odradek

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Daud Khan Live @ Teatro Gobetti, Torino - 15/09/2006
Voto:
Naah, ho una bella gola, io, ci tengo...
Rivulets Debridement
Voto:
oh...
Rivulets Debridement
Voto:
Mentre leggevo le tue parole, ancora più urgenti che in altre occasioni, ho immaginato l'incontro tra Mr.Nathan Amundson e Carla Bozulich. Mhhhh... Forse la cosa più probabile è che si incrocino, prima o poi, nel tragitto tra la tua e la mia buca delle lettere. Prima o poi.....:) Ciao, JoP.
Daud Khan Live @ Teatro Gobetti, Torino - 15/09/2006
Voto:
Qualcosa domani, spero. Non live, ma dal gran bel disco con gli stessi brani. Avresti dovuto vederlo quel tappeto con gli aerei che si schiantan sulle torri.... E la faccia del giovanotto indiano (quante dita aveva?)mentre guardava sottecchi il pubblico con quel sorriso "diabolico"
Bob Marley Exodus
Voto:
Oh, si Dream, mica lo metto indubbio. Ma se lo conosci sai cosa aspettarti, nessuno obbliga nessuno a consultare il suo spazio. Sp0esso non condivido i suoi argomenti, nè il suo modo di presentarli, in un ibrido fastidioso tra "gusto personale" e "informazione". Ma., appunto, lo conosco ed in fondo questo lato "antipatico" finisce per piacermi, come trovo quasi commovente la caparbia cocciutaggine di un disegno da antico enciclopedista che, come nel racconto di Borges, credo finirà per fornirci un suo immenso autoritratto...
Meredith Monk Songs From The Hill
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L'accezione che ognuno decide di dare al termine si muove nel regno, come ci insegna il dotto Sanjiuro, del fraintendimento di oggettività comune. Specie se rifiyuta di dedicare un poco di tempo e di interesse verso argomenti probabilmente noiosi, affatto "dissacratori". Insomma, se si decide di parlarne credo che non sarebbe male almeno tentare di indagarla, la faccenda. Comunque anche solo una distratta lettura proprio di alcuni esempi postati da Sanjuro aiuta a chiarire le cose. - Ma è palese che il tono complessivo di questa pagina è per quanto mi riguarda, irritante. Perchè riduce un'esperienza molto seria ad una faccenda da baraccone, ad uso e consumo di un giovanotto che confessa con una spocchia irritante di usarla come pretesto, giustificando l'uso di termini assolutamente fuorvianti con ridicole generalizzazioni. Per il suo sacrosanto piacere di scrivere. Va bene, perbacco, ci mancherebbe. Buon per lui, come dicevo. A questo punto perchè non approfittare comunque della situazione? Consiglio di ascoltare comunque questo disco e Dolmen Music. Penso che chiunque li apprezzi davvero finirà per trovare la molteplicità di riferimenti che racchiudono, e sarà naturale reperire informazioni sull'interessantissimo lavoro di questa signora. Perchè di questo si tratta. Di una vera Signora.
Meredith Monk Songs From The Hill
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@ Saputello, Fusillo e Stoopid: io sono del parere, molto banale e ovvio (quindi probabilmete superato da tanto brillante acume) che prima di banfare di polisignificati bene sarebbe, in una conversazione, intendersi sui termini di uso comune. Per stabilire una forma condivisa di comunicazione. Quindi mi rivolgo a voi, che sembrate condividere tale banale logica. - No, John Cage non è un minimalista (Ma dire "guru fondamentale minimalista" è bellino,citarlo fa sempre chic) E no, lasciare intercorrere una quantità di silenzio tra un suono e l'altro non è necessariamente minimalismo. Il minimalismo è una corrente musicale abbastanza circoscritta e definita, che ha come tutte, rapporti e connessioni con altre. Ma non si definisce in base ad una malintesa sottrazione di "quantità". Non è che se suoni una nota ogni quarto d'ora sei minimalista. Il minimalismo è storia, storia della musica, ha i suoi esponenti e la sua cronologia. E' una faccenda complessa ed articolata, che naturalmente non si può tagliare con l'accetta nè affrontare qui.
Meredith Monk Songs From The Hill
Voto:
Sei uno spasso. Come voleva dimostrare: che te ne fottessi era evidente, tant'è che te l'ho detto, ma probabilmente tutto preso dai polisignificati non ti riesce di cogliere le cose più evidenti. Sei uno spasso, come tutti i bimbi che imparano parole nuove e non vedono l'ora di usarle. Ma sei anche un duro, un vero dissacratore. Poco importa caro Sanjuro per chi o per cosa tu lofaccia. Quel che conta per me è che mi hai fatto iniziare la giornata con un po' di buon umore. Per oggi ula razione è sufficiente, magari ci si vede quando avrai altre grandi analisi del linguaggio da elargire. Grazie di esistere. E buona giornata.
Meredith Monk Songs From The Hill
Voto:
3) Non c'è nel lavoro della Monk intento dissacratorio, quanto, al contrario, il recupero di una sorta di sacralità "pagana" del movimento e della voce, una ricerca con serie valenze antropologiche. Punk, si, proprio un termine adatto 4) Il disco del quale parli è del '79, mi pare, ed è uno dei suoi lavori fondamentali. Nella tua "recensione" non c'è traccia nè della data, nè del contesto nel quale l'ha realizzato, non c'è alcuna informazione riguardo una carriera che prosegue sino ad oggi, non c'è traccia di rispetto per il suo lavoro, ridotto al rango di quello di una "punk" allenata. Se l'intento, oltre a quello di sfoggiare la solita posa, era quello di "fare luce" su quella che definisci una misconosciuta meglio sarebbe stato accostarsi al suo lavoro evitando la superficiale supponenza che impregna il tuo testo ed anche i tuoi post. Ma mi rendo conto che è chiedere troppo: chi volesse saperne qualcosa, in fondo, può leggere la sfilza di parole che hai messo nei "generi", che citi nel tuo post. - Infine, il fatto che io abbia ammesso un errore nella lettura del tuo testo ed abbia ritirato quanto espresso in precedenza non ti basta, vero? Ti ci aggrappi per chiudere degnamente la tua risposta. Acciecamento monomorfico ti deve essere piaciuto tanto scriverlo, immagino. Beato tu che sai tutte queste parole difficili e che ci insegni il senso delle virgolette. Peccato che tanta sicumera abbia prodotto una pagina simile su una musicista come M.Monk. Comunque, e ritorno al punto di partenza, se ti va bene così, buon per te. Saluti.