia addentrarcisi questo volumetto è decisamente quel che ci vuole. Buona la scheda di Eliodoro. Bello anche rileggere Enea. Era un pezzo che non ti leggevo. Ciao !
Jorma Kaukonen Blue Country Heart
Voto:
Già, Terry, hai fatto un altro (piccolo) centro col Jorma. Però io l'ho visto dal vivo ( tantiiiiiiiiiiissiiiimi) anni fa un un recital a fare le sue belle cose; e la sala era piena; e io non ci credevo ! e poi solo ripensare a "Genesis" o a "Hamar Promenade" mi fa ancora venire i brividi... . Perchè non provi a recensire qualcosa degli Hot Tuna ? Dai che ce la fai !
Perigeo Abbiamo Tutti un Blues da Piangere
Voto:
Il tour di presentazione di "Genealogia" mi diede l'occasione nel 74 mi sembra, di vedere il mio primo concerto. Già dall'iniziale diffondersi dell'intro della title track con il modulatore ad anello capii che stavo assistendo a qualcosa che non avrei mai dimenticato. Ed infatti così è stato. Ho rivisto il Perigeo dal vivo altre due volte, in occasione del tour de "La Valle dei Templi" e poi del conclusivo "Non è poi così lontano" e l'impressione di trovarmi di fronte ad uno dei gruppi italiani più preparati e convincenti della nostra scena contemporanea non è mai mutata.
Questo secondo lavoro, molto bello ed intenso, è la prova di come vi fossero personaggi in grado, agli albori dei 70, di disegnare un "jazz elettro-mediterraneo" originale, lirico talvolta ed energico e ben strutturato all'occasione, capace di competere con i bei nomi dell'allora in voga btitish jazz e con l'ondata di cambiamenti in senso generale in cui l'italia, in quegli anni, venne a trovarsi. Un grande peccato che il gruppo abbia dovuto sciogliersi per problemi finanziari e di scarso interesse della sua etichetta ( la RCA). Stessa sorte toccò anche ( citati nella scheda) ai bravissimi Agorà. Il Jazz e i suoi derivati, purtroppo, in Italia, pagano poco...... .
David Sylvian Dead Bees On A Cake
Voto:
@BRRRK : Che sia un disco noioso e malriuscito è una tua discutibile opinione di cui si può, se non altro, prendere atto. Amen.
Jon Anderson Olias Of Sunhillow
Voto:
Sono con Terry. E non è neanche la prima volta, mi sa. E io sono con te. Ciao Pibroch ! Ho letto proprio una bella "pseudo-cronaca" quasi Joyciana con sottofondo di Sunhillow. Si percepisce chiaramente la stanchezza, il piacere per le acque e la natura, il desiderio di evadere e di trovare rifugio in Olias. Mi hai proprio coinvolto.... . Ho vissuto con te quei momenti sull'intercity. E poi andrò a ripescare questo bel disco ( per come lo ricordo). A presto
Eric Clapton From the Cradle
Voto:
.....ah, l'amour,l'amour, toujours l'amour.....What we would be, without it ?;)
Eric Clapton From the Cradle
Voto:
Non sapevo che debaser funzionasse anche da agenzia per cuori solitari e francamente nutro seri dubbi che Terry cerchi davvero consolazioni o realistiche speranze tra queste righe. E anche se fosse, figuriamoci che scene...!
Micah P. Hinson And The Red Empire Orchestra
Voto:
Ti dirò che di questo curioso tizio non so proprio alcunchè. Ma questo, però, vale per milioni di altri artisti, I suppose. Di sicuro mi sono intrigato a leggere questa curiosa scheda in stile beat generation come se Kerouac fosse ancora vivo e in sottofondo avesse "The Heart Of Saturday Night" o "Foreign Affairs" di Tom Waits. Non mi stupirei neanche se il Jack Daniels fosse un habituè in casa del cane nero e del suo bobtail. 'Ste storie alla "Paris Texas", o come almeno io figuro di immaginarmele, sono sempre affascinanti per me e mi rubano sempre pezzi di cuore. Io che sono sempre lì a cercar emozioni vere che finiscono spesso con lo scavarti dentro.