odradek

DeRango : 8,55
DeEtà™ : 7677 giorni • Qui dal 3 giugno 2005
Matthew Herbert One Pig
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ce l'ho da pochissimo, devo ancora ascoltarlo. Lo faccio adesso... - Leggendoti pare che Herbert scelga questa volta un approccio "alla Matmos". Tu invece hai scelto un registro un po' "spesso" (come ti vengono in mente "i movimenti interiori di un feto nel grembo di ua madre alcolizzata"?)forse condizionato dalla concomitanza tra la morte del porco e la tua nascita... Credo però tu possa evitare di rinvenire colleganmenti infausti: "4. novembre" non è una data, semplicemente la quarta traccia si intitola novembre...
Fink Perfect Darkness
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Buona. Valida ed efficace l'immagine di "incrocio". Il disco dovrei riascoltarlo (mi piacque, non mi entusiasmò, avevo già dato) ma la qualità media dei suoi lavori è sempre alta. - p.s. così snobbato dalla critica non direi...
The Lawrence Arms Oh! Calcutta!
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Allentato nodo. Sorriso. Anche senza ascoltare "Oh! Calcutta!". Sufficiente la paginetta. Bravo.
Claude Debussy Preludi per pianoforte - Libro 1
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@CAT: controlla i tuoi messaggi pvt.
Viktor Pelevin Babylon
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"un'aneddoto" non si può vedere. Chiedo venia.
Viktor Pelevin Babylon
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P.S. attenzione con Ford: quando dico noiosissimo non scherzo. Probabilmente la barba che vedi nell'imagine del mio profilo è in parte anche merito della lettura dei suoi libri :)) - In effetti, credo sarà necessario corredare la ormai fatidica lista di qualche microdescrizione... - bai
Viktor Pelevin Babylon
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Beh, a me sembrava un bel disco (la scheda è ferma da tempo, non l'aggiorno più) con una qualità media dei pezzi molto alta, sempre ti piaccia quel genere di musica. Comunque non fidarti di me: il link che trovi accanto alla copertina dovrebbe essere ancora attivo (spero)
Viktor Pelevin Babylon
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Per carità, non volevo polemizzare, anzi... intendevo che, avendo postato quel commento era abbastanza naturale che tu mi chiedessi a quali nomi facevo riferimento, dicendo che < la letteratura contemporanea" offre ben altro > Però sono un lettore onnivoro e non mi è molto congeniale stilare "classifiche": quindi, prendendo lo spunto da questa conversazione, mi piace l'idea di tirare le somme di una quantità di letture eterogenee e provare a scegliere dei nomi, dei titoli. Certo ci vorrà un po' di pazienza. - Di Ford amo i tre libri incentrati sulla figura di Bascombe. Con "Il giorno dell'Indipendenza" ha vinto un Pulitzer, ma, stranamente, credo sia "Sportwriter" il mio favorito. Però voglio girarti una lettura ancora in corso: tra gli altri, sto leggendo "Piccoli contrattempi del vivere", la raccolta completa dei racconti di Grace Paley, una scrittrice americana che non possiamo considerare "contemporanea" sia per la sua dipartita, avvenuta nel 2007, sia perchè la sua produzione letteraria prende avvio negli anni '50 (il libro raccoglie lavori dal '59 all'85) Ma è formidabile: considero i suoi racconti (ne ho letti sinora la metà, circa) veri gioielli senza tempo, pur se intrisi del suo tempo. Ecco, questo te lo consiglio, se apprezzi anche il racconto breve. E nella ipotetica lista troveresti più di un autore di racconti, che non considero affatto una forma "minore" rispetto al romanzo. - Comunque, prima o poi, questa benedetta lista prenderà forma e la posterò qui. - Intanto ho ordinato Pelevin - Ciao e scusa l'equivoco.
Viktor Pelevin Babylon
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Sapevo sarebbe finita così, ma non ho preparato la lista. Io mi fido del caso, il caso (solo in questo caso) è con me generalmente molto benevolo. E delle connessioni che si creano quasi automaticamente tra un libro, un autore, ed altri. E di un certo fiuto che, nel corso degli anni, un po' si è affinato. Quindi si, prometto che la lista la fò, magari la posto qui. Ma siccome mi piacerebbe fosse attendibile, mi richiederà un poco di attenzione e una "rivisitazione" delle letture degli ultimi anni. Ok? (Ti butto un nome per non esimermi del tutto: giusto per bilanciare questo "scoppiettante" Pelevin, il noiosissimo Richard Ford.)- P.S. "nel mio giro di conoscenze sono più quelli che non lo conoscono che il contrario" Ma che gente frequenti? :))) - Ciao
Viktor Pelevin Babylon
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Beh, un po' banalotta e superficiale tutta la prima parte del testo. Se poi "La solitudine dei numeri primi" o "L´eleganza del riccio" sono i termini di paragone che usi, certo conviene isolarsi nei classici (mi fa un po' sorridere il fatto che dispensi consigli sulle opere di Dostoevskij, quasi fosse un esordiente ignoto ai più) Ma fortunatamente la frequentazione de la "letteratura contemporanea" (che ovviamente non esclude un contestuale interesse ai classici) offre ben altro. E non in quantità così esigua come si supporrebbe leggendoti. Certo, non è facile districarsi nel sovraffollato mercato mondiale, ma con un po' di pazienza e fortuna, magari ti capita pure di meglio di questo Pelevin, che a 'sto punto, comunque, proverò. Grazie.